Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana rilascia alcune dichiarazioni alla stampa al termine dell'interrogatorio che ha sostenuto davanti alla procura di Milano, 13 maggio 2019 (ANSA / MATTEO BAZZI)
  • Italia
  • martedì 14 maggio 2019

Com’è andato l’interrogatorio di Attilio Fontana

Il presidente della Lombardia indagato per abuso d'ufficio ha ammesso – fornendo sue motivazioni – di aver voluto dare un posto in Regione al suo ex socio, spiega Luigi Ferrarella sul Corriere

Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana rilascia alcune dichiarazioni alla stampa al termine dell'interrogatorio che ha sostenuto davanti alla procura di Milano, 13 maggio 2019 (ANSA / MATTEO BAZZI)

Luigi Ferrarella ha raccontato sul Corriere della Sera com’è andato l’interrogatorio del presidente della Lombardia Attilio Fontana alla Procura di Milano lunedì 13 maggio. Fontana, della Lega, è indagato per abuso d’ufficio in relazione alla nomina in regione del suo ex socio di studio, l’avvocato Luca Marsico.

Addirittura il giorno prima che la Regione Lombardia diramasse l’avviso pubblico di interesse per quanti avessero voluto candidarsi a componenti dell’istituendo «Nucleo valutazione investimenti» (11.500 euro l’anno e gettone di 185 euro a seduta), il presidente leghista Attilio Fontana incaricò una componente del proprio staff di chiamare il proprio ex socio di studio legale, cioè il consigliere regionale forzista non rieletto Luca Marsico, e di dirgli di presentare la candidatura, evidentemente avendo già deciso a priori di incaricare lui (tra i 10 nominandi) una volta che il collega avvocato si fosse proposto all’interno di una solo cosmetica rosa di 60 candidati.

Per quanto possa sembrar strano, a dirlo lunedì ha finito per essere Fontana stesso nell’interrogatorio in Procura sull’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, di fronte a una nuova circostanza emersa nel confronto con i pm Bonardi-Furno-Scudieri alla presenza del difensore Jacopo Pensa: e cioè che , tra giovedì e venerdì scorso, almeno tre membri dello staff di presidenza di Fontana, tra i quali anche il capo della sua segreteria politica Giulia Martinelli (ex compagna di Matteo Salvini), avessero accennato ai pm, pur tra mille distinguo e sfumature, che da Fontana avevano sentito prima il nome di Marsico come problema da risolvere, e poi la soluzione. Tutto vero, ha confermato Fontana, aggiungendo l’importante elemento della candidatura di Marsico indotta da lui già il giorno prima del bando, e iscrivendo questo suo intenso interessamento per il proprio ex socio con la volontà di non perderne le competenze maturate nella legislatura.

(Continua a leggere sul Corriere della Sera)

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