Beit Lahia, Striscia di Gaza, 6 maggio (AP Photo/Khalil Hamra)
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  • lunedì 6 maggio 2019

C’è una tregua fra Israele e la Striscia di Gaza

È stata raggiunta nella notte dopo due giorni di violenti scontri, che hanno causato 28 morti

Beit Lahia, Striscia di Gaza, 6 maggio (AP Photo/Khalil Hamra)

Nella notte fra domenica e lunedì l’esercito israeliano e i gruppi armati della Striscia di Gaza hanno concordato una tregua che ha messo fine agli scontri in corso da venerdì notte, e che in tutto hanno causato 28 morti e decine di feriti. Secondo un funzionario palestinese contattato da Reuters la tregua è iniziata alle 4.30 di mattina di lunedì, e per ora non è stata violata. Sia nella Striscia di Gaza sia nelle città meridionali di Israele le scuole hanno riaperto, e non ci sono notizie di scontri o violenze. Stamattina però il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che «la battaglia non è finita», e che l’esercito è «preparato ad andare avanti».

Gli scontri degli ultimi due giorni sono stati fra i più violenti da diversi mesi a questa parte, insieme a quelli avvenuti a fine marzo. I gruppi armati della Striscia – fra cui Hamas, che la governa dal 2007 – hanno lanciato circa 690 razzi verso il territorio israeliano nel giro di due giorni, causando la morte di 4 civili israeliani. Israele ha risposto bombardando violentemente alcuni obiettivi militari della Striscia, e ha ucciso 24 palestinesi ferendone più di un centinaio.

Le ragioni dell’escalation di violenze sono diverse: su tutte, Haaretz ha citato il fatto che i negoziati per una tregua di lunga durata fra Hamas e Israele, che vanno avanti ormai da diverse settimane, stavano procedendo molto più lentamente di quanto previsto dalle fazioni palestinesi.

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