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  • martedì 16 ottobre 2018

10 cose sulla nuova stagione di NBA

LeBron James proverà a far tornare grandi i Lakers, i Warriors sono ancora più forti e gli Spurs non hanno più nessuno di quei tre, per esempio

LeBron James con la maglia dei Los Angeles Lakers. (Harry How/Getty Images)

Nella notte tra mercoledì e giovedì comincerà la nuova stagione di NBA, il principale campionato nordamericano di basket. I trasferimenti estivi sono stati più importanti che in altre sessioni di mercato, e hanno avuto conseguenze notevoli sugli equilibri e sui rapporti di forza tra le squadre. Da certi punti di vista è cambiato tutto: il più forte e determinante giocatore del mondo, infatti, ha cambiato squadra. Da altri, invece, non è cambiato niente: la squadra che ha vinto tre degli ultimi quattro titoli sembra ancora più forte di prima. Abbiamo raccolto dieci novità da ripassare in vista della nuova stagione, o da scoprire se in estate vi siete un po’ distratti.

LeBron James ai Los Angeles Lakers
Dopo anni in cui si parla di quanto siano mediamente più forti le squadre dell’Ovest rispetto a quelle dell’Est, il più forte giocatore della NBA è passato da una squadra dell’Est, i Cleveland Cavaliers, a una dell’Ovest, i Los Angeles Lakers. E quindi peraltro non in una squadra qualsiasi: una delle più vincenti e leggendarie dello sport americano, in cerca di riscatto dopo molte stagioni deludenti, a otto anni dall’ultimo titolo. Del trasferimento di James a Los Angeles si è scritto moltissimo, ed è una storia che tiene insieme l’ambizione di far tornare grande una squadra in declino, l’impossibilità di continuare a giocare in una squadra disastrata come Cleveland, e tutte le differenze che potete immaginare tra la vita in Ohio e quella in California.

James trova una squadra sicuramente migliore rispetto a quella che lascia, ma sulla cui competitività in un contesto difficile come la Western Division circolano diversi dubbi. Lonzo Ball, il playmaker arrivato in NBA lo scorso anno tra molte aspettative, ha dimostrato in parte il suo valore, dopo qualche difficoltà iniziale, e sarà affiancato nella prossima stagione da Rajon Rondo, veterano della NBA che si è però dimostrato non sempre continuo. La guardia Lance Stephenson, l’ala Michael Beasley e il centro JaVale McGee sono state le altre principali aggiunte alla squadra. Sono giocatori che a tratti, in carriera, hanno fatto vedere grandi cose, ma che non sono molto costanti. A quanto sembra, i Lakers puntano soprattutto a ingaggiare un secondo grande giocatore la prossima estate, scelto tra i molti a cui scadrà il contratto.

Kawhi Leonard ai Toronto Raptors
L’altro grande trasferimento estivo è stato quello che ha portato Kawhi Leonard, secondo molti il più forte giocatore al mondo sotto i 30 anni, dai San Antonio Spurs ai Toronto Raptors. Anche in questo caso, le incognite sul suo rendimento sono diverse. Leonard ha fatto stagioni formidabili, come quella 2016/2017, e altre meno, come l’ultima. Se quella che vedremo nella prossima stagione sarà la sua versione migliore, i Raptors potrebbero fare il definitivo salto di qualità e diventare una squadra in grado di giocarsela con chiunque. Ma bisognerà prima capire come giocherà Leonard senza Gregg Popovich, lo storico allenatore degli Spurs, a cui è riconosciuta una sorprendente capacità di tirare fuori il meglio dai suoi giocatori. In cambio di Leonard, i Raptors hanno perso DeMar DeRozan, uno dei migliori giocatori delle ultime stagioni.

L’ala dei Toronto Raptors Kawhi Leonard in una partita di pre-season contro gli Utah Jazz. (AP Photo/Rick Bowmer)

Gli Houston Rockets con un Carmelo Anthony in più
L’anno scorso gli Houston Rockets erano arrivati molto vicini a eliminare i Golden State Warriors, che di lì a poco sarebbero diventati campioni della NBA per la seconda volta consecutiva. I Rockets erano avanti per 3 a 2 nelle finali di Conference contro i Warriors, quando a una vittoria dalla finale – alla quale sarebbero arrivati da favoriti – si infortunò il playmaker Chris Paul, stella della squadra insieme all’MVP James Harden. I Warriors recuperarono con due vittorie e passarono il turno.

Quest’anno a Paul e Harden si è aggiunto Carmelo Anthony, 34enne tra i più forti giocatori degli ultimi 10 anni, ma ormai nella fase discendente della propria carriera e reduce da un paio di stagioni poco entusiasmanti. L’arrivo di Anthony si affianca alla partenza di Trevor Ariza, ala che era stata un importante supporto per Paul e Harden. Il successo della stagione di Houston dipenderà in buona parte da quale versione di Anthony vedremo in campo, anche se con l’arrivo di James ai Lakers a Ovest la competizione è ora ancora più serrata.

James Harden e Carmelo Anthony degli Houston Rockets in una partita di pre-season contro i San Antonio Spurs. (AP Photo/Darren Abate)

Boston, salvo altre sfortune
I grandi favoriti a Est quest’anno sono certamente i Boston Celtics, che nella passata stagione hanno avuto una grande sfortuna. I due giocatori più rappresentativi, l’ala Gordon Hayward e la guardia Kyrie Irving, si infortunarono rispettivamente alla prima partita e a fine marzo, saltando il resto della stagione. Boston giocò comunque dei playoff sorprendenti, grazie al centro Al Harford e alle inattese prestazioni dell’ala Jayson Tatum. Fu eliminata in gara 7 delle finali di Conference dai Cleveland Cavaliers (o meglio: da LeBron James). Con tutti i giocatori a disposizione, e senza James a Est, Boston è la grande favorita a raggiungere la finale di NBA.

Il quintetto base dei Boston Celtics: da sinistra, Jayson Tatum, Jaylen Brown, Kyrie Irving, Gordon Hayward e Al Horford. (Maddie Meyer/Getty Images)

Forse ai Philadelphia 76ers manca ancora qualcosa
La storia della NBA dell’anno scorso è stata senz’altro quella dei Philadelphia 76ers, la squadra che grazie a una gestione societaria azzardata e controversa è passata da essere una delle peggiori della storia recente a una semifinale di Conference nel giro di due anni. Dopo le 16 vittorie consecutive del finale di regular season dell’anno passato, i Sixers non sono riusciti ad aggiungere pezzi importanti alla squadra, e anzi hanno perso Marco Belinelli e Ersan İlyasova, che nel finale di stagione avevano contribuito significativamente al buon rendimento della squadra. Philadelphia rimane una squadra molto giovane e piena di talento, e giocatori come Ben Simmons e Joel Embiid potrebbero diventare definitivamente tra i migliori della lega. C’è chi pensa però che sarebbe servito un altro giocatore di esperienza e abituato a vincere, per poter seriamente competere al posto in finale riservato alle squadre dell’Est.

Alla fine i favoriti sono sempre i Golden State Warriors
Negli ultimi anni i Golden State Warriors sono stati talmente superiori agli avversari che, sostanzialmente, chiedersi quale squadra abbia fatto il migliore mercato estivo equivale a chiedersi quale possa pensare anche solo da lontano di avvicinarsi ai campioni in carica. E quest’anno lo scarto potrebbe essere ulteriormente aumentato: il quintetto titolare formato da Steph Curry, Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green è stato completato con un centro di prima fascia, DeMarcus Cousins, arrivato dai New Orleans Pelicans. Era la cosa, a volerne proprio trovare una, che probabilmente mancava più ai Warriors. È difficile anche solo pensare a quali possano essere i punti deboli dei Warriors della prossima stagione, che potrebbero essere ragionevolmente ricordati come una delle squadre più forti della storia dello sport.

Ai San Antonio Spurs è rimasto solo Gregg Popovich
Dopo essere stati una delle squadre più amate e longeve della storia del basket, i San Antonio Spurs hanno perso due degli ultimi pezzi del loro glorioso passato recente. Manu Ginobili, uno dei più forti e amati giocatori non statunitensi degli ultimi vent’anni, quattro volte campione NBA con gli Spurs, si è ritirato a fine agosto a 41 anni. Tony Parker, il playmaker francese che era a San Antonio dal 2001, è passato agli Charlotte Hornets. Due anni fa se n’era andato anche il terzo componente del nucleo storico degli Spurs, il centro Tim Duncan. E Leonard, che negli ultimi anni era diventato simbolo delle rinnovate speranze della squadra, è passato ai Raptors.

Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker nel 2014. (Hannah Foslien/Getty Images)

L’unico legame degli Spurs attuali con quelli che portarono cinque titoli alla società è Gregg Popovich, capo allenatore dal 1996. Si ritrova una squadra con abbastanza talento e un buon assortimento tra giovani e più esperti (tra cui Marco Belinelli, che faceva già parte degli Spurs vincitori del loro ultimo titolo nel 2014). L’impressione però è che la distanza con le forti squadre di vertice dell’Ovest sia incolmabile.

L’ultima stagione con Dwyane Wade e Dirk Nowitzki?
Per evitare di arrivare alla prossima estate e rimpiangere di non poterli più vedere giocare, il consiglio è quello di guardare più partite possibili di Dwayne Wade e Dirk Nowitzki, due tra i più famosi giocatori degli ultimi vent’anni. Il primo ha già detto che questa sarà la sua ultima stagione. Il secondo, che ha compiuto 40 anni, non ha ancora comunicato niente di ufficiale: ma ci sono buone possibilità che segua Wade. Entrambi giocheranno la prossima stagione nella loro squadra storica: i Miami Heat per Wade, i Dallas Mavericks per Nowitzki.

Dwyane Wade e Dirk Nowitzki nelle finali NBA del 2011. (ROBYN BECK/AFP/Getty Images)

I tre che potrebbero prendersi a breve la NBA
Ci sono tre giocatori sotto i 25 anni che si prevede si prenderanno a breve la NBA: sono Ben Simmons dei Philadelphia Sixers (22 anni), Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks (23 anni) e Anthony Davis dei New Orleans Pelicans (25 anni). I primi due arrivano dalla stagione della consacrazione, in cui hanno dimostrato una maturità e una capacità di essere dominanti che si vedono in un pugno di giocatori per generazione. Il terzo è ormai alla sua settima stagione NBA, e continua a giocare benissimo e con costanza: sembra che però arrivato a questo punto possa fare il salto di livello definitivo soltanto in una squadra attrezzata ad andare avanti nei playoff. Ci sono dubbi sul fatto che i Pelicans possano farcela.

Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks. ( Stacy Revere/Getty Images)

Un giocatore da tenere d’occhio
Non è stata la prima scelta al Draft di quest’anno, ma tra chi segue il basket europeo quest’anno ci sarà un’attenzione particolare per Luka Dončić, la guardia slovena di cui si sono dette e viste meraviglie negli anni passati al Real Madrid. Dončić ha 19 anni, è alto 2,01 metri e nelle ultime stagioni in Eurolega, nel campionato spagnolo e nelle partite con la Nazionale, è stato dominante e maturo come un giocatore all’apice della carriera. Giocherà ai Dallas Mavericks, che non hanno una squadra molto forte e a Ovest dovranno faticare per tornare ai playoff dopo un anno di assenza.

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