Polytechnical Institute, 1972 Irkutsk, Unione Sovietica

Cartoline sovietiche brutaliste

Piccoli manifesti di propaganda per celebrare il successo del sistema comunista, raccolti nel libro "Brutal Bloc Postcards"

Hotel brutalisti, torri televisive futuriste e blocchi di cemento costruiti tra gli anni Sessanta e Ottanta sono i soggetti di molte cartoline dell’era sovietica: venivano pubblicate dai governi delle varie repubbliche per dare un’immagine positiva di sé ed erano simili a piccoli manifesti di propaganda per celebrare il successo del sistema comunista, come ha scritto The Calvert Journal. Una selezione è raccolta nel libro Brutal Bloc Postcards, pubblicato da FUEL.

Le immagini mostrano persone a passeggio e studenti a lezione d’arte, ma soprattutto edifici brutalisti, cioè di quel movimento architettonico degli anni Cinquanta-Settanta che in reazione alla leggerezza e alle frivolezze dell’Art Nouveau prediligeva l’uso del cemento grezzo a vista, le costruzioni modulari e una funzionalità sobria e impersonale. Oggi gli edifici brutalisti sono spesso ritenuti brutti e opprimenti, privi di grazia e bellezza, ma hanno una loro nicchia di estimatori e sono spesso al centro di molti progetti fotografici. E come fa notare la rivista Another, negli anni ’60, ’70 e ’80 queste costruzioni brutaliste erano “ostentate come simboli di un ottimistico impero sovietico”.

Nel libro, tra un’immagine e l’altra, sono inserite citazioni di politici e personaggi dell’epoca, tra cui una del presidente russo Vladimir Putin – «Chi non rimpiange la fine dell’Unione Sovietica non ha cuore. Chi la vorrebbe ripristinare non ha cervello» – o dell’ingegnere e militare russo Mikhail Kalashnikov, che inventò il fucile d’assalto AK-47 – «Preferirei aver inventato una macchina che la gente potesse usare e aiutasse gli agricoltori con il loro lavoro, ad esempio un tosaerba».

Come spiega la presentazione del libro:

In contrasto con le fotografie di un impero sovietico in rovina e abbandonato che siamo abituati a vedere oggi, le scene qui rappresentate pubblicizzano il brillante futuro del comunismo: blocchi di alloggi sociali, palazzi di cultura e monumenti al cameratismo. Risalenti dagli anni Sessanta agli Ottanta, offrono una visione nostalgica e rivelatrice dei valori sociali e architettonici dell’epoca, fungendo da finestra attraverso la quale possiamo esaminare auto, persone e, naturalmente, edifici. Queste cartoline sono allo stesso tempo sinistre, divertenti, commoventi e surreali.

La copertina del libro edito da FUEL