È stato approvato l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Singapore

Era in discussione da quasi dieci anni e prevede la rimozione di quasi tutte le barriere tariffarie entro cinque anni

Il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. (AP Photo/Francisco Seco, Pool)

Il Parlamento Europeo ha approvato l‘accordo di libero scambio tra Unione Europea e Singapore, che prevede l’eliminazione di diverse barriere tariffarie da qui ai prossimi cinque anni. La Commissione, che aveva iniziato a negoziare l’accordo nel 2010, è convinta che l’accordo sarà il primo passo verso una maggior cooperazione con i paesi del Sud-Est Asiatico. Quello con Singapore è il primo accordo commerciale bilaterale tra l’UE e un membro dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN): potrebbe aprire la strada verso altri accordi di libero scambio tra le due regioni, in un momento in cui l’UE non può più fare troppo affidamento sugli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump la scorsa primavera aveva iniziato una guerra sui dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio.

Singapore è il quattordicesimo partner commerciale dell’Unione Europea e il principale nella regione: Singapore è tra i primi venti partner commerciali dell’Unione per lo scambio di beni, tra i primi cinque per lo scambio di servizi e tra i primi dieci per quanto riguarda gli investimenti diretti. Gli scambi di beni e servizi tra l’UE e il paese sono quasi un terzo di quelli con tutti i 10 paesi dell’ASEAN. Singapore è una delle principali destinazioni per gli investimenti europei in Asia, nonché il terzo maggiore investitore asiatico in Europa (dopo Cina e Giappone). Oltre 10 mila aziende europee hanno una sede a Singapore, che usano come base d’appoggio per entrare nei mercati indiano, cinese e giapponese.

L’accordo di libero scambio approvato oggi dal Parlamento eliminerà quasi tutte le tariffe doganali tra le due parti entro i prossimi cinque anni. Consentirà il libero scambio di servizi e merci e tutelerà i prodotti IGP europei (190 in tutto, tra cui anche l’aceto balsamico di Modena e il bratwurst di Norimberga) e aprirà il mercato degli appalti di Singapore alle società europee. Singapore riconoscerà anche gli standard di qualità europei, che sono tra i più alti del mondo, non solo per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, ma anche sulla sicurezza delle automobili e dei dispositivi elettronici. Oltre all’accordo commerciale, il Parlamento ha votato anche un accordo per la protezione degli investimenti, che sostituirà 13 accordi bilaterali tra Singapore e altrettanti paesi europei e che prevede anche l’istituzione di un tribunale indipendente che dovrà risolvere le controversie tra gli investitori e i paesi, e un accordo di partenariato e cooperazione, che rafforzerà le relazioni reciproche.

Il relatore della proposta, l’eurodeputato britannico del Partito Laburista David Martin, ha definito l’accordo sulla protezione degli investimenti «il più progressista mai negoziato dall’Unione Europea» che dovrebbe essere usato come modello per tutti i futuri accordi sugli investimenti.

Come era stato previsto nell’accordo di libero scambio con il Giappone, entrato in vigore all’inizio di febbraio, anche quello con Singapore obbliga il paese a sottoscrivere e rispettare le convenzioni internazionali sui diritti dei lavoratori e a rafforzare la cooperazione nell’ambito degli Accordi di Parigi per combattere i cambiamenti climatici. Perché l’accordo entri in vigore ora manca solo l’approvazione formale del Consiglio dell’UE, mentre per quanto riguarda l’accordo sulla protezione degli investimenti serve la ratifica di tutti gli stati membri.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.