• Scienza
  • mercoledì 2 gennaio 2019

Anche Google vuole sterminare le zanzare

In California sta sperimentando un sistema per renderle sterili con un batterio: i risultati sono molto promettenti

(Verily)

Nella contea di Fresno, in California, un’automobile spara dal finestrino migliaia di maschi di zanzara, infettati con un batterio che renderà sterili le loro compagne. L’iniziativa è una delle più creative finanziate finora da Alphabet, la grande holding che controlla Google e che – attraverso altre aziende più piccole – sperimenta qualsiasi cosa: dalle automobili che si guidano da sole alle ricerche sul DNA e su come rallentare l’invecchiamento. I risultati dei test condotti finora sono incoraggianti e potrebbero portare a nuovi sistemi per ridurre la circolazione di malattie pericolose, come la malaria e la dengue, trasmesse da alcune specie di zanzara.

Le zanzare infettate con il batterio appartengono alla specie Aedes aegypti, che in molte regioni tropicali e subtropicali sono alla base dei contagi da dengue, febbre gialla e “malattia Zika”. Sono originarie dell’Africa, ma le si trovano ormai in molti altri continenti, come sanno bene gli abitanti della Contea di Fresno: devono fare i conti con il prurito delle punture dal 2013, anno in cui sono stati avvistati i primi esemplari, che hanno poi rapidamente colonizzato la zona. Fastidio delle punture a parte, in California queste zanzare sono innocue perché non sono diffuse malattie come la dengue.

Dopo averne rilevato la presenza, negli scorsi anni le autorità sanitarie della Contea di Fresno hanno provato invano a tenere sotto controllo il problema. Le A. aegypti nidificano e depongono le loro uova nelle acque stagnanti, come quelle nei sottovasi o in un bicchiere dimenticato da qualche parte con un po’ di gocce al suo interno. Gli sforzi si sono quindi concentrati sulla comunicazione, invitando la popolazione a fare più attenzione nei mesi estivi, evitando di lasciare in giro recipienti con acqua, ma non ha funzionato.

Nel 2016 le autorità locali hanno deciso di cambiare strategia, affidandosi a MosquitoMate, una piccola azienda che si stava specializzando nell’infettare le zanzare con particolari batteri in modo da renderle sterili. Per farlo viene impiegato un parassita appartenente al genere Wolbachia che impedisce la fecondazione delle uova delle zanzare. I primi test furono condotti su piccola scala, ma con risultati molto promettenti in termini di abbattimento della popolazione degli insetti.

L’anno seguente Alphabet si è fatta avanti attraverso la sua controllata Verily, con l’obiettivo di portare su un scala più grande i piani di MosquitoMate, impiegando diverse tecnologie per migliorare la diffusione dei maschi infettati con il batterio. L’azienda ha sviluppato un sistema per diffondere in poco tempo migliaia di zanzare, attraverso un tubo che viene orientato nelle aree dove è più alta la concentrazione di questi insetti. Un rilevatore laser conta ogni singola zanzara sparata, in modo da sapere con precisione quante ne siano state immesse nel territorio.

Inizialmente gli abitanti delle zone interessate non erano entusiasti all’idea di avere più zanzare nei loro quartieri, seppure con il fine ultimo di ridurne il numero. Sono state quindi organizzate campagne di comunicazione di vario tipo per far conoscere il progetto e, soprattutto, spiegare che sono solo le femmine di zanzara a mordere, mentre i maschi sono innocui. Una delle dimostrazioni prevedeva la possibilità di inserire la propria mano all’interno di una scatola trasparente, piena di zanzare maschio, in modo da dimostrare che non accadeva nulla.

Verily utilizza inoltre algoritmi e modelli matematici per comprendere in quali aree sia più alta la concentrazione di zanzare, intervenendo in modo più mirato. I risultati sulle attività svolte tra estate e autunno del 2017 dicono che la popolazione di zanzare in molte aree della Contea di Fresno sia diminuita di due terzi. Le cose sono andate ancora meglio nel 2018, raggiungendo una riduzione del 95 per cento. Si stima che finora Verily abbia rilasciato oltre 15 milioni di zanzare maschio per la sua iniziativa.

La parte più complessa avviene ben prima del rilascio delle zanzare, nello stabilimento di Verily. Il sistema di allevamento di questi insetti è stato automatizzato il più possibile, con robot che si occupano di far cresce le zanzare e inserirle in particolari contenitori dove vengono tenute al caldo e alla giusta umidità. Utilizzando lettori ottici e altre tecnologie brevettate, i sistemi di Verily separano i maschi dalle femmine, in modo da creare le batterie di insetti infettati che dovranno essere poi diffusi nell’ambiente.

Molte altre aziende e centri di ricerca sono al lavoro da anni per trovare la soluzione migliore per ridurre le popolazioni di zanzare, in modo da ridurre i contagi da malaria e altre malattie. Tra le tecniche più esplorate ci sono quelle per modificare geneticamente le zanzare, in modo da renderle sterili, ma non tutti pensano che sia la soluzione migliore e c’è chi teme per l’impatto che una cospicua riduzione di zanzare potrebbe avere sugli ecosistemi. A oggi non ci sono studi che dicano chiaramente che cosa accadrebbe se sparissero quasi tutte le zanzare, che fanno comunque parte della catena alimentare di numerosi animali, a cominciare dagli uccelli e dai pesci che si nutrono delle loro larve.

Altri dubbi riguardano i costi per progetti che dovrebbero essere estesi su scale così grandi. Verily non fornisce informazioni su quanto costi il suo sistema, ma è immaginabile che per ora sia molto dispendioso considerata la quantità di zanzare prodotte ogni giorno e le risorse richieste per il loro allevamento. Realizzare “fabbriche” di zanzare così evolute nei paesi poveri dove sono endemiche la malaria e altre malattie potrebbe essere inoltre complicato, con costi che i governi locali non potrebbero probabilmente permettersi. Anche per questo motivo Verily sta proseguendo la sperimentazione, forte degli investimenti di Alphabet, con l’obiettivo di perfezionare il sistema e renderlo via via più economico.

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