(Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix)
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  • mercoledì 26 giugno 2019

In Danimarca governerà il centrosinistra

Dopo tre settimane la coalizione guidata dai Socialdemocratici ha trovato un accordo sul programma, che fra le altre cose diluisce molto il loro approccio anti-immigrazione

(Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix)

La leader dei Socialdemocratici danesi Mette Frederiksen ha annunciato che le trattative per formare un nuovo governo con la coalizione di centrosinistra dopo le elezioni politiche del 5 giugno sono andate a buon fine. Nelle prossime ore Frederiksen dovrebbe informare la regina, come prevede la tradizione, e in seguito sostituire ufficialmente l’attuale primo ministro Lars Løkke Rasmussen, che governava dal 2015 a capo di una coalizione di centrodestra. La Danimarca sarà il terzo paese del Nord Europa in cui quest’anno si è insediato un governo di centrosinistra, dopo la Svezia e la Finlandia.

Sulla carta quello di Frederiksen sarà un governo di minoranza dei soli Socialdemocratici, a cui gli alleati si limiteranno a dare appoggio esterno (una soluzione abbastanza comune, in Danimarca). Oltre che dai Socialdemocratici, che hanno vinto le elezioni del 5 giugno col 25,9 per cento dei voti, la coalizione sarà formata dalla Sinistra Radicale – che a dispetto del nome è un partito liberale, di cui fa parte anche la Commissaria europea Margrethe Vestager – e da due piccoli partiti di sinistra, il Partito Popolare Socialista e la Lista dell’Unità. In totale la maggioranza controllerà 91 seggi sui 179 della camera unica del Parlamento danese.

La foto dell’ultima notte di trattative, diffusa dal capo della Lista dell’Unità Pernille Skipper

Le trattative sono durate tre settimane e hanno individuato vari punti di contatto fra i quattro partiti. La proposta più ambiziosa del programma del nuovo governo, di cui stanno parlando anche diversi giornali internazionali, è la riduzione del 70 per cento le emissioni di anidride carbonica nei prossimi dieci anni. Il Copenhagen Post scrive inoltre che altri importanti punti del programma «riguardano una maggiore accoglienza per i lavoratori stranieri e nuove quote per gli asili».

La nuova coalizione ha inoltre concordato di cancellare il progetto di utilizzare un’isola sperduta per ospitare alcuni migranti “indesiderati”, proposto a dicembre dal governo di centrodestra e criticato un po’ in tutta Europa. Il nuovo governo ha anche dato la disponibilità ad accettare una quota di richiedenti asilo dagli altri paesi europei, come proposto dalla Commissione Europea ormai quattro anni fa.

I Socialdemocratici avevano fatto campagna elettorale promettendo di non ammorbidire l’approccio dell’attuale governo sull’immigrazione: se n’era parlato molto anche in Italia, perché diversi commentatori avevano ipotizzato che i Socialdemocratici avessero vinto le elezioni proprio grazie a una retorica anti-immigrati (in realtà le cose sono molto più complicate di così). Sembra comunque che il loro approccio sia uscito parecchio diluito dalle trattative per formare il nuovo governo.

I nomi dei nuovi ministri non sono ancora noti: si sa solo che il governo sarà guidato da Frederiksen, che a 41 anni diventerà la prima ministra più giovane nella storia del paese.

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