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  • lunedì 1 aprile 2019

La “nuova era” del Giappone

Inizierà dopo l'abdicazione dell'imperatore Akihito e con l'inizio del regno di Naruhito, e si chiamerà Reiwa, "armonia e fortuna"

L'annuncio del nuovo nome, Tokyo, 1 aprile 2019 (Kiyoshi Ota - /Pool/Getty Images)

Questa mattina in Giappone, dopo mesi di consultazioni riservate, è stato svelato in diretta televisiva quale sarà il nome della “nuova era” imperiale. L’imperatore del Giappone Akihito abdicherà infatti il 30 aprile 2019 dopo trent’anni di reggenza e il suo posto verrà preso dal 57enne principe Naruhito. Il giorno dopo finirà anche l’era “Heisei” (“pace ovunque”), cioè il nome del regno con Akihito scelto quando salì al trono, e comincerà l’era “Reiwa” che significa “armonia e fortuna”.

In Giappone, infatti, con ogni nuovo imperatore inizia anche un nuovo periodo che compone un vero e proprio calendario parallelo rispetto a quello gregoriano, che compare anche sui documenti ufficiali. Il 2019 era Heisei 31, o H31, cioè il trentunesimo anno dell’era Heisei, iniziata nel 1989 quando l’imperatore Akihito salì al trono. Quando diventerà imperatore Naruhito, l’anno verrà ribattezzato Reiwa 1 o R1.

La scelta del nuovo nome è stata affidata a un gruppo di nove esperti e politici di alto livello, di cui faceva parte anche Shin’ya Yamanaka, lo scienziato che vinse il Premio Nobel per la medicina nel 2012. Questa commissione ristretta aveva a sua volta ricevuto una lista di cinque proposte presentate da un gruppo di studiosi di letteratura. Tutte le deliberazioni per arrivare a una scelta finale si sono svolte nella massima segretezza ed erano state seguite dai media nazionali con grandissima attenzione ed edizioni speciali. L’annuncio sul nome è stato infine trasmesso in diretta tv dal segretario di gabinetto Yoshihide Suga: «Speriamo che il nome della nuova era sia ampiamente accettato e che si radichi profondamente nelle vite del popolo giapponese».

Le persone cercano di ottenere una copia dell’edizione speciale del giornale Sankei Shimbun con il nome della nuova era “Reiwa”, Tokyo, lunedì 1 aprile 2019 (AP Photo/Koji Sasahara)

I due caratteri che indicano la nuova era, tratti dalla più antica antologia di poesia giapponese, indicano «la nascita di una civilizzazione in cui regna l’armonia tra gli esseri, una primavera che arriva dopo l’inverno e segna l’inizio di un periodo colmo di speranza», ha spiegato il primo ministro Shinzo Abe. E ancora: «Proprio come i meravigliosi fiori di prugno in piena fioritura segnalano l’arrivo della primavera dopo il freddo pungente, ogni giapponese può ora sperare nel futuro e far sbocciare i propri fiori». A Tokyo, le persone che guardavano gli schermi giganti in attesa dell’annuncio hanno applaudito e in alcuni casi pianto. Ora i funzionari statali dovranno aggiornare migliaia di documenti ufficiali e di sistemi informatici per incorporare il nuovo nome che apparirà su tutto: dai biglietti del treno, ai siti ai calendari.

Il Giappone è la più antica monarchia al mondo ancora esistente e l’imperatore del Giappone è l’unico sovrano al mondo che mantiene oggi il titolo imperiale, anche se da dopo la Seconda guerra mondiale è un ruolo puramente rappresentativo e privo di poteri politici. Jeff Kingston, direttore degli studi asiatici all’Università di Tokyo, ha spiegato al Guardian che «in tutte le nazioni ci sono alcuni rituali di identità e appartenenza che sono importanti per le persone, e l’imperatore è un simbolo di chi sono i giapponesi come popolo». E i nomi dell’epoca hanno un grande peso: quello di definire un intero periodo.

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