Si è risolta la controversia che riguardava Gibilterra e Brexit

La Spagna ha ottenuto che la bozza di accordo che domani sarà votata dal Consiglio Europeo non riguarderà la piccola enclave britannica

(JORGE GUERRERO/AFP/Getty Images)

Si è risolta la controversia su Gibilterra, la piccola enclave britannica in territorio spagnolo, nata qualche giorno fa per via di alcuni paragrafi della bozza di accordo su Brexit che di fatto escludevano la Spagna dai futuri negoziati sullo status dell’enclave. Dopo giorni di trattative, oggi pomeriggio la Spagna ha ottenuto che la bozza di accordo che domani sarà votata dal Consiglio Europeo – e che quindi sarà presa per buona anche per i passaggi futuri – non riguarderà direttamente Gibilterra. La Spagna, inoltre, ha ottenuto il diritto di porre il veto a qualsiasi accordo futuro fra Unione Europea e Regno Unito che riguarderà Gibilterra.

Gibilterra è una piccola città nel sud della Spagna che il Regno Unito occupò all’inizio del Settecento e che poi ottenne ufficialmente con un trattato del 1713. Oggi è un territorio britannico d’oltremare, ci vivono circa 30.000 persone e ha un’economia che è fortemente dipendente da quella della Spagna, l’unico paese con cui confina e da cui ogni giorno arrivano circa 10.000 persone per lavorare. Il raggiungimento di un accordo tra Spagna e Regno Unito per Gibilterra era stato da subito uno dei punti più complicati delle trattative su Brexit, e i due paesi lo hanno gestito con negoziati bilaterali separati, trovando anche un accordo alcuni mesi fa.

Nella bozza di accordo trovata qualche settimana fa dai negoziatori europei e britannici, però, un particolare articolo del testo, il 184, avrebbe permesso al Regno Unito di estendere anche a Gibilterra gli accordi raggiunti con l’Unione Europea, invalidando di fatto l’accordo raggiunto tempo prima con la Spagna. A quel punto il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez aveva minacciato di far saltare il Consiglio Europeo su Brexit: per risolvere la questione, sono state necessarie nuove trattative che hanno coinvolto Spagna, Regno Unito ed Unione Europea.

Il compromesso verrà discusso domani dal Consiglio Europeo, e quasi sicuramente verrà accettato dai leader degli altri 26 paesi dell’UE.