Un manifesto elettorale del principale partito del Mozambico (AP Photo/Ferhat Momade)
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  • martedì 15 Ottobre 2019

Oggi si vota in Mozambico

Dopo mesi di gravi violenze, nonostante un nuovo accordo di pace firmato ad agosto tra i due principali partiti del paese

Un manifesto elettorale del principale partito del Mozambico (AP Photo/Ferhat Momade)

Oggi, martedì 15 ottobre, ci sono le elezioni generali in Mozambico: si vota per il presidente e per l’Assemblea della Repubblica, ovvero il parlamento mozambicano composto da 250 membri. Le ultime elezioni si erano tenute nel 2014 ed erano state vinte nettamente dall’attuale presidente Filipe Nyusi e dal suo partito, FRELIMO (Frente de Libertação de MoçambiqueFronte di Liberazione del Mozambico), che è sempre stato il primo partito in tutte le elezioni dal 1992 in avanti e che è tra i favoriti anche questa volta. La vittoria di Nyusi e FRELIMO non è però scontata, dopo mesi di violenze e tensioni tra i due principali partiti e accuse al governo di non voler garantire la regolarità del voto.

La campagna elettorale è stata raccontata dai giornali internazionali come molto violenta, a causa delle storiche divisioni politiche e sociali del paese. Il Mozambico ottenne l’indipendenza dal Portogallo solamente 44 anni fa (ancora oggi la lingua ufficiale del paese è il portoghese), soprattutto grazie alla guerriglia portata avanti per anni da FRELIMO, il quale una volta raggiunta l’indipendenza prese il potere e instaurò un regime a partito unico di ispirazione marxista. Questo regime fu contrastato molto presto da un fronte anti-comunista chiamato RENAMO (Resistenza Nazionale Mozambicana), e tra le due fazioni iniziò una guerra civile che causò circa 1 milione di morti e che andò avanti fino al 1992, quando FRELIMO acconsentì di cambiare la costituzione e riconoscere l’esistenza di altri partiti.

Nei primi anni dopo il 1992, FRELIMO e RENAMO diventarono i due maggiori partiti a contendersi la presidenza e la maggioranza in parlamento e ci fu un periodo di pace relativamente stabile, che finì con le elezioni del 2014, quando ripresero ostilità e violenze tra le due parti. Lo scorso primo agosto è stato firmato un nuovo accordo di pace tra il presidente Nyusi e il leader di RENAMO Ossufo Momade, che sarà anche il principale sfidante di Nyusi alle elezioni di oggi.

Da quando è iniziata la campagna elettorale, il 31 agosto, gli scontri violenti sono comunque aumentati e hanno causato la morte di decine di persone durante manifestazioni e comizi; l’ultimo episodio di violenza è avvenuto il 7 ottobre quando è stato assassinato un osservatore elettorale, Anastácio Matavele, in circostanze poco chiare mentre usciva da una lezione sull’attività di monitoraggio delle elezioni. Altri episodi di violenza e intimidazioni contro attivisti e giornalisti sono stati raccontati da un recente rapporto di Amnesty International, che accusa FRELIMO di voler ostacolare l’attività di controllo sulle elezioni.

Oltre agli scontri politici ci sono altri due grossi problemi in Mozambico. Innanzitutto, il paese sta ancora cercando di riprendersi dai danni del ciclone Idai, uno dei più gravi disastri naturali ad aver colpito l’emisfero meridionale che ha causato più di 500 morti in Mozambico, nel marzo scorso. L’opposizione sostiene che molte persone colpite dal disastro siano state minacciate del taglio degli aiuti nel caso in cui non voteranno per FRELIMO. Il secondo problema è un’associazione terroristica filo-islamista di cui si sa ancora poco, attiva da un paio d’anni nella regione nord-orientale di Cabo Delgado che ha causato nell’ultimo anno 184 morti, secondo le stime dell’analista Jasmine Opperman.

Nonostante FRELIMO sia al potere sostanzialmente da più di 40 anni, diversi analisti dicono che la rielezione di Nyusi non sarà scontata. Oltre a lui e a Momade, gli altri candidati sono Daviz Simango e Mário Albino, sostenuti da partiti minori.