• Italia
  • giovedì 8 agosto 2019

La nuova indagine di BuzzFeed sui viaggi di Gianluca Savoini in Russia

L'amico e consigliere di Salvini era stato a Mosca decine di volte prima dell'incontro del Metropol, e quei viaggi non sono stati registrati dal ministero dell'Interno russo

Claudio D'Amico e Gianluca Savoini, consiglieri di Matteo Salvini (Ansa/Facebok)

Secondo una nuova indagine pubblicata da BuzzFeed News e dal sito di giornalismo investigativo Bellingcat, Gianluca Savoini, l’amico e consigliere del leader della Lega Matteo Salvini, aveva viaggiato verso la Russia decine di volte prima dell’ormai famoso incontro del 18 ottobre 2018 all’hotel Metropol di Mosca. L’indagine si basa su dati di volo e sull’attività sui social network di Savoini e mostra, tra le altre cose, che nelle sette settimane precedenti al 18 ottobre Savoini viaggiò a Mosca almeno tre volte. Di questi viaggi non si conosce il motivo né chi li abbia pagati, ma non erano presenti sul registro russo che raccoglie gli ingressi degli stranieri nel paese, segno che potrebbero essere stati cancellati o che Savoini possa aver goduto di uno status speciale.

Con due indagini separate, BuzzFeed e l’Espresso avevano raccontato di un incontro avvenuto il 18 ottobre scorso a Mosca, durante il quale Gianluca Savoini e alcune persone di lingua russa avevano discusso di come fare arrivare finanziamenti illegali alla Lega. L’accordo non aveva poi portato a niente, ma la notizia dell’incontro aveva creato molta agitazione nella politica italiana perché mostrava quanto fossero forti i legami tra la Lega e la Russia e che poteva essersi creata una sorta di dipendenza del partito di Matteo Salvini da interessi e poteri stranieri.

Al centro delle indagini giornalistiche, e poi anche dell’autorità giudiziaria italiana, c’è Gianluca Savoini, da almeno vent’anni amico e collaboratore di Salvini, fondatore dell’Associazione Lombardia-Russia e considerato il punto di contatto tra Salvini stesso e la Russia per attività di diverso genere. Salvini ha sempre detto di non sapere cosa stesse facendo Savoini a Mosca il 18 ottobre scorso, quando però lo stesso Salvini si trovava in città per una visita ufficiale, e ha detto che Savoini non faceva parte della sua delegazione, cercando di prendere le distanze da quanto successo nell’incontro al Metropol, nonostante Savoini fosse stato invitato dal ministero dell’Interno.

La nuova indagine di BuzzFeed e Bellingcat, portata avanti con l’aiuto del sito di giornalismo investigativo russo The Insider, mostra che prima del viaggio di quei giorni Savoini era già stato a Mosca decine di volte: 14 volte solo nel 2018, 7 volte nel 2017, 9 volte nel 2016, 5 volte nel 2015 e almeno tre volte nei primi tre mesi del 2019.

Tutti questi viaggi sono stati scoperti grazie a un registro dei voli disponibile online ma non indicizzato dai motori di ricerca, e solitamente usato solo dalle società private di sicurezza. Il registro mostra che Savoini aveva prenotato per viaggiare su voli di andata e ritorno da Mosca, dove di solito sarebbe dovuto rimanere due o tre giorni: il registro non è una prova definitiva che Savoini fosse su quei voli, ma incrociando i dati di volo con l’attività social di Savoini è stato possibile per BuzzFeed e Bellingcat stabilire con ragionevole certezza che lo fosse.

Non si sa chi abbia pagato per questi voli e cosa abbia fatto Savoini durante le sue visite, ma c’è un elemento che rende questi viaggi quantomeno strani, dice BuzzFeed. Tutti gli ingressi degli stranieri in Russia devono essere registrati su quello che viene comunemente chiamato “registro migranti”, una banca dati del ministero dell’Interno che viene aggiornata al momento di ogni arrivo nel paese di uno straniero e su cui devono comparire anche informazioni come la ragione del viaggio, il posto e la data di arrivo, una fotografia e il numero di passaporto. I viaggi di Savoini, tuttavia, non compaiono nel registro: secondo BuzzFeed e Bellingcat potrebbero essere stati cancellati, oppure Savoini godeva di uno status privilegiato che gli permetteva di entrare nel paese aggirando i normali controlli doganali.

L’indagine ha inoltre mostrato che in occasione del suo viaggio a Mosca tra il 16 e il 18 ottobre, nei giorni della visita in Russia di Salvini, Savoini aveva volato sia all’andata che al ritorno sullo stesso aereo usato da Claudio D’Amico, un altro membro di Lombardia-Russia, che dall’agosto del 2018 fa anche parte dello staff di Matteo Salvini al ministero dell’Interno come “consigliere strategico per le attività di rilievo internazionale”. D’Amico, mostrano i dati di volo, aveva anche viaggiato in Russia un’altra volta prima di ottobre e lo ha fatto almeno altre due volte nel 2019.

Non ci sono al momento informazioni che leghino D’Amico all’incontro del Metropol, ma il fatto che avesse viaggiato con Savoini, e il fatto che il 17 ottobre avesse partecipato a una cena insieme a Savoini e Salvini, fa pensare che possa aver avuto informazioni anche sull’incontro del 18 ottobre. D’Amico peraltro è la stessa persona che, come ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha fatto invitare Savoini alla cena del 4 luglio con Vladimir Putin. Sugli altri viaggi di D’Amico in Russia non si sa altro: nemmeno se li abbia fatti in qualità di consigliere di Salvini. La Lega e Matteo Salvini hanno sempre negato di avere avuto rapporti impropri con la Russia.

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