(AP Photo/Alberto Pezzali)
  • Mondo
  • sabato 30 novembre 2019

Quelli che hanno aiutato a fermare l’attacco sul London Bridge

Un po' di dettagli su quello che si sa e si scrive sulle persone che hanno fermato Usman Khan prima dell'arrivo della polizia, che poi l'ha ucciso

(AP Photo/Alberto Pezzali)

Dopo l’attacco di venerdì sul London Bridge a Londra, dove un uomo ha ucciso due persone prima di essere fermato da alcuni passanti e poi ucciso dalla polizia, i giornali britannici – ma non solo – hanno provato a ricostruire alcune delle storie su chi e come ha fermato l’uomo, che si chiamava Usman Khan, aveva 28 anni ed era già stato condannato per terrorismo in passato.

Khan è stato ucciso dalla polizia, probabilmente perché indossava una finta cintura esplosiva (che la polizia non sapeva essere finta). Prima dell’arrivo degli agenti, però, a togliergli il coltello di mano e in seguito bloccarlo sono stati alcuni civili. I comunicati ufficiali della polizia non hanno per il momento spiegato queste fasi, che però si sono potute in parte ricostruire grazie ad alcuni video. In uno di questi si vedono, per esempio, due uomini – uno con un estintore e uno con un lungo oggetto appuntito – che si oppongono a Khan, in attesa dell’arrivo della polizia.

Il Guardian ha scritto, dopo aver parlato con alcune persone che si trovavano nell’area in quei momenti, che l’oggetto appuntito è un dente di narvalo (un cetaceo noto appunto per la sua lunga “zanna”) e ha scritto che «si pensa che l’abbia trovato su una delle pareti del Fishmongers’ Hall, un palazzo storico di Londra che si trova all’inizio del lato nord del London Bridge». Non è invece chiaro come e dove l’altro uomo abbia recuperato l’estintore.

Altre immagini mostrano invece un terzo uomo che lotta con Khan – che secondo alcune versioni aveva due coltelli, uno per mano – e che riesce a sottrargliene almeno uno, o forse entrambi. Il Guardian scrive, così come diversi altri giornali, che l’uomo si chiama James Ford e ha 42 anni.

In base alle immagini disponibili e alle dichiarazioni di alcune persone sembra che si tratti del James Ford che nel 2004 fu condannato per l’omicidio, senza chiari motivi e con dinamiche decisamente cruente, di Amanda Champion, una ragazza di 21 anni con una difficoltà di apprendimento. Il Guardian scrive anche che Ford si trovava in libertà condizionata. Per il momento però le informazioni sulla sua presenza sul London Bridge sono piuttosto vaghe e difficili da confermare.

È probabile che Ford avesse appena partecipato allo stesso evento organizzato nella Fishmongers’ Hall a cui aveva partecipato anche Khan, una conferenza dedicata ai programmi di riabilitazione per i carcerati: tra il pubblico c’erano decine di persone, compresi alcuni studenti e individui rimessi in libertà dopo un periodo di detenzione.

L’attacco sul London Bridge, messo in ordine

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.