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  • domenica 13 gennaio 2019

Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia

L'ex terrorista italiano è stato trovato da una squadra speciale dell'Interpol, e ora sarà probabilmente rimpatriato in Italia, ma dopo essere ripassato per il Brasile

Cesare Battisti, ex terrorista italiano condannato all’ergastolo in via definitiva in Italia per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta e latitante da anni in Sud America, è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, da una squadra speciale dell’Interpol formata da investigatori italiani e boliviani. Battisti, che ha 64 anni, era in fuga più o meno dal 13 dicembre, quando la Corte Suprema del Brasile ne aveva ordinato l’arresto in vista di una possibile estradizione in Italia. Viveva in Brasile dal 2004, e l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva aveva negato la richiesta di estradizione in Italia. Ora probabilmente Battisti sarà espulso dalla Bolivia e rimpatriato in Italia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato su Facebook che quando in Italia saranno le 17 arriverà in Bolivia un aereo italiano per prendere in consegna Battisti. Parlando al TG1 il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede aveva detto che Battisti «sarà portato nel carcere più vicino allo scalo di atterraggio, presumibilmente sarà Rebibbia». Secondo fonti di Repubblica all’interno del governo, però, l’aereo non ripartirà immediatamente perché per procedere all’espulsione di Battisti dalla Bolivia ci sarà una serie di procedure da seguire: non è chiaro se Battisti dovrà essere riportato in Brasile prima di tornare in Italia, ma dagli ultimi aggiornamenti sembra di sì. Augusto Heleno, capo dell’Ufficio di sicurezza del presidente brasiliano, ha detto a Tv Globo, la principale televisione brasiliana, che Battisti sarà portato in Brasile prima di essere estradato.

Nel suo messaggio Conte aveva citato l’ergastolo, la pena a cui Battisti era stato condannato, ma Raffaele Piccirillo, ex Capo Dipartimento per gli Affari di Giustizia nominato nel 2017 dall’allora ministro Andrea Orlando, ha ricordato che l’Italia non potrà applicarlo: il massimo della pena possibile sarà di 30 anni di reclusione, per via di un accordo firmato con il Brasile. Nel paese sudamericano, infatti, l’ergastolo è vietato dalla Costituzione e per ottenere l’estradizione di Battisti l’Italia si era impegnata, nell’ottobre del 2017, a cambiare la pena a cui era stato condannato.

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Gepostet von Giuseppe Conte am Sonntag, 13. Januar 2019

Secondo la ricostruzione dell’arresto fatta dal Corriere della Sera, la squadra speciale dell’Interpol stava cercando Battisti a Santa Cruz de la Sierra – che con più di 2 milioni di abitanti è la città più popolosa della Bolivia e si trova al centro del paese – da prima di Natale. Inizialmente aveva circoscritto la zona della città in cui avrebbe potuto trovarlo, dopodiché si era dedicata a una serie di appostamenti in diversi punti dell’area, fino a quando, alle 17 di sabato 12 gennaio, quando in Italia erano le 22, ha riconosciuto Battisti per strada, nonostante indossasse gli occhiali da sole e si fosse fatto crescere la barba.

L’anno scorso l’Italia aveva chiesto al Brasile di rivedere la decisione di Lula e a dicembre la Corte Suprema aveva stabilito che spettasse al presidente decidere riguardo all’estradizione di Battisti: Michel Temer, che è stato in carica fino alla fine del 2018, oppure Jair Bolsonaro, che si è insediato il primo gennaio. Nel frattempo, aveva deciso la Corte, Battisti sarebbe dovuto rimanere in carcere. Contemporaneamente, Battisti cominciava la sua nuova latitanza.

Cesare Battisti è nato nel 1954 a Cisterna di Latina. Da adolescente si era iscritto alla FGCI, il gruppo giovanile del Partito Comunista Italiano, ma poi ne era uscito. Nel 1971 si era fatto conoscere dalle forze dell’ordine per piccoli crimini: nel 1972 fu arrestato per la prima volta per una rapina, due anni dopo per rapina con sequestro di persona. Nel 1977 finì di nuovo in carcere, a Udine, e lì conobbe Arrigo Cavallina, fondatore di un gruppo terrorista di estrema sinistra chiamato Proletari armati per il comunismo (PAC). Uscito dal carcere, a Milano, Battisti partecipò attivamente alle azioni dei PAC con rapine a banche e a supermercati, sabotaggi alle fabbriche, varie aggressioni e omicidi. Per quattro di questi omicidi, i processi – in tutti i gradi di giudizio – hanno poi riconosciuto la partecipazione, diretta o indiretta, di Battisti. I processi si celebrarono comunque senza la sua presenza: fu arrestato nel 1979 per possesso illecito di armi e banda armata, ma nel 1981 evase dal carcere di Frosinone e lasciò l’Italia, per non tornarci più.

Eduardo Bolsonaro, deputato brasiliano e figlio del presidente, ha commentato l’arresto di Battisti su Twitter con un messaggio diretto al ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini: «Il Brasile non è più terra di banditi. Matteo Salvini, il “piccolo regalo” è in arrivo».

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