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  • mercoledì 16 gennaio 2019

Bolsonaro ha firmato un decreto sul porto d’armi

Come promesso in campagna elettorale, il nuovo presidente del Brasile ne ha reso più semplice l'acquisto e la detenzione

Jair Bolsonaro a Curitiba, 28 marzo 2018 (HEULER ANDREY/AFP/Getty Images)

Quindici giorni dopo essere diventato presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, del Partito Social-liberale, nazionalista e conservatore, ha mantenuto una delle sue principali promesse elettorali: ha firmato un decreto che facilita l’acquisto e la detenzione di armi. Per garantire «al popolo il diritto alla legittima difesa, userò quest’arma», ha detto Bolsonaro indicando, in diretta televisiva, la penna con cui ha firmato il decreto.

Accanto a Bolsonaro, al momento della firma dell’ordine esecutivo, erano presenti alcuni rappresentanti della lobby brasiliana delle armi che dal 2003 chiedono di modificare lo “Statuto sul disarmo”, la riforma voluta dal Partito dei Lavoratori che rendeva più selettivo e regolamentato l’acquisto e il trasporto di armi. Secondo i produttori di armi, dopo il decreto di Bolsonaro le vendite dovrebbero aumentare, nel 2019, di almeno il 20 per cento.

Il decreto ha eliminato l’obbligo di fornire alla polizia le prove che dovevano fino ad ora dimostrare la necessità di possedere un’arma, come ad esempio una grave situazione di pericolo per l’incolumità della persona. Ora basterà consegnare un’autocertificazione. Il decreto permette poi il possesso di armi a molte categorie di cittadini: chi risiede in aree rurali, gli imprenditori o i proprietari di esercizi commerciali, i collezionisti, i cacciatori, i tiratori sportivi e i cittadini residenti in stati con un tasso annuo di omicidi superiore a dieci ogni centomila abitanti, cioè tutti gli stati della federazione, come ha scritto il quotidiano brasiliano O Globo. Sarà necessario, in generale, avere almeno 25 anni e non avere precedenti penali. La licenza per il porto d’armi è stata portata da 5 a 10 anni, anche quella per le armi da fuoco non comuni come pistole automatiche, mitragliatrici e fucili. Il decreto stabilisce infine l’obbligo di tenere l’arma in una cassaforte nelle case in cui vivono bambini, adolescenti o persone con disabilità mentali.

In una nota, il Forum brasiliano per la Sicurezza Pubblica (FBSP), organizzazione che raccoglie ogni anno i dati sulle morti violente del paese (63.880 nel 2017, un omicidio ogni otto minuti) ha criticato il nuovo decreto precisando che ci sono molte prove a conferma del fatto «che più armi significano più crimini». Hanno protestato anche i partiti di opposizione e alcuni parlamentari del Partito dei Lavoratori hanno accusato Bolsonaro di voler «incoraggiare i brasiliani a spararsi a vicenda». Sui social network i critici ha cominciato a circolare anche uno dei versi più famosi dell’inno nazionale “Patria amada Brasil” (“Brasile, patria amata”) trasformato in “Patria armada Brasil” (“Brasile, patria armata”).

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