Mette Frederiksen (Rene Schutze/Polfoto via AP)
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  • mercoledì 5 Giugno 2019

In Danimarca hanno vinto i Socialdemocratici

Sono stati il partito più votato e ora la loro leader Mette Frederiksen dovrà provare a formare un governo

Mette Frederiksen (Rene Schutze/Polfoto via AP)

In Danimarca, dove oggi si è votato per rinnovare il Parlamento, hanno vinto i Socialdemocratici guidati dalla leader Mette Frederiksen, che ha 41 anni e potrebbe diventare la più giovane prima ministra del paese. I Socialdemocratici hanno vinto nonostante alle elezioni europee di fine maggio fossero arrivati dietro al Partito Liberale, che è anche l’attuale partito di governo.

Quando è stato scrutinato il 95 per cento delle schede, i Socialdemocratici hanno ottenuto un po’ più del 26 per cento dei voti e il Partito Liberale si è fermato sotto al 24 per cento. In generale sono andati bene i partiti di centro-sinistra che insieme ai Socialdemocratici potrebbero quindi formare una maggioranza di governo. È invece andato male il Partito del Popolo Danese (DPP), un partito di estrema destra che nella precedente legislatura aveva dato l’appoggio esterno al Partito Liberale. IL DPP ha preso il 9 per cento dei voti, dopo che nelle passate elezioni era stato il secondo partito più votato, con il 21,1 per cento delle preferenze.

Attualmente in Danimarca il governo è formato da una coalizione di partiti di centrodestra, presieduto da Lars Løkke Rasmussen, leader del partito Liberale, che è stato al governo in 14 degli ultimi 18 anni. L’attuale governo è in carica dal 2015, quando si tennero le ultime elezioni.

Prima di queste elezioni i Socialdemocratici avevano fatto una campagna elettorale promettendo di non ammorbidire l’approccio dell’attuale governo sull’immigrazione, e anzi hanno sostenuto che misure severe siano necessarie per difendere lo stato sociale danese, notoriamente molto generoso con i suoi abitanti. Durante la campagna elettorale i Socialdemocratici hanno anche promesso di aumentare la spesa pubblica, rassicurando i danesi preoccupati che lo stato sociale si stia pian piano erodendo.