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  • mercoledì 3 aprile 2019

C’è una crisi sanitaria in Mozambico

Dopo il ciclone Idai, che ha ucciso più di 500 persone, si è sviluppata un'epidemia di colera e le autorità temono anche la diffusione di malaria e morbillo

Magaro, Mozambico (Andrew Renneisen/Getty Images)

In Mozambico è in corso una grave crisi sanitaria provocata dal ciclone tropicale Idai, che ha colpito il paese due settimane fa: medici e autorità sostengono che ci sia un’epidemia di colera, e temono nuovi casi di morbillo e malaria, se gli aiuti umanitari non arriveranno presto. Secondo i dati diffusi dall’ONU, il ciclone Idai ha provocato la morte di almeno 500 persone solo in Mozambico, mentre altre 250 sono morte in Zimbabwe e 60 in Malawi, in quello che un funzionario delle Nazioni Unite ha definito «uno dei più gravi disastri ambientali ad aver colpito l’emisfero meridionale». Il bilancio finale potrebbe comunque aumentare, vista la difficoltà dei soccorritori di raggiungere alcune delle aree più remote dei paesi coinvolti nel disastro.

Nelle ultime due settimane, le autorità del Mozambico hanno cercato di riparare i danni provocati dal ciclone. Sono stati ripristinati i servizi idrici nella città di Beira, una delle più colpite, dove vivono circa 500 mila persone. La strada principale per Maputo, la capitale, è stata riaperta una settimana fa, mentre altre strade sono in riparazione, di modo da rendere più agevole il trasporto di cibo e di altri aiuti umanitari.

«Molte delle nostre operazioni si sono spostate sulla terraferma, così possiamo muoverci molto di più», ha detto al New York Times un funzionario dell’Organizzazione mondiale della Sanità. «Ci sono ancora aree nel nord che possono essere raggiunte solo dagli elicotteri, e altre dove usiamo ancora le barche». Secondo il New York Times, Oxfam, CARE e Save the Children hanno mandato diverse barche a Buzi, a sud ovest di Beira, città ancora senza acqua e prodotti sanitari. Le imbarcazioni hanno trasportato filtri e taniche per l’acqua, latrine, teli e sapone.

Per contrastare l’epidemia di colera, che si trasmette attraverso l’acqua contaminata e che causa dissenteria e disidratazione, sono arrivate circa 900 mila dosi del vaccino, che si prende per via aerea, impiega una settimana per fare effetto e garantisce una copertura fino a sei mesi. Martedì il governo del Mozambico ha detto che nel paese si sono verificati almeno mille casi di colera finora e una persona è morta. Il colera è la minaccia più imminente, ma le autorità temono anche l’arrivo della malaria e del morbillo: più di 700 mila zanzariere sono state spedite nelle aree colpite dal ciclone per cercare di prevenire l’inizio di un’epidemia di malaria.

Le piogge e le inondazioni hanno distrutto i nidi e le larve delle zanzare, ma ora l’acqua stagnante, dove le zanzare solitamente depongono le uova, è dappertutto. Il morbillo, invece, potrebbe causare la morte di molti bambini, considerate anche le condizioni sanitarie e igieniche in cui si trova la popolazione. Più di 130 mila persone sono state sfollate in 150 campi improvvisati costruiti nell’area.

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