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  • sabato 19 gennaio 2019

C’è stato un grosso naufragio nel Mediterraneo

Gli unici tre sopravvissuti dicono che a bordo del gommone su cui viaggiavano c’erano 120 persone: nessuno per ora è stato trovato

Il cacciatorpediniere Caio Duilio (Marina militare)

Venerdì un gommone è naufragato nel mar Mediterraneo circa 80 chilometri a est di Tripoli, in Libia. Secondo tre superstiti, due uomini sudanesi e uno gambiano, a bordo c’erano 120 persone, tra cui una donna incinta e due bambini. I tre uomini sono stati soccorsi da un elicottero della Marina militare italiana in gravi condizioni di ipotermia e sono stati portati a Lampedusa, dove hanno ricevuto cure mediche. Per tutta la notte, dopo che un aereo della Marina aveva avvistato il gommone che affondava, sono state fatte ricerche attorno al luogo del naufragio ma non sono stati trovati altri sopravvissuti. Nemmeno il gommone è stato ritrovato.

Il gommone era partito giovedì notte da Garabulli, vicino a Tripoli, e aveva cominciato a sgonfiarsi dopo una decina di ore di navigazione. Il naufragio è avvenuto nella zona SAR (dall’inglese search and rescue) libica, cioè nel tratto di mare in cui la Libia dovrebbe mantenere attivo un servizio di ricerca e salvataggio. I tre superstiti hanno raccontato ai rappresentanti dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) di essere rimasti in acqua per più di tre ore prima che arrivasse l’aereo della Marina italiana – in volo nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro – che li ha inizialmente soccorsi lanciando due zattere. I tre uomini, due dei quali erano riusciti a salire su una delle zattere, sono poi stati soccorsi da un elicottero partito dal cacciatorpediniere Caio Duilio, una nave militare.

Dopo l’avvistamento del gommone che affondava, il centro di coordinamento dei soccorsi di Tripoli aveva indirizzato sul luogo del naufragio un cargo liberiano, e anche la Duilio si era spostata per cercare eventuali sopravvissuti. Inizialmente la Marina pensava che a bordo del gommone ci fossero 20 persone, poi la stima è stata contraddetta dal racconto dei superstiti, secondo cui sul gommone erano in 120. Ora i tre sopravvissuti si trovano nell’hotspot di Lampedusa insieme ad altre 67 persone sbarcate ieri mattina sull’isola, 13 arrivate questa mattina e 47 soccorse dalla nave umanitaria Sea-Watch oggi. Al momento è l’unica nave umanitaria attiva nel Mediterraneo.

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