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  • venerdì 20 settembre 2019

Raccontare l’apocalisse (parte prima)

Come decenni fa con le bombe nucleari, la lotta al cambiamento climatico ha bisogno di modi efficaci per descrivere la fine che rischiamo: un podcast per gli abbonati del Post

A cosa assomiglia la fine del mondo? Per secoli la risposta a questa domanda è stata competenza esclusiva di profeti, visionari e pittori, ma da quando la tecnologia ha dato agli esseri umani il potere necessario a distruggere il pianeta per come lo conosciamo, l'elenco si è allungato fino a includere tutti noi. Qualche decennio fa, raccontare come sarebbe stato il mondo dopo un'apocalisse nucleare e far sì che ogni energia possibile venisse spesa per evitarla è stato il compito che si è assunta un'intera generazione di attivisti, scienziati, politici e scrittori. Oggi chi lotta contro il cambiamento climatico deve affrontare una sfida simile e ancora più complicata: aiutare la nostra società a immaginare come sarebbe il mondo dopo la crisi climatica, e i modi creativi e necessariamente costosi per limitarne i danni. Partendo da Hiroshima e terminando nel futuro fantascientifico, Davide Maria De Luca racconta la storia visionaria e tormentata di come la nostra società ha provato a immaginare la sua stessa fine, in un podcast per gli abbonati del Post.

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