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I finali possibili dell’ultimo episodio di Black Mirror

Cioè "Bandersnatch", che in diversi punti della sua trama chiede agli spettatori di scegliere come proseguire

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Dal 28 dicembre, su Netflix si può guardare Bandersnatch, un film interattivo che fa parte della serie Black Mirror, che parla dell’impatto pericoloso e inquietante che alcuni aspetti della tecnologia possono avere sulle nostre vite. Con Bandersnatch, Netflix ha sperimentato un nuovo formato interattivo: il film non ha una linea narrativa unica ma tante possibili. È lo spettatore a scegliere che cosa farà il protagonista: in diversi punti del film ci sono “momenti-bivio” in cui chi guarda può decidere tra due azioni alternative, ognuna delle quali porta a uno sviluppo diverso della storia. Questo formato si usava già in alcuni libri diffusi negli anni Ottanta e Novanta, conosciuti come “libro-gioco” o “librogame“. Bandersnatch, questo il titolo del film-episodio, è ambientato negli anni Ottanta e ha una durata variabile, a seconda del percorso che si sceglie (se ci si accontenta del primo finale che si incontra, può durare anche pochissimi minuti). Il protagonista, Stefan Butler, è un giovane programmatore che sta elaborando un videogioco basato su un librogame e vuole renderlo interattivo come il libro.

Se avete visto Bandersnatch e vi ha entusiasmato poter controllare le scelte del protagonista, probabilmente vi sarete chiesti quanti sono i possibili finali: la risposta è molti, visto che l’episodio ha una durata totale di 312 minuti, se si sommano le durate di ogni singolo ramo della trama. Vulture e altre testate hanno messo insieme una lista parziale dei possibili esiti, ma se ne possono trovare altri semplicemente finendo l’episodio e cliccando sull’opzione di Netflix che permette di ritornare al bivio precedente (in alternativa si può andare direttamente ai titoli di coda).
Vediamo quali sono: da qui in poi ci sono ovviamente un sacco di spoiler.

Bandersnatch prende zero stelle

Il librogame e il videogioco che Stefan vuole creare hanno lo stesso nome, che dà il titolo al film. La prima scelta davvero importante che dovete fare – se sottovalutate l’importanza di scegliere tra due tipi di cereali per la determinazione del vostro destino – è se accettare o meno la proposta del capo di Tuckersoft, l’azienda che dovrebbe finanziare la produzione di Bandersnatch.
La proposta è allettante ed è naturale decidere di accettarla, ma chi lo fa scopre subito che si tratta di un errore: il famoso programmatore Colin Ritman (interpretato da Will Poulter) dà una pacca al protagonista decretando «percorso sbagliato». La storia a questo punto procede rapidamente fino al momento in cui Bandersnatch – già uscito – viene recensito dall’esperto di videogiochi di un programma televisivo, che lo valuta con 0 stelle su 5. Vulture inserisce questa opzione tra i possibili finali, ma in realtà da qui non avete modo di andare direttamente ai titoli di coda, perché Stefan si alza dal divano da cui seguiva la recensione televisiva dichiarando arrabbiato di voler riprovare di nuovo.
Si ritorna subito al punto di partenza e l’episodio vi fa ripercorrere velocemente – con minuscole variazioni – gli eventi fino al momento della proposta. Il fatto che non possiate scegliere di andare direttamente ai titoli di coda è un primo avviso del fatto che il libero arbitrio dello spettatore è limitato, come ha scritto sul Post Massimo Mantellini.

Rompere il computer

Un altro modo per arrivare alla fine della storia (almeno di una storia), ma non alla fine del film, è fare in modo che Stefan rompa il computer rovesciandoci sopra il tè oppure distruggendolo. In due punti differenti della storia Stefan ha un problema con il videogioco, che si blocca. In un caso, Stefan è insieme al padre che lo incalza e lo spettatore può scegliere che Stefan rovesci il tè sul computer oppure che urli contro suo padre. La prima scelta mette fine alla storia (tutto il lavoro di Stefan è andato perso), ma Netflix vi darà due opzioni: tornare indietro al momento del tè sul computer, oppure tornare addirittura alla proposta della Tuckersoft, probabilmente per trarre in inganno lo spettatore e fargli credere di non aver scelto bene in quel momento.
Se invece di rovesciare il tè si sceglie che Stefan urli contro il padre, la storia prosegue. In un momento successivo vi trovate di fronte una scelta simile: il videogioco si blocca, Stefan reagisce con grande frustrazione e dovrete decidere se spaccare il computer oppure battere il pugno sul tavolo. Solo la seconda opzione permette di andare effettivamente avanti.

Prendere le pillole o suicidarsi

Prendendo la strada “giusta”, Stefan urla contro il padre («vaffanculo!») e il padre lo obbliga a uscire, e lo accompagna dalla terapista. Scesi dalla macchina, dovete decidere: andare effettivamente alla seduta oppure inseguire Colin (che nel frattempo è comparso a pochi metri di distanza)?
Se Stefan va dalla terapista, alla fine della seduta la dottoressa gli consegna una nuova prescrizione in cui la dose di farmaci che lui assume abitualmente è superiore. Una volta a casa Stefan è di nuovo a un bivio: prendere le pillole o buttarle nel water? Se scegliete la prima, vicolo cieco: la storia termina perché, benché Stefan resti funzionale dal punto di vista della sua salute mentale, riuscendo a completare il gioco, il gioco si rivela mediocre. L’esperto di videogiochi del programma televisivo assegna a Bandersnatch 2.5 stelle su 5. I titoli di coda, però, non sono ancora un’opzione e Netflix vi fa tornare indietro. Se invece buttate le pillole, la storia prosegue.

Facciamo un passo indietro. Prima di andare dalla terapista, potete decidere di seguire Colin. Colin è il programmatore di punta della Tuckersoft, nonché idolo di Stefan. Una volta che avete deciso di seguirlo, i due camminano fino a casa di Colin, un appartamento all’ultimo piano di un palazzo molto alto, dove vivono anche la compagna di Colin, Kitty, e sua figlia Pearl, neonata. Colin dice di voler aiutare Stefan ad “uscire dal buco” e andare avanti con la programmazione, fornendogli una visione più ampia delle cose con un piccolo aiuto. Insieme fumano marijuana e assumono acidi. Ancora sotto l’effetto degli acidi escono sul terrazzo e Colin spiega a Stefan che ci sono tante linee temporali parallele, lungo le quali succedono eventi diversi, singolarmente irrilevanti se si guarda il quadro completo. Per supportare la sua tesi propone una dimostrazione radicale: uno dei due deve lanciarsi nel vuoto, e non morirà veramente (ovviamente questo è vero, dal punto di vista dello spettatore). Bivio: chi dei due deve buttarsi? Se scegliete che sia Stefan a saltare, la storia finisce. Se è Colin a buttarsi, è lui che muore e la storia prosegue.

Il meta-finale o uccidere il padre

Se scegliete che sia Colin a morire, la storia prosegue ma con un piccolo colpo di scena: Stefan si sveglia di soprassalto, come se gli acidi e la morte di Colin fossero stati soltanto un incubo. La trama torna al punto della seduta con la terapista e alla decisione sulle pillole. Solo che in questo caso non si può più fare in modo che Stefan le prenda. Si può scegliere soltanto tra i due modi in cui se ne disferà: buttandole nel water oppure nel cestino.
Se scegliete di buttarle nel cestino, Stefan continua a lavorare sulla programmazione finché non si incaglia di nuovo: la scelta qui è tra rovesciare il tè sul computer oppure distruggerlo. Scegliendo la prima opzione, Stefan si ribella (a noi!) e si rende conto di non avere il controllo delle proprie azioni, chiedendo all’entità superiore (cioè noi spettatori) di dargli un segno. Possiamo decidere tra “Netflix” oppure il simbolo da cui era ossessionato l’autore del librogame Bandersnatch. Scegliendo “Netflix” il computer comincia a parlare con Stefan, svelandogli la nostra presenza di spettatori del futuro (Stefan ha giustamente qualche difficoltà a capire che cos’è un servizio di streaming di prodotti di intrattenimento). Questo percorso porta il protagonista a due possibili meta-finali.
Stefan racconta alla terapista di essere stato contattato dagli spettatori di un servizio di intrattenimento del futuro. La terapista osserva che la vita di Stefan dovrebbe essere più movimentata per essere un prodotto di intrattenimento degno di questo nome, e in un altro piccolo colpo di scena, lo sfida a combattere contro di lei (un combattimento da film d’azione, appunto). Stefan può scegliere di partecipare al combattimento o di scappare dalla finestra: la seconda opzione mostra che tutto quello che vediamo sta succedendo su un set di Netflix. La regista interrompe le riprese e interviene per correggere l’attore che interpreta Stefan. Gli ricorda che in quella scena avrebbe dovuto combattere, non scappare dalla finestra. L’attore dichiara che è Stefan il suo vero nome, e la regista – preoccupata dal suo stato di confusione – chiede l’intervento di un medico.

Se invece al posto di Netflix scegliamo il simbolo, la trama prende un’altra direzione: Stefan perde la testa, il padre cerca di tranquillizzarlo ma l’attenzione di Stefan è attirata dal posacenere di vetro. A questo punto dobbiamo scegliere: arretrare o uccidere il padre? Se scegliamo di arretrare la storia finisce, ma Netflix ci fa tornare indietro. Se uccidiamo il padre con il posacenere, la storia prosegue con nuove scelte che portano a diversi finali: seppellire il corpo o farlo a pezzi?
Quest’ultima opzione, per quanto cruenta, porta a un finale inaspettato: fare a pezzi il corpo del padre rende Stefan completamente fuori controllo e quasi euforico. Riesce a concludere il gioco nel miglior modo possibile. Il gioco prende cinque stelle su cinque durante la sua recensione televisiva.
Resta in commercio molto poco, però. Una volta che si scopre che il creatore di Bandersnatch ha fatto a pezzi il corpo del padre, le copie vengono ritirate. Da qui si arriva ai titoli di coda, ma c’è un finale extra che mostra la figlia di Colin Ritman, Pearl (ora adulta), che racconta di aver ritrovato una copia del videogioco e decide di ricrearlo. Nel farlo, però, incontra gli stessi problemi di Stefan e si presenta un nuovo bivio per lo spettatore: Pearl Ritman distruggerà il computer o ci verserà sopra il tè?

Stefan non può cambiare il passato e muore

C’è un momento in cui Stefan scopre la cassaforte del padre, a cui si arriva da diversi “binari” della storia. A seconda delle scelte che abbiamo fatto, le combinazioni possibili per aprirla cambiano: possono essere “PAX”, “PAC”, “TOY”, “PACS” e “JFD”, cioè le iniziali dell’autore del librogame. Se scegliamo “TOY”, Stefan la apre e ci trova dentro Rabbit, il pupazzo di quando era bambino che il padre gli aveva tolto, ingenerando una serie di eventi che – secondo Stefan – avevano portato alla morte della madre. Trovando il pupazzo, però, Stefan riesce a cambiare il passato — Colin nella scena degli acidi accenna a questa possibilità, dicendo che il passato può essere cambiato — e a riprendersi il pupazzo che gli era stato tolto. Quindi, nel momento in cui la madre sta uscendo per prendere il treno che le causerà la morte, Stefan può decidere di seguirla perché trova Rabbit. Scopriamo che la madre sarebbe morta comunque, avrebbe comunque preso il treno delle 8.45, quello che deraglia, e Stefan – bambino – muore con lei.
Cambiando in questo modo il passato, Stefan muore sia nella linea temporale del passato che in quella del presente: muore mentre è dalla terapista, su una poltrona,  improvvisamente. Da qui si può proseguire ai titoli di coda (ma anche tornare indietro).

La particolarità dei “rami” della storia di Bandersnatch non è soltanto il numero di diversi finali che generano, ma anche la complessità della loro trama. In ogni momento dell’episodio ogni scelta ha una sua importanza, anche se sembra ininfluente. Se arrivate allo stesso bivio da un “ramo” diverso, il percorso cambia e così cambiano le scelte successive. Per esempio, se all’inizio scegliete una marca di cereali invece che l’altra, questa scelta modificherà uno dei possibili finali, e il corpo del padre verrà scoperto dal cane dei vicini. Oppure, in altre ramificazioni della storia, mentre Stefan sta seppellendo il corpo del padre, Colin arriva a casa sua e possiamo decidere se fare in modo che Stefan lo uccida (Colin si fa uccidere in modo molto collaborativo, se decidiamo di sì). In altre ramificazioni ancora si può arrivare a uccidere la fidanzata di Colin oppure il capo della Tuckersoft. Un’idea della complessità di questa trama ce la dà questo schema che sta girando molto su Twitter, che alcuni però giudicano ancora incompleto:

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