(Cole Burston/Getty Images)
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  • martedì 22 ottobre 2019

Trudeau ha vinto le elezioni in Canada

Il primo ministro uscente ha perso diversi seggi ma potrà guidare un governo di minoranza

(Cole Burston/Getty Images)

In Canada il Partito Liberale del primo ministro uscente Justin Trudeau ha vinto le elezioni parlamentari che si sono tenute lunedì, pur perdendo molti consensi rispetto alle elezioni di quattro anni fa. Trudeau manterrà quindi il potere, anche se dovrà guidare un governo di minoranza sostenuto da un partito di sinistra, il Nuovo Partito Democratico (NDP) del candidato Jagmeet Singh.

Trudeau, che diventò primo ministro un po’ a sorpresa quattro anni fa e si guadagnò inizialmente grandi simpatie e stime nazionali e internazionali costruendosi l’immagine di promessa del progressismo occidentale, era stato coinvolto in una serie di scandali negli ultimi mesi che ne avevano eroso nettamente il consenso. La sua vittoria è perciò un buon risultato, considerando che qualcuno era scettico sulle sue possibilità di rielezione. «Rappresenteremo il Canada in tutta la sua diversità, e la metteremo sempre al primo posto insieme ai canadesi», ha detto Trudeau dopo i risultati, quando in Italia era martedì mattina.

I Liberali hanno ottenuto 156 seggi, 14 in meno della maggioranza assoluta e 28 in meno di quelli vinti nel 2015, alle ultime elezioni. In Canada c’è un sistema elettorale “first past the post”, che prevede sfide dirette tra i candidati per vincere nei collegi uninominali: questo sistema, che premia i partiti più grandi, ha permesso ai Liberali di reggere il colpo nonostante siano passati da oltre il 39 per cento dei consensi al 33 per cento. I principali rivali, i Conservatori guidati da Andrew Scheer, li hanno in realtà superati come consensi complessivi, arrivando al 34,5 per cento ma ottenendo soltanto 122 seggi.

Il Nuovo Partito Democratico ha invece ottenuto il 15,9 per cento dei voti assicurandosi 24 seggi, quanti bastano per poter formare un governo con i Liberali ma nettamente meno dei 44 ottenuti nel 2015. Singh ha già confermato l’alleanza nel suo discorso post-elettorale. In Canada i governi di coalizione sono molto rari, e la pratica più comune in caso di mancato raggiungimento della maggioranza è di formare governi di minoranza con l’appoggio esterno di altri partiti, cosa che probabilmente avverrà anche questa volta. Questi governi, ovviamente, sono generalmente più instabili.

La sorpresa della serata è stato il risultato del Bloc Quebecois, il partito nazionalista di sinistra dei francofoni del Québec che ha preso il 7,9 per cento dei voti conquistando 32 seggi e diventando il terzo partito. Il risultato, possibile per via della concentrazione geografica del voto e quindi dei molti collegi vinti in Québec, era particolarmente inaspettato visto che a inizio anno il partito sembrava sull’orlo del collasso e che alle ultime elezioni aveva ottenuti soltanto 10 seggi. In campagna elettorale ha promesso l’indipendenza della provincia, e il suo leader Yves-François Blanchet ha già negato che possa partecipare al nuovo governo. Il Partito Popolare Canadese, di destra radicale e nato da una scissione tra i Conservatori, è andato molto male e non ha eletto nemmeno il suo leader.

Negli anni di governo Trudeau ha raggiunto buoni risultati economici, spinti da grandi investimenti infrastrutturali e da una maggiore spesa pubblica, e una diminuzione della disoccupazione. Nell’ultimo anno però era molto calato nei sondaggi per via di alcuni scandali: il principale era legato all’azienda SNC-Lavalin e alle pressioni esercitate da Trudeau sulla propria ministra della Giustizia Jody Wilson-Raybould perché la favorisse in un processo. Si era concluso senza conseguenze concrete per Trudeau, ma con un grosso danno di immagine. L’altro, più recente, riguardava una foto uscita sui giornali che lo mostrava ventinovenne con la faccia colorata di nero, il cosiddetto “blackface”, considerato molto offensivo nei confronti delle persone afroamericane. Il governo di Trudeau era stato danneggiato anche da un deterioramento dei rapporti con la Cina, e per aver fallito una annunciata riforma elettorale.

L’avversario principale di Trudeau, il leader dei conservatori Scheer, è però un politico meno carismatico, e in campagna elettorale si era concentrato soprattutto sugli attacchi personali contro il primo ministro in carica più che sulla propria visione per il futuro del paese, aspetti che secondo il New York Times lo hanno penalizzato alle elezioni. I commentatori politici stanno descrivendo quella di ieri come una buona rivalsa per Trudeau, anche se ha confermato che il suo consenso non è più quello di un tempo.

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