In Finlandia hanno vinto i Socialdemocratici

Alle elezioni di domenica sono stati il partito più votato, ma pochissimo più dei nazionalisti Veri Finlandesi: formare un governo sarà complicato

Il leader dei Socialdemocratici finlandesi, Antti Rinne (Antti Aimo-Koivisto/Lehtikuva via AP)

Il Partito Socialdemocratico finlandese, il più grande partito di centrosinistra in Finlandia, ha vinto le elezioni generali che si sono tenute domenica, ottenendo il 17,7 per cento dei voti. Appena dietro si sono posizionati i Veri Finlandesi, partito nazionalista e antieuropeista guidato da Jussi Halla-aho, che hanno ottenuto il 17,5 per cento dei voti, mentre il partito del primo ministro uscente Juha Sipila, il Partito di Centro, è arrivato quarto, con il 13,8 per cento dei voti. Data la frammentazione del nuovo Parlamento – situazione piuttosto frequente in Finlandia – sarà complicato per i Socialdemocratici formare un governo: se dovessero riuscirci, il leader Socialdemocratico Antti Rinne diventerebbe il primo capo di un governo di sinistra in Finlandia dal 2003.

Le elezioni di domenica si sono tenute dopo le dimissioni del governo guidato da Sipila, il mese scorso, a causa dell’impossibilità di trovare un accordo sull’importante riforma del sistema sanitario. Sipila era a capo di un governo di coalizione di centrodestra dal 2015, che includeva anche i Veri Finlandesi.

La crescita dei Socialdemocratici sembra essere spiegata dalle contestate riforme approvate dal precedente governo, finalizzate a ridurre il debito pubblico della Finlandia. Il governo Sipila, preoccupato per l’alto costo del sistema di welfare finlandese e il progressivo invecchiamento della popolazione, aveva introdotto negli ultimi anni diverse misure di austerità, che avevano colpito tra le altre cose le pensioni, l’istruzione, la salute e i sussidi di disoccupazione. Le politiche di centrodestra avevano permesso di ridurre il debito pubblico nazionale per la prima volta nell’ultimo decennio, ma erano state molto criticate e avevano contribuito alla crescita dei partiti di sinistra, in particolare del Partito Socialdemocratico, che in Finlandia ha stretti legami con i sindacati. Proprio il partito di Antti Rinne aveva definito le politiche di Sipila «ingiuste» e aveva promesso di rafforzare il sistema di welfare.

Un altro tema centrale della campagna elettorale era stato l’immigrazione, la cui discussione sembra avere premiato i Veri Finlandesi. La Finlandia ha avuto storicamente pochi migranti, ma in seguito alla crisi del 2015 il numero degli stranieri nel paese era improvvisamente cresciuto, passando dal 2,7 per cento della popolazione del 2011 al 6,8 per cento del 2017. Il partito di Halla-aho aveva sfruttato la nuova situazione e aveva promesso regole più severe per la concessione del diritto d’asilo e una politica più dura nei confronti dell’immigrazione irregolare.

Prima delle elezioni la maggior parte dei partiti finlandesi, tra cui i Socialdemocratici, aveva escluso la possibilità di allearsi con i Veri Finlandesi. Domenica, ha scritto il Guardian, il Socialdemocratico Rinne ha detto di «avere delle domande» per Jussi Halla-aho, il leader dei Veri Finlandesi, non escludendo del tutto una cooperazione con il suo partito per la formazione del governo. Rinne potrebbe anche scegliere di fare una coalizione che includa il Partito della Coalizione Nazionale, partito di centrodestra guidato da Petteri Orpo e arrivato terzo alle elezioni di domenica, con il 17 per cento dei voti.