(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

C’è una nuova questione tra Lega e M5S

La maggioranza è stata battuta alla Camera su una norma che potrebbe salvare due leghisti da un processo: il M5S dice che è stato un tradimento, Salvini parla di «incidente»

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Ieri sera, per la prima volta dall’inizio della legislatura, la maggioranza è stata battuta durante una votazione in aula alla Camera. Il voto, avvenuto su  un emendamento al disegno di legge anticorruzione, ha causato una nuova crisi tra Movimento 5 Stelle e Lega, con numerosi esponenti del Movimento che hanno accusato i leghisti di aver utilizzato il voto segreto per colpirli, e un deputato leghista che ha ammesso all’agenzia AGI che il voto era una “lezione” nei confronti degli alleati. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha invece negato ogni coinvolgimento e ha assicurato che il disegno di legge sarà approvato rapidamente.

La votazione persa dalla maggioranza è avvenuta ieri sera intorno alle 20 su un emendamento al famoso disegno di legge “spazza corrotti”, la legge anticorruzione fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle. L’emendamento ha una storia particolare: ha lo scopo di derubricare alcune fattispecie di reati di peculato a semplice abuso d’ufficio, e alleggerirebbe la situazione di esponenti della Lega attualmente sotto processo (il sottosegretario Edoardo Rixi e Riccardo Molinari, capogruppo della Lega proprio alla Camera).

L’emendamento era stato presentato una prima volta in commissione cinque giorni fa, quando venne bloccato su richiesta del Movimento 5 Stelle. Dalla commissione lo “spazza corrotti” è passato poi all’aula dove l’emendamento è stato presentato di nuovo, questa volta però dal deputato Catello Vitiello, eletto con il Movimento 5 Stelle, ma espulso perché accusato di aver fatto parte della massoneria. Dino Martirano ha raccontato così la giornata del voto sul Corriere della Sera:

Quella di ieri è stata una seduta iniziata male per la maggioranza. L’intervento contestatissimo del Guardasigilli Alfonso Bonafede, l’aggiunta del relatore grillino Francesco Forciniti e il conseguente gelo della Lega (con Barbara Saltamartini che è andata a protestare con il governo per i toni giustizialisti del M5S) hanno creato un clima teso. Con Francesco Paolo Sisto ed Enrico Costa (Forza Italia) che hanno accusato il ministro di ignorare le basi del diritto. E le assenze nella Lega hanno pure ridotto i margini della maggioranza a 15 voti anche negli scrutini palesi.

Poi è arrivato il momento dei voti segreti e in particolare di quello sull’emendamento Catello. I deputati del Movimento non erano particolarmente in guardia in quei minuti e nessuno si aspettava una sorpresa. Il voto però è finito 284 a 239 a vantaggio dei favorevoli. Secondo i calcoli eseguiti rapidamente in base ai presenti in aula, almeno 36 deputati della maggioranza hanno votato per approvare l’emendamento che salverebbe i due leghisti (sono i famosi “franchi tiratori”, parlamentari che votano diversamente rispetto alle indicazioni ufficiali del loro capogruppo). Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Francesco D’Uva, a quel punto ha chiesto immediatamente la sospensione della seduta.

I giornali questa mattina raccontano che il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio, e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si sono infuriati quando sono venuti a sapere la notizia, e già intorno alle 21 ci sarebbe stata una riunione tra Di Maio e Salvini. Il secondo avrebbe respinto tutto le accuse, assicurando a Di Maio che il disegno di legge sarebbe passato nella sua forma originaria. I portavoce di Di Maio e Salvini a quel punto hanno avvertito i giornalisti che ci sarebbe stata una conferenza stampa congiunta, ma alla fine soltanto Salvini ha raggiunto i giornalisti in strada assicurandoli che si è trattato solo di un «incidente di percorso».

Attualmente la Lega sta cercando di far passare alla Camera un altro provvedimento, il decreto sicurezza, contro il quale diversi deputati del Movimento hanno espresso dubbi e incertezze. Secondo alcuni osservatori l’episodio di ieri potrebbe essere una sorta di avvertimento a non fare scherzi sul decreto sicurezza (che se non venisse approvato  decadrebbe e bisognerebbe ricominciarne dall’inizio l’iter legislativo). Secondo altri quella di ieri è stata invece un’espressione del malumore che un numero crescente di parlamentari leghisti ha nei confronti dell’attuale alleanza con il Movimento 5 Stelle.

Per eliminare l’emendamento approvato ieri il governo dovrebbe porre la questione di fiducia sul disegno di legge, ma per farlo dovrebbe rimandare l’arrivo in aula proprio del decreto sicurezza, previsto per venerdì. Se invece lo “spazza corrotti” venisse approvato normalmente, la norma sul peculato introdotta dall’emendamento andrebbe tolta durante la discussione al Senato, costringendo così il disegno di legge a tornare poi per un secondo voto alla Camera. Oggi dovrebbero svolgersi nuove riunioni tra la Lega e i capi del Movimento 5 Stelle per decidere come affrontare la questione. La crisi è l’ennesima nelle ultime settimane a coinvolgere il governo, in cui i rapporti tra gli alleati appaiono sempre più tesi.

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