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  • lunedì 11 marzo 2019

I tifosi della Juventus sono divisi

Nell'ultima partita di campionato la curva organizzata è stata contestata dal resto degli spettatori dell'Allianz Stadium, un caso insolito che ha diverse ragioni

Il pubblico dell'Allianz Stadium di Torino (Marco Luzzani/Getty Images)

Venerdì scorso, durante la partita di Serie A tra Juventus e Udinese, gli spettatori dell’Allianz Stadium di Torino hanno fischiato i cori provenienti dalla curva sud, il settore riservato al tifo organizzato juventino. La curva, attraverso i diversi gruppi che la compongono, stava proseguendo nello “sciopero del tifo” che va avanti da inizio stagione contro l’aumento del prezzo dei biglietti restando in silenzio per tutta la partita, a eccezione del trentanovesimo minuto del primo tempo, un momento simbolico usato per ricordare le trentanove persone morte nella strage dello stadio Heysel del 1985.

Ai cori contro il Liverpool (la cui tifoseria nel 1985 fu in parte responsabile degli incidenti) la curva juventina è solita aggiungerne altri, di protesta, in cui chiede rispetto e rivendica la sua importanza a sostegno della squadra. Venerdì sera i primi cori al trentanovesimo minuto sono stati coperti dai fischi provenienti dagli altri settori dello stadio: cantando anche “chi non salta non ci crede”, gli spettatori hanno contestato lo sciopero del tifo organizzato, che è stato annunciato anche per la partita di Champions League di martedì contro l’Atletico Madrid, dove la Juventus dovrà rimontare la sconfitta subita all’andata per evitare l’eliminazione. Ai fischi del pubblico la curva ha risposto con degli insulti, per poi tornare in silenzio in un clima insolito.

Domenica uno dei gruppi organizzati più numerosi della curva juventina ha annunciato la sospensione dello sciopero del tifo per la partita di martedì contro l’Atletico, specificando però di proseguire nella protesta contro la società, colpevole secondo loro di far pagare troppo i biglietti. Nelle zone circostanti l’Allianz Stadium sono apparse anche delle scritte offensive contro il presidente Andrea Agnelli. Nella stessa giornata la Juventus ha pubblicato un video su YouTube in cui Cristiano Ronaldo invitava i tifosi a restare uniti nel sostenere la squadra per un appuntamento così importante come quello di martedì.

I rapporti con il tifo organizzato sono un problema per molte squadre italiane, e sono  probabilmente uno degli aspetti più critici con cui è alle prese la Juventus in questi anni. Soltanto pochi giorni fa è stato arrestato in Sicilia uno dei vecchi capi di un gruppo organizzato della curva, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Lo stesso arrestato era stato precedentemente coinvolto nel caso riguardante i rapporti tra dirigenza del club e tifoseria, per i quali un anno fa la corte sportiva federale squalificò per tre mesi il presidente Andrea Agnelli e multò la società per 300.000 euro. L’inchiesta sportiva aveva fatto discutere anche perché si era intrecciata, senza però coinvolgere nessun dipendente del club, con quella della procura di Torino sulle attività di una cellula piemontese della ‘ndrangheta.

Esponenti della ‘ndrangheta sono stati effettivamente riconosciuti tra i capi del tifo organizzato juventino, dove hanno praticato attività di bagarinaggio a scopo di lucro. Le indagini hanno accertato come queste pratiche non fossero sconosciute ad alcuni dipendenti della società e come in passato i capi del tifo organizzato siano arrivati a minacciare scioperi e altre condotte ritenute dannose per la Juventus se la società avesse negato loro la concessione di biglietti per le partite.