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  • sabato 27 aprile 2019

La ricorrenza che la Cina vuole dimenticare

Il governo cinese ha allungato il ponte del primo maggio, per evitare celebrazioni del 100esimo anniversario della nascita del Movimento del 4 maggio

Una banda militare prova in piazza Tienanmen, alla vigilia della parata per il 1 ottobre, giornata nazionale della Repubblica popolare cinese. (Lintao Zhang/Getty Images)

Il governo cinese ha deciso di allungare il ponte del primo maggio di tre giorni per evitare che si tengano raduni e commemorazioni poco gradite al Partito comunista per il centesimo anniversario del Movimento del 4 maggio, il movimento studentesco di protesta antimperialista e rinascita culturale nato nel 1919 per chiedere maggiore democrazia. Il Movimento del 4 maggio si sviluppò dopo la firma dei trattati di pace di Versailles (quelli che misero fine alla Prima guerra mondiale) per protesta contro la questione di Shandong, una ex colonia tedesca su cui i cinesi volevano riottenere il controllo ma che di fatto entrò nella sfera di influenza giapponese.

Estendendo le vacanze del primo maggio di tre giorni le autorità cinesi sperano che le famiglie e i residenti della capitale ne approfittino per una breve vacanza, che li distragga anche da un altro anniversario molto sensibile che cade quest’anno: il 4 giugno, infatti, segna i trent’anni dalla repressione delle proteste di piazza Tienanmen, in cui morirono moltissime persone (non è mai stato possibile stabilirne il numero preciso). Jeffrey Wasserstrom, docente di storia cinese all’Università della California, ha detto al Financial Times che «gli anniversari, in particolare gli eventi che le autorità considerano degni di nota, sono importanti perché possono aprire spiragli per una discussione sul passato e possono facilmente incanalare le critiche al regime presente».

Il governo cinese ha anche costretto Apple Music e QQ, il servizio di musica in streaming della grande azienda cinese Tencent, a rimuovere dalle proprie piattaforme tutte le canzoni che fanno riferimento alle dimostrazioni degli studenti, come quelle del cantante Li Zhi, i cui account social negli ultimi giorni sono stati disattivati.

Il Partito comunista cinese si considera l’erede naturale del Movimento del 4 maggio e di fatto nacque nel 1921 dall’ala più radicale del movimento, quella che era rimasta affascinata dalla rivoluzione bolscevica in Russia e che era entrata in contatto con l’Internazionale comunista. Nonostante anche il presidente cinese Xi Jinping abbia recentemente invitato il partito a continuare e migliorare gli studi sull’eredità del Movimento del 4 maggio per favorire un ringiovanimento della nazione e un miglioramento del modello del socialismo con caratteristiche cinesi, il partito comunista cinese oggi è molto lontano dai temi che caratterizzarono le proteste del 1919, tra cui le rivendicazioni femminili, la libertà artistica e di espressione e una maggior democrazia.

Per quanto riguarda le proteste di piazza Tienanmen il partito ha vietato qualsiasi tipo di commemorazione.

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