• Scienza
  • mercoledì 24 aprile 2019

In Groenlandia i ghiacciai si sciolgono sempre più in fretta

Negli ultimi 8 anni si è sciolta una quantità di ghiaccio quasi sei volte superiore rispetto agli anni Ottanta, dice una nuova ricerca

I ghiacciai della costa del nord-ovest della Groenlandia, fotografati da un aereo della NASA durante l'operazione IceBridge (Mario Tama/Getty Images)

A causa dei cambiamenti climatici negli ultimi anni lo scioglimento della calotta di ghiaccio della Groenlandia, la seconda maggiore riserva d’acqua dolce del pianeta, è diventato sempre più consistente e sempre più rapido, almeno secondo una nuova ricerca condotta dall’Università della California in collaborazione con la NASA. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, con un’analisi sulla dimensione dei ghiacciai della Groenlandia a partire dal 1972.

La ricerca ha messo insieme tutti i dati disponibili degli ultimi 46 anni, da quelli rilevati dai satelliti alle misurazioni della massa dei ghiacciai, scoprendo che tra il 1980 e il 1990 le perdite di ghiaccio ammontavano a 51 miliardi di tonnellate d’acqua all’anno, che poi tra il 2000 e il 2010 sono passate a 187 miliardi di tonnellate e che infine tra il 2010 e il 2018 sono diventate 286 miliardi di tonnellate, una quantità quasi sei volte superiore rispetto agli anni Ottanta. Questi mutamenti, secondo la ricerca, avrebbero fatto innalzare di 14 millimetri il livello dei mari, di cui la metà solamente negli ultimi 8 anni.

I primi studi più accurati sul cambiamento dei ghiacciai in Groenlandia risalgono al 1992, ma grazie alle immagini satellitari realizzate a partire dal 1972 dalla United States Geological Survey (USGS, l’agenzia governativa che si occupa dello studio del territorio degli Stati Uniti) i ricercatori sono riusciti a ricostruire le modifiche che i ghiacciai della Groenlandia hanno subìto in questi anni.

«Gli anni Ottanta hanno segnato il momento di passaggio in cui il clima della Terra ha iniziato a modificarsi significativamente, rispetto alla sua naturale variabilità, a causa delle emissioni di gas serra prodotte dall’uomo», ha detto Eric Rignot dell’Università della California di Irvine, uno degli autori della ricerca e già autore della ricerca che lo scorso anno aveva evidenziato come anche in Antartide lo scioglimento dei ghiacciai stesse accelerando. Quello che sta avvenendo in Groenlandia non è una novità per  la comunità scientifica, ma i nuovi dati dimostrano che sta avvenendo tutto molto più rapidamente di quanto si pensasse.

La Groenlandia è l’isola più grande del mondo e ha poco più di 50mila abitanti. Al suo interno ci sono oltre 200 ghiacciai, che in alcuni casi arrivano fino a 3 chilometri di profondità e che contengono abbastanza acqua da far innalzare da soli il livello dei mari di 7,4 metriTalvolta, specialmente sulle coste, lo scioglimento dei ghiacciai avviene in appariscenti distaccamenti di iceberg, ma gran parte della perdita di ghiaccio è molto meno visibile: si tratta di una fusione costante di cui l’occhio umano non ha quasi nessuna percezione, e che secondo questo nuovo studio starebbe avvenendo sempre più rapidamente.

Secondo Rignot, lo scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia, unito a quello dei ghiacciai in Antartide, nei prossimi anni potrebbe far innalzare sempre più velocemente il livello dei mari: «L’impatto che il livello dei mari avrà sull’umanità aumenta a ogni 10 centimetri di innalzamento delle acque, e se non facciamo subito qualcosa di drastico nel prossimo secolo questo innalzamento arriverà a diversi metri».

A causare il sempre più rapido scioglimento dei ghiacciai è in primo luogo il cambiamento climatico che ha fatto innalzare le temperature della Groenlandia dai 2 ai 4 gradi Celsius rispetto all’epoca preindustriale. I suoi effetti si verificano sia in superficie sia in profondità, dove le acque sempre più calde dell’Oceano Atlantico stanno erodendo i ghiacciai dal basso.

Il ghiacciaio Sermeq Kujalleq, il più grande al mondo fuori dall’Antartide, ha perso 323 miliardi di tonnellate di ghiaccio nel periodo preso in analisi, contribuendo da solo all’innalzamento dell’1 per cento del livello dei mari, mentre il ghiacciaio Humboldt, uno dei più vasti al mondo, ha perso 152 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Ci sono poi ghiacciai molto vasti che si trovano nel nord-est e nel nord-ovest dell’isola dove lo scioglimento è stato minore ma molto rapido, come quello del Nioghalvfjerdsfjorden e lo Zachariae Isstrom. Un’ulteriore perdita di massa da parte di ghiacciai enormi come questi in futuro potrebbe da sola contribuire a innalzare il livello dei mari di più di mezzo metro.