Il Parlamento britannico ha bocciato l’accordo su Brexit

Quello raggiunto da Theresa May con l'UE: il governo ha perso di oltre 200 voti e domani si sottoporrà a una mozione di sfiducia

Theresa May (AP Photo/Francisco Seco)

Martedì sera il Parlamento britannico ha bocciato a stragrande maggioranza l’accordo per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea raggiunto lo scorso novembre tra il governo di Theresa May e i negoziatori europei. I contrari sono stati 432, tra cui molti parlamentari dello stesso partito di May, i favorevoli 202: per il governo significa una grave e storica sconfitta, più netta di come avevano anticipato diversi giornali britannici prima del voto. Non è chiaro cosa succederà adesso e le opzioni in ballo sono diverse: intanto May ha detto che accetterà la discussione di una mozione di sfiducia al suo governo già domani.

21:48 15 Gen 2019

Per oggi abbiamo finito con il liveblog. Se volete sapere cosa succederà nei prossimi giorni, abbiamo preparato un’agile guida. Grazie di averci letto!

Cosa succede ora con Brexit?

21:16 15 Gen 2019

«Credo che l’accordo [di May] sia morto», ha detto Justine Greening, ex ministra per le Pari opportunità del governo May. Da qualche tempo Greening è una dei principali leader dei Conservatori che spingono per un nuovo referendum. 

21:12 15 Gen 2019

Matt Hancock, il segretario alla Salute del governo May, ha detto a Sky News che secondo lui May non dovrebbe dimettersi e suggerito che il governo potrebbe provare a capire se esistono maggioranze per approvare “altre” soluzioni. Con tutta probabilità Hancock sta lasciando intendere che il governo dovrebbe appoggiare una Brexit più “morbida” (già in passato Hancock era stato il più aperto a un nuovo compromesso fra i membri del governo).

21:02 15 Gen 2019

Questo il conteggio dei parlamentari che hanno votato contro l’accordo, partito per partito.

20:59 15 Gen 2019

La mozione di sfiducia nei confronti del governo sarà votata domani alle 19, le 20 ora italiana.

20:57 15 Gen 2019

Diversi giornalisti riferiscono che il DUP, gli alleati del governo che hanno votato contro l’accordo, domani confermeranno la loro fiducia alla prima ministra Theresa May.

20:56 15 Gen 2019
May ha perso, domani voto di fiducia

May ha subito una storica sconfitta e il suo accordo è stato bocciato, 202 voti a favore contro 432 contrari. May stessa ha annunciato di essere disposta ad affrontare già domani una mozione di sfiducia nei suoi confronti che il leader dell’opposizione ha immediatamente presentato.

Domani, quindi, si voterà la fiducia al governo. May ha detto di ritenere di avere ancora i numeri necessari a ottenerla. Se dovesse riuscirci, May ha detto che incontrerà deputati e leader delle forze parlamentari per decidere come procedere. Se necessario, ha detto, incontrerà nuovamente le autorità europee. 

20:54 15 Gen 2019

Anche il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, ha commentato il voto su Brexit: «il tempo sta per scadere», dice.

20:51 15 Gen 2019

Com’è fatta una mozione di sfiducia del Parlamento britannico? È molto semplice, c’è scritto: «Questa Camera non ha più fiducia nel governo di Sua Maestà».

20:49 15 Gen 2019

Donald Tusk, il presidente del Consiglio Europeo, ha commentato su Twitter il risultato del voto. Scrive Tusk: «se non è possibile trovare un accordo e nessuno vuole uscire senza accordo, chi avrà il coraggio di dire qual è l’unica soluzione possibile?». Tusk intende dire che l’unico modo per risolvere la questione è rinunciare a Brexit.

20:48 15 Gen 2019

Il Partito Conservatore ha perso 118 voti dei suoi membri e i dieci voti dei suoi alleati del DUP. Si tratta della peggiore sconfitta per un governo dal 1924.

20:46 15 Gen 2019

Corbyn conferma che chiede un voto di fiducia sul governo.

20:45 15 Gen 2019

Corbyn dice che il “no deal” deve essere rimosso dalle opzioni possibili (sta leggendo un discorso preparato in precedenza).

20:44 15 Gen 2019

Sta parlando il leader dell’opposizione Corbyn.

20:44 15 Gen 2019

May ha confermato che nonostante la sconfitta il suo governo porterà avanti l’uscita dall’Unione Europea.

20:43 15 Gen 2019

Se otterrà la fiducia, ha detto May, il suo governo si consulterà con i parlamentari per decidere come procedere e riferirà eventuali richieste all’Unione Europea.

20:42 15 Gen 2019

May dice che accetterà la discussione di una mozione di sfiducia sul suo governo già domani.

20:40 15 Gen 2019

L’accordo è stato respinto: i “sì” sono stati 202, i “no”432.

20:37 15 Gen 2019

I giornalisti più esperti dicono che guardando il corridoio che bisogna attraversare per votare “no” si capisce che l’accordo è stato respinto.

20:34 15 Gen 2019

Le porte sono state chiuse, il voto sta per essere annunciato.

20:30 15 Gen 2019

Il capo dei corrispondenti di Politico da Bruxelles spiega che secondo le sue fonti europee Brexit continuerà ad essere un problema – a prescindere dal voto di oggi e dal backstop – finché il governo e il Parlamento britannico non riusciranno a capire cosa vogliono esattamente.

20:24 15 Gen 2019

È iniziato il voto finale sull’accordo.

20:24 15 Gen 2019

L’emendamento Baron è stato bocciato 24 a 600.

20:23 15 Gen 2019

La procedura di voto avviene in maniera piuttosto arcaica: chi vota a favore dell’accordo gira a destra in un apposito corridoio della Camera e consegna il suo voto, mentre chi vota contro l’accordo gira a sinistra e fa lo stesso.

20:22 15 Gen 2019

La deputata laburista Tulip Saddiq, in sedia a rotelle, che ha posticipato la data del suo parto cesareo per partecipare al voto (e votare “no”).

20:17 15 Gen 2019

L’emendamento è stato presentanto dal deputato conservatore John Baron e chiede che alla mozione che contiene l’accordo raggiunto da May sia aggiunta una riga che specifichi che il Regno Unito potrà ritirarsi dal backstop in maniera unilaterale. L’accordo firmato con l’Unione Europea, però, prevede che ci si possa ritirare solo con accordo reciproco di entrambe le parti e sembra difficile che sarà cambiato.

20:12 15 Gen 2019

Al momento i deputati stanno votando sull’ultimo emendamento rimasto. Dopo inizierà la votazione sull’accordo vero e proprio.

20:09 15 Gen 2019

Tre dei quattro emendamenti, tra cui quello proposto da Corbyn, sono stati ritirati dai loro proponenti e quindi non saranno oggetto di voto. Il voto finale è stato quindi anticipato alle 20 e 30 ora italiana.

20:03 15 Gen 2019

Ciascun emendamento, se approvato, conduce direttamente al voto finale. Se non approvato, invece, si procede al voto sull’emendamento successivo.

20:01 15 Gen 2019

Terminato il discorso di May inizia il voto sugli emendamenti.

19:58 15 Gen 2019

May: «Questo è il voto più importante al quale ognuno di noi prenderà mai parte nella sua carriera».

«È arrivato il momento di prendere una decisione, una decisione che segnerà il futuro del nostro paese per molti anni a venire»

«Potete votare per questo accordo, ma chi voterà contro non potrà spiegare per cosa ha votato. Votare contro questo accordo significa votare per l’incertezza e per la divisione»

19:55 15 Gen 2019

May ora sta attaccando Corbyn per la sua ambigua posizione su Brexit. «Qual è la sua posizione?», chiede tra le grida dei suoi compagni di partito. In effetti, il Partito Laburista ha più di un problema nel decidere che strada seguire.

19:51 15 Gen 2019

May: «Il governo lavorerà duramente per avere il Parlamento dalla sua parte», una frase che lascia intendere la sua intenzione di riportare l’accordo al Parlamento per una seconda votazione in caso di bocciatura questa sera.

19:48 15 Gen 2019

May dice che quello attuale è l’unico accordo possibile e che l’Unione Europea non riaprirà i negoziati in nessuna circostanza. 

19:47 15 Gen 2019

May: «Chi voleva un secondo referendum aveva una scelta chiara alle elezioni del 2017: votare i libdem. Solo il 7 per cento degli elettori ha deciso di farlo». 

Ouch.

19:44 15 Gen 2019

Sta parlando la prima ministra e leader del partito conservatore Theresa May.

19:43 15 Gen 2019

Il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn ha confermato che voterà “no” all’accordo e ha chiesto alla Camera di fare altrettanto. Ha detto che riaprire i negoziati è necessario e ha chiesto all’Unione Europea di assecondare questa richiesta. Ha chiesto che al Parlamento siano offerte “tutte le opzioni” per decidere come procedere, che la scadenza dell’articolo 50 venga rimandata e che si tengano nuove elezioni.

19:12 15 Gen 2019

Un camioncino della campagna che chiede un secondo referendum su Brexit passa davanti alla Camera britannica durante la discussione sull’accordo trovato da Theresa May, 15 gennaio 2019 (Jack Taylor/Getty Images)

19:07 15 Gen 2019

Il Financial Times ha pubblicato un grafico che mostra il tasso di popolarità di Theresa May: arrivati a questo punto del mandato, solo Tony Blair fra i suoi predecessori più recenti era più popolare di lei. La relativa popolarità di May spiega anche perché sarà difficile che un eventuale voto di sfiducia nei suoi confronti ottenga la maggioranza dei voti in Parlamento. 

18:44 15 Gen 2019

Per chi arriva solo ora: il voto finale sull’accordo si terrà intorno alle 21 italiane.

18:34 15 Gen 2019

Stamattina un giornalista di BBC ha chiesto un’opinione su Brexit a un tizio con una lunga esperienza di governo. 

18:20 15 Gen 2019

Un piccolo tour del “circo mediatico” fuori dal Parlamento.

18:16 15 Gen 2019

Negli ultimi minuti Theresa May e Jeremy Corbyn se le sono cantate a vicenda. Corbyn ha accusato May di aver buttato via due anni di negoziati per l’eccessiva litigiosità del suo partito, May ha rinfacciato a Corbyn di aver appoggiato posizioni antisemite (qui c’è un riassunto di tutta la storia). 

18:12 15 Gen 2019

Fuori dal Parlamento di Wesminster ci sono due megaschermi che trasmettono la seduta e diverse centinaia di persone si sono fermate ad assistere.

18:10 15 Gen 2019
Il punto alle 18

• L’accordo sarà probabilmente respinto, secondo le stime al governo mancano circa 100 voti per raggiungere la maggioranza
• La prima ministra Theresa May ha fatto sapere che parlerà alla Camera al termine del voto e probabilmente lo farà anche il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn
• Diversi membri del governo dicono che in caso di sconfitta l’intenzione di May è ripresentare l’accordo per un secondo voto

18:05 15 Gen 2019

May nel frattempo è al n°10 di Downing Street, residenza ufficiale del primo ministro britannico. Ha già fatto sapere che dopo il voto interverrà per un annuncio. Oggi pomeriggio ha ricevuto una consegna speciale: ciambelle sotto guardia armata.

18:00 15 Gen 2019

Intanto la sterlina tocca il minimo di giornata.

17:57 15 Gen 2019

Sempre per quelli arrivati da poco, qui trovate la nostra guida completa al voto di oggi.

Guida al voto decisivo su Brexit

17:49 15 Gen 2019

Siete dei novizi di Brexit? Dal nostro glossario su Brexit, ecco la definizione di “People’s vote”.

People’s vote
È la campagna per organizzare un secondo referendum portata avanti da alcuni sostenitori del “Remain”, cioè coloro che votarono affinché il Regno Unito rimanesse nell’Unione Europea. I suoi sostenitori chiedono che ai cittadini britannici sia offerta nuovamente la possibilità di esprimersi su Brexit, visto che oggi la realtà dell’uscita dell’Unione è, secondo loro, divenuta più chiara e quindi il voto sarebbe potenzialmente più informato. I sostenitori del “People’s vote” si trovano soprattutto nel Partito Laburista, anche se il suo leader, Jeremy Corbyn, non sostiene apertamente questa possibilità, che anzi sembra non convincerlo.

17:45 15 Gen 2019

Il Guardian ha notato come il deputato conservatore Julian Lewis abbia usato soltanto 20 secondi dei tre minuti che adesso ogni deputato ha a disposizione per intervenire.

Lewis ha detto che all’accordo voterà “No, no, no”. Una citazione di un famoso discoso della leader conservatrice Margaret Thatcher (in cui tra l’altro parlava sempre di Unione Europea).

17:41 15 Gen 2019

Circolano diverse stime sullo scarto di voti che riceverà l’accordo di May: un po’ perché alcuni parlamentari non hanno ancora comunicato come voteranno, un po’ perché qualcuno potrebbe cambiare idea all’ultimo minuto. La Camera britannica ha 650 seggi, alcuni dei quali però non vanno contati: il partito irlandese Sinn Féin, per esempio, ha 7 seggi ma storicamente non li utilizza in polemica con il Regno Unito. L’accordo ha quindi bisogno di circa 320 voti per essere approvato.

Il capo dei corrispondenti politici del Financial Times ha scritto che secondo alcuni parlamentari conservatori il No staccherà il Sì di circa 200 voti, mentre qualcuno sostiene che saranno più vicini ai 100. Secondo l’ultima proiezione della Press Association, l’accordo sarà battuto con un margine di 160 voti. Le stime di Sky News sono molto più negative per il governo: sembra che voteranno Sì circa duecento parlamentari, mentre il No riceverà circa 450 voti. BuzzFeed sta tenendo conto dei parlamentari conservatori che voteranno contro l’accordo: per ora sono 114, più o meno uno su tre. 

17:35 15 Gen 2019

Prima del voto sull’accordo, i deputati voteranno sui quattro emendamenti che sono stati accettati. Alcuni servono a bocciare l’accordo ancora prima di arrivare al voto sull’accordo vero e proprio. Altri invece servono a introdurre modifiche legalmente non vincolanti all’accordo (qui trovate i testi completi).

17:26 15 Gen 2019

Frank Field, deputato indipendente, ha appena annunciato che ha cambiato la sua intenzione di voto: pensava di votare “no” all’accordo, ma voterà “sì”. Sono diversi i deputati ad aver cambiato idea nel corso della giornata, ma a May mancano ancora un centinaio di voti secondo le principali stime.

17:19 15 Gen 2019

Mentre il dibattito prosegue proviamo a riassumere cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni se l’accordo venisse respinto:

• La prima ministra Theresa May lo ripresenta nuovamente per cercare di farlo approvare nel corso di un secondo voto;
• L’Unione Europea accetta di rinegoziare l’accordo;
• Il governo cade in seguito a dimissioni o a un voto di sfiducia;
• Il governo invoca nuove elezioni o un secondo referendum;

È probabile che in tutti i casi, tranne il primo, sarà necessario prorogare i termini dei negoziati che al momento dovranno terminare il prossimo 29 marzo, quando alla mezzanotte il Regno Unito sarà considerato ufficialmente fuori dall’Unione Europea.

17:13 15 Gen 2019

Anche l’Unione Europea però non è completamente unita sul tema. A sorpresa, l’ex ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel ha detto oggi che i negoziati con il Regno Unito potrebbero essere riaperti se l’accordo di May venisse bocciato dal Parlamento.

17:11 15 Gen 2019

A complicare la vicenda c’è il fatto che i partiti sono divisi anche al loro interno su come comportarsi. Justine Greening, ex ministro conservatrice dell’Educazione, ad esempio, ha appena detto che il popolo britannico avrebbe diritto a un secondo referendum su Brexit.

17:07 15 Gen 2019

L’idea che May possa presentare “altri modelli di Brexit” significa più o meno che May dovrebbe negoziare con l’Unione Europea un nuovo accordo, diverso da quello appena raggiunto.

Alcuni deputati laburisti e conservatori sostengono ad esempio il “Norway plus”, che significa in altre parole associarsi all’Unione Europea come ha fatto la Norvegia, che fa parte dell’Area economica europea, ma non è tecnicamente uno stato membro.

Piccolo problema su questa strada: i rappresentanti dell’Unione Europea fino ad ora hanno detto di non avere alcuna intenzione di rinegoziare l’accordo.

17:03 15 Gen 2019

Alcuni deputati, come la conservatrice Nicky Morgan, dicono invece che altri “modelli di Brexit” potrebbero ottenere la maggioranza e hanno invitato May a non ripresentare lo stesso accordo per una seconda volta.

16:59 15 Gen 2019

Il piano dietro l’idea di ripresentare di nuovo il voto sullo stesso accordo è quello di spaventare un numero di deputati conservatori e laburisti sufficiente da farlo passare.

I deputati laburisti potrebbero essere spaventati all’idea che l’unica alternativa a questo accordo sia uscire senza alcun tipo accordo, con tutte le conseguenze negative che questo avrebbe (sarebbe il famoso “no deal” che abbiamo spiegato qui).

I conservatori favorevoli a Brexit invece potrebbero essere convinti a votare a favore con una minaccia uguale e contraria: che senza l’accordo di May l’alternativa più probabile è una Brexit ancora più morbida o addirittura nessuna Brexit.

16:44 15 Gen 2019

La questione principale al momento è: cosa farà Theresa May in caso di sconfitta, che tutti oramai danno per certa? Nelle ultime ore ci sono sempre più indizi che indicano che il suo “Piano B” sia esattamente identico al suo “Piano A”: ripresentare l’accordo respinto oggi e tentare di nuovo di farlo approvare.

Laura Kuenssberg, giornalista politica di BBC, scrive che sempre più membri del governo lo stanno confermando in pubblico e in privato.

16:37 15 Gen 2019

Questo video del corrispondente politico di BBC è dello scorso novembre, ma rappresenta ancora oggi piuttosto bene la situazione.

16:35 15 Gen 2019

Il New York Times ha realizzato un grafico su cosa potrebbe accadere dopo il voto di stasera che dà l’idea di quanto siano complicati e imprevedibili i prossimi giorni.

16:28 15 Gen 2019

Secondo l’ultima proiezione della Press Association, l’accordo di May sarà battuto con un margine di 160 voti. Significa che circa 90 deputati che oggi fanno parte della maggioranza voteranno contro le indicazioni del governo.

16:23 15 Gen 2019

In questo momento, alla Camera dei comuni è in corso il dibattito prima del voto (qui trovate la diretta di Channel 4 News). Lo speaker, John Bercow (che è un personaggio), ha imposto un limite di cinque minuti agli interventi. Nell’aula non ci sono molti deputati per ora. Quasi tutti gli interventi sono contrari all’accordo.

16:19 15 Gen 2019

Brexit è una questione complicata che va avanti da anni e come spesso accade in questi casi si è sviluppato un vero e proprio gergo specialistico che può suonare ostico a chi non si è occupato quotidianamente di questa vicenda per gli ultimi mesi.

Non c’è nulla di cui vergognarsi: se avete bisogno di un ripasso qui trovate la nostra guida.

4 parole per capire Brexit, spiegate bene

16:16 15 Gen 2019

Si comincia!

Partiamo dalle cose che sappiamo per certo, che in questa occasione sono piuttosto poche: ci sono 650 deputati nella Camera dei comuni del Parlamento britannico e la prima ministra Theresa May ha bisogno del voto di 326 di loro per far passare l’accordo. Secondo le informazioni della maggior parte dei quotidiani britannici a questa cifra gliene mancano un centinaio.

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