(AP Photo/Joe Rosenthal)

Ci eravamo sbagliati su uno dei soldati di questa foto

Una nuova ricerca, confermata da un'indagine dei Marines, ha dimostrato che c'era stato uno scambio di persona

(AP Photo/Joe Rosenthal)

Il corpo dei Marines, che fa parte delle forze armate degli Stati Uniti, ha ammesso che per più di settant’anni era stato erroneamente identificato uno degli uomini protagonisti della famosa foto della bandiera statunitense issata sul monte Suribachi dell’isola di Iwo Jima, in Giappone. La foto fu scattata il 23 febbraio 1945 dal fotografo di Associated Press Joe Rosenthal: vinse un premio Pulitzer e divenne una delle più famose della seconda Guerra mondiale, forse addirittura di tutto il Ventesimo secolo.

Nella foto di Rosenthal ci sono sei uomini e quello sulla cui identità ci si era sbagliati è uno che quasi non si vede, perché in gran parte coperto dal secondo uomo da destra. Per più di 70 anni e fino a pochi giorni fa si era pensato che quell’uomo fosse il soldato scelto Rene Gagnon. Tre storici hanno invece dimostrato che si tratta del caporale Harold Keller, originario dell’Iowa. Non è tra l’altro la prima volta che succede: già nel 2016 i Marines avevano ammesso di essersi sbagliati su un altro protagonista della foto.

(AP Photo/Joe Rosenthal

I tre storici – Stephen Foley, Dustin Spence e Brent Westemeyer – hanno dimostrato che l’uomo fotografato è Keller usando vecchie foto scattate in quei giorni a Iwo Jima e facendo conseguenti analisi che per ora non sono state spiegate nel dettaglio. Vista l’importanza storica della foto, la scoperta dei tre storici è stata analizzata e confermata da un consiglio investigativo del corpo dei Marines, a cui ha collaborato anche l’FBI. Il 16 ottobre i Marines hanno pubblicato un comunicato a riguardo, aggiungendo tra l’altro che «a prescindere da chi sia in quella foto, ogni singolo Marine che mise piede su Iwo Jima o collaborò in altro modo a quel risultato, è e sempre sarà parte della Storia».

Keller morì di attacco cardiaco nel 1979, a 57 anni. I Marines, però, hanno comunicato la cosa a sua figlia, che ha spiegato a NBC News – il sito che si è occupato per primo e più nel dettaglio di questa vicenda – di essere felice della notizia e che lui non raccontava granché della guerra – «solo di essere stato ferito a una spalla». Nella sua casa Keller aveva però una foto – anch’essa di Rosenthal – che mostrava 18 soldati sul monte Subirachi di Iwo Jima, con la bandiera già issata. «Ora sappiamo che è anche in quella foto», ha detto sua figlia.

Nel comunicare l’errore, i Marines hanno voluto però sottolineare come anche Gagnon, pure lui morto nel 1979, ebbe un importante ruolo a Iwo Jima, collaborando alle operazioni per issare sia la prima che la seconda bandiera. Successe infatti che una prima bandiera si rivelò essere troppo piccola e quindi fu sostituita da una seconda e più grande bandiera, quella della famosa foto di Rosenthal.

La complicatissima storia della foto di Iwo Jima