Il primo ministro canadese Justin Trudeau parla ai giornalisti scusandosi per un suo travestimento razzista del 2001, il 18 settembre 2019 (Sean Kilpatrick/The Canadian Press via AP)
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  • giovedì 19 settembre 2019

Justin Trudeau ha un altro problema

La campagna elettorale del primo ministro canadese si è complicata ancora: è emersa una foto che lo mostra ventinovenne con la faccia colorata di nero, il cosiddetto "blackface"

Il primo ministro canadese Justin Trudeau parla ai giornalisti scusandosi per un suo travestimento razzista del 2001, il 18 settembre 2019 (Sean Kilpatrick/The Canadian Press via AP)

Nel 2001, quando aveva 29 anni, l’attuale primo ministro canadese Justin Trudeau si colorò la faccia di marrone per un travestimento da Aladino durante una festa a tema “Notti arabe” nella scuola di Vancouver dove insegnava. Tingersi la faccia di nero per fingere un’altra etnia – il cosiddetto “blackface” – è un gesto che si porta dietro un significato razzista, al di là delle intenzioni di chi lo fa, e in alcuni paesi del mondo è ampiamente censurato per i suoi legami con lo schiavismo e il colonialismo. Una fotografia della serata, proveniente dall’annuario della scuola di quell’anno, è stata ottenuta e diffusa dalla rivista americana Time. Trudeau, che attualmente è impegnato nella campagna elettorale in vista del voto del 21 ottobre, ha concesso che quel travestimento fosse razzista e si è detto dispiaciuto.

Alcune ore dopo la diffusione della prima foto, ne è stata pubblicata un’altra (scattata ai tempi del liceo, e della quale lui stesso aveva parlato commentando la prima) ed è poi stato pubblicato un breve video, girato in un momento diverso, in cui lo si vede di nuovo con la faccia tinta di nero.

Trudeau è stato duramente criticato per la fotografia, anche se all’epoca la sensibilità per questioni come il “blackface” non era minimamente paragonabile a quella nordamericana odierna. Mustafa Farooq, direttore del National Council of Canadian Muslims, un’organizzazione non profit che si occupa della difesa dei diritti delle persone musulmane in Canada, ha detto: «Vedere il primo ministro con il blackface ci rattrista molto. Il blackface è una pratica riprovevole e si porta dietro una storia di razzismo e di mitologia orientalista inaccettabile».

Andrew Scheer, leader del Partito Conservatore, la principale forza di opposizione al Partito Liberale di Trudeau, ha detto che la fotografia del primo ministro con il blackface era razzista nel 2001 ed è razzista oggi, e ne ha approfittato per accusare Trudeau di non essere adatto a guidare il governo. Jagmeet Singh, il leader del Nuovo Partito Democratico che è di origine indiana, ha detto che la fotografia di Trudeau con il blackface è «offensiva».

Scusandosi per la fotografia e il travestimento, Trudeau ha detto: «Non avrei dovuto farlo. Avrei dovuto comportarmi meglio e non lo feci e mi dispiace molto. […] All’epoca non pensavo che fosse una cosa razzista, ma ora riconosco che lo fosse e ne sono molto dispiaciuto». Poi ha fatto riferimento alla campagna elettorale dicendo: «Penso che ci siano persone che hanno fatto degli errori nella loro vita e le decisioni si prendono sulla base di quello che stanno facendo ora e di quello che hanno fatto in passato ogni giorno, caso per caso». Da capo del governo, Trudeau ha portato avanti in Canada politiche progressiste in fatto di diritti civili, uguaglianza e pari opportunità.

Anche prima che le fotografie del blackface venissero diffuse, Trudeau era in difficoltà con la campagna elettorale e i sondaggi: nell’ultimo anno il gradimento per il suo governo e per lui in particolare è calato per via di uno scandalo riguardo ai rapporti con una grande azienda, SNC-Lavalin. Trudeau aveva fatto pressioni sull’ex procuratrice generale (che in Canada come negli Stati Uniti svolge sia la funzione di ministro della Giustizia che quella di rappresentare la pubblica accusa) per favorire SNC-Lavalin in un caso giudiziario.

Non è la prima volta nel mondo che un politico ha dei problemi per aver praticato il blackface in passato: sempre all’inizio dell’anno il governatore della Virginia Ralph Northam era stato molto criticato per un caso simile. Si era travestito da Michael Jackson con il blackface nel 1984, dopo che era stato accusato di essere ritratto in una fotografia dello stesso anno in cui si vedono una persona con il blackface e una persona travestita da membro del Ku Klux Klan, la famosa organizzazione terroristica di suprematisti bianchi.

In Italia il blackface è generalmente considerato innocuo, e sono relativamente in pochi a conoscerne la storia e il significato. Lo dimostra, per esempio, il fatto che sia proposto piuttosto di frequente a Tale e Quale Show, un varietà musicale che va in onda su Rai Uno e nel quale personaggi televisivi imitano cantanti famosi. È successo diverse volte che, dovendo interpretare canzoni di cantanti neri, i concorrenti si dipingessero la faccia: una pratica che sulla televisione statunitense sarebbe inconcepibile, ma che in Italia passa inosservata. Lo scorso anno si era molto parlato di questa pratica dopo che diverse persone, tra cui il pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, a capo di una nota catena di ristoranti, si erano colorate la faccia per esprimere solidarietà alle persone di origine africana vittime di razzismo.

In generale nel mondo comunque la sensibilità riguardo al blackface come pratica razzista sta aumentando: proprio ieri la TV pubblica dei Paesi Bassi ha annunciato che nella tradizionale parata di San Nicola che organizza ogni anno non ci sarà più il personaggio di Zwarte Piet, l’aiutante di San Nicola normalmente interpretato da attori bianchi con la faccia dipinta di nero e le labbra tinte di rosso.

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