Il villaggio di Chakama, in Kenya, dove è stata rapita Silvia Romano (ANSA/CLAUDIO ACCOGLI)
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  • sabato 13 luglio 2019

Le piccole novità sul rapimento di Silvia Romano

È stata ricostruita più precisamente la dinamica del rapimento e ci sono conferme che a dicembre fu ceduta a un'altra banda

Il villaggio di Chakama, in Kenya, dove è stata rapita Silvia Romano (ANSA/CLAUDIO ACCOGLI)

Venerdì a Roma c’è stato un incontro tra il procuratore generale del Kenya Noordin Mohamed Haji e il pubblico ministero italiano Sergio Colaiocco, che sta seguendo l’indagine sul rapimento della cooperante italiana Silvia Romano, avvenuto otto mesi fa in Kenya. I giornali di oggi hanno dato qualche informazione su quello di cui si è parlato durante l’incontro, e qualche piccola novità sul rapimento di Romano, di cui si sa pochissimo e su cui ci sono stati anche grossi attriti tra le autorità italiane e kenyane per la gestione delle indagini.

Repubblica e Corriere della Sera dicono che durante l’incontro di venerdì è stata ricostruita con maggior precisione la dinamica del rapimento di Romano, che fu presa da un gruppo di banditi il 19 novembre scorso nel villaggio di Chakama, nel sud del Kenya (si trovava lì per conto di una ONLUS italiana). La prima novità è legata al numero di persone che parteciparono al rapimento. Fin qui si era parlato di un gruppo di tre persone, mentre sembra che al rapimento parteciparono otto persone, una banda di criminali comuni, che erano armate di pistole e fucili e che per alcuni giorni avevano seguito Romano per preparare il suo rapimento.
Romano fu poi portata via dal villaggio con alcune motociclette, senza il suo cellulare e senza il suo passaporto, e fu trasportata nella zona del fiume Tana (due dettagli già noti). A fine dicembre, poi, sembra che Romano sia stata ceduta ad un’altra banda di rapitori: una notizia che era già stata data allora con maggiore vaghezza sulle fonti.

Queste informazioni sono state raccolte dal procuratore generale kenyano grazie alle testimonianze di due uomini sospettati di aver partecipato al rapimento di Romano e arrestati in Kenya a fine dicembre 2018. I due uomini, di cittadinanza kenyana, saranno processati a partire dalla fine di luglio; una terza persona – un cittadino somalo – è stata arrestata mentre le altre cinque persone sospettate di aver partecipato al rapimento sono ancora ricercate. Nelle prossime settimane, scrivono i giornali, una squadra di carabinieri tornerà in Kenya per raccogliere nuovi elementi utili per le indagini, mentre la Guardia di Finanza fornirà aiuto diretto alle autorità kenyane.

Dallo scorso novembre, le notizie affidabili sul rapimento di Romano sono state poche, anche a causa della segretezza con cui sono state portate avanti le indagini fin qui. A marzo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva ammesso che non erano stati fatti grandi passi avanti, anche se c’era stato «un attimo in cui sono stato confidente che avessimo un risultato buono a portata di mano». Sempre a marzo, il Corriere della Sera aveva parlato della difficile collaborazione tra le autorità italiane e quelle kenyane per portare avanti le indagini, ma da allora sembra che le cose siano migliorate.

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