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  • martedì 2 ottobre 2018

L’accusa di stupro contro Cristiano Ronaldo, spiegata

Una donna lo ha accusato di averla violentata nel 2009 in un albergo di Las Vegas, lui ha negato tutto, la polizia sta indagando

(Imaginechina via AP Images)

Una donna statunitense oggi 34enne ha accusato Cristiano Ronaldo – uno dei calciatori più forti e famosi della storia del calcio, che gioca nella Juventus – di averla stuprata nel 2009 a Las Vegas, dove lei viveva e dove Ronaldo era in vacanza. La donna si chiama Kathryn Mayorga e ha raccontato pubblicamente la sua storia per la prima volta la settimana scorsa al settimanale tedesco Spiegel, che aveva cominciato a indagare sulla vicenda dopo aver ottenuto dei documenti riservati. Ronaldo ha negato le accuse di Mayorga, dicendo che è solo un suo tentativo di farsi pubblicità, ma nel 2009 accettò di pagarle 375.000 dollari (circa 260.000 euro) come parte di un accordo extra giudiziario che comprendeva anche il divieto per Mayorga di parlare pubblicamente di quanto accaduto.

Mayorga – venendo meno all’accordo, ma questo è un pezzo importante della storia: ci arriviamo – ha raccontato allo Spiegel che lo stupro avvenne nell’estate del 2009. Ronaldo, all’epoca 24enne, era già uno dei calciatori più famosi del mondo e giocava sia con il Manchester United, in Inghilterra, che con la nazionale portoghese. Al termine di quell’estate sarebbe diventato un calciatore del Real Madrid, la squadra che ha lasciato pochi mesi fa per trasferirsi in Italia, alla Juventus. Mayorga, che nel 2009 aveva 25 anni, lavorava come modella e per arrotondare veniva pagata insieme ad altre ragazze per passare qualche ora in qualche locale della città e attirare clienti fingendosi una cliente del bar, una cosa piuttosto comune negli Stati Uniti. Il 12 giugno del 2009, ha raccontato, una sua amica – Jordan – le mandò un messaggio per invitarla a raggiungerla al Rain, un famoso locale della città. Mayorga, che aveva finito di lavorare ed era uscita con alcune amiche, accettò. Una volta al Rain, Jordan la portò con sé nell’area VIP dove le presentò Ronaldo e i suoi amici.

Ronaldo e Mayorga chiacchierarono un po’ – ci sono diverse foto di quella sera che li ritraggono insieme, poiché Ronaldo era seguito da vicino da diversi paparazzi – e poi, secondo il racconto di lei, Ronaldo le chiese il numero di telefono e pochi minuti dopo, quando Mayorga aveva lasciato il locale, le scrisse per invitare lei e le sue amiche a una festa in un albergo non lontano. Quando Mayorga e Jordan raggiunsero Ronaldo e i suoi amici, furono invitate nella grande suite di Ronaldo al Palms Casino Resort, dove la festa sarebbe continuata. Ronaldo invitò le due ragazze a entrare in una piscina idromassaggio con lui e i suoi amici, e offrì a Mayorga un cambio di vestiti per superare il suo timore di rovinare quelli che indossava. Mayorga racconta che a quel punto si spostò in uno dei bagni della suite per cambiarsi, e che quando era in mutande Ronaldo entrò nella stanza.

Su quello che accadde dopo le versioni di Mayorga e Ronaldo divergono molto, anche se alcuni documenti ottenuti dallo Spiegel sembrano indicare alcune contraddizioni nella versione data da Cristiano Ronaldo.

Mayorga ha raccontato che Ronaldo entrò nel bagno con il pene esposto e le chiese di toccargli il pene; visto che lei si rifiutava di farlo le chiese di praticargli del sesso orale. Lei ha raccontato che si rifiutò, che non era spaventata e anzi stava prendendo in giro Ronaldo per i suoi modi da “sfigato”, dicendogli comunque che non avrebbe fatto niente di quanto lui chiedeva. Viste le sue insistenze, Mayorga ha raccontato che accettò solo di baciarlo, con la promessa che poi sarebbe finita lì. Ronaldo, racconta Mayorga, continuò a insistere e la trascinò in una delle camere da letto della suite. Anche a quel punto, racconta Mayorga, lei non si sentiva in pericolo e continuava a ripetere a Ronaldo che non avrebbe fatto sesso con lui. Poi Ronaldo cominciò a toccarla, cercando di toglierle la biancheria intima. Lei si districò e si rannicchiò in un angolo del letto proteggendosi la vagina con le mani. A quel punto, dice Mayorga, Ronaldo la stuprò analmente per alcuni minuti senza indossare un preservativo e senza lubrificante, mentre lei ripeteva di fermarsi dicendogli «no, no, no, no».

Una foto del Palms Casino Resort di Las Vegas (AP Photo/John Locher)

Poi, dice sempre Mayorga, Ronaldo improvvisò delle scuse e cercò di dirle delle cose carine mentre comunque le impediva di lasciare la camera. Solo a quel punto, racconta Mayorga, lei si rese conto cosa le era appena successo. Quando uscì dalla camera aveva i capelli arruffati, il trucco rovinato e sembrava sfinita, ha confermato allo Spiegel la sua amica che era arrivata con lei nella suite. Le due si sedettero sul bordo della piscina ma Mayorga non raccontò niente di quello che era successo. Poi tornò a casa e solo la mattina dopo, quando l’amica la chiamò per raccontarle che le sue foto con Ronaldo erano su tutti i giornali (che si chiedevano chi fosse “la misteriosa ragazza in compagnia del famoso calciatore”), raccontò per la prima volta di essere stata stuprata.

Mayorga chiamò la polizia e si sottopose in ospedale a un test per verificare che fosse stata stuprata. Le furono diagnosticate delle ferite – una tumefazione anale con abrasioni e lacerazioni – e le furono somministrati due antibiotici; l’infermiera scrisse che il suo retto era stato penetrato e che l’eiaculazione era avvenuta nelle mani della persona che l’aveva aggredita. Mayorga denunciò l’accaduto alla polizia ma si rifiutò di dire chi fosse stato a stuprarla, per il timore di quello che sarebbe potuto succederle vista l’enorme fama di Ronaldo: disse solo che era “un personaggio pubblico” e “un atleta”.

Qualche settimana più tardi, dopo aver assunto un avvocato, iniziarono i contatti tra le parti che si conclusero circa tre mesi dopo il presunto stupro con il pagamento da parte di Ronaldo e la firma di un accordo che impediva a Mayorga di parlare di quanto accaduto. Mayorga ha raccontato che decise di non fare causa a Ronaldo perché non voleva che il suo nome finisse su tutti i giornali del pianeta, con gli stravolgimenti che quello avrebbe comportato per la sua vita e il suo lavoro. Da allora, ha raccontato, ci vollero circa cinque anni perché superasse il trauma di quanto accaduto. Un racconto più dettagliato della versione di Mayorga si può leggere in inglese sul sito dello Spiegel.

Nel 2017 lo Spiegel ottenne dal sito Football Leaks – che si occupa di denunciare illegalità nel mondo del calcio – una serie di documenti riservati che riguardavano l’accordo privato tra Ronaldo e Mayorga, e da questi cominciò a indagare arrivando a pubblicare nel 2017 i primi articoli sulla vicenda (senza che Mayorga collaborasse o parlasse con loro: si era anzi rifiutata di farlo). Gli avvocati di Cristiano Ronaldo sostennero che i documenti non fossero autentici e comunque non firmati da Ronaldo e non permettessero di identificarlo; lo Spiegel sostiene invece che i documenti siano tutti autentici e un suo giornalista ne ha pubblicato alcuni estratti per dimostrarlo. Oltre ai documenti sull’accordo, lo Spiegel ha ottenuto anche scambi di email e messaggi tra gli avvocati di Ronaldo e tra loro e lui.

Tra i documenti c’è anche un questionario che – secondo lo Spiegel – gli avvocati di Ronaldo mandarono a Ronaldo stesso, a suo cognato e a suo cugino (che probabilmente erano tutti a Las Vegas nel 2009) per capire la loro versione di quanto accaduto in vista delle discussioni con gli avvocati di Mayorga. Nell’ultima versione del questionario la persona chiamata “X” (che lo Spiegel identifica in Ronaldo) parla di sesso consensuale con Mayorga (chiamata solo “Ms. C.”) e dice che non c’era stata nessuna richiesta da parte di Mayorga di interrompere il rapporto. In una precedente versione, sostiene però lo Spiegel, una delle risposte date da Ronaldo dava conto di un rapporto non consensuale. Alla domanda se “Ms. C.” avesse urlato, la risposta di X è «lei ha detto diverse volte no e fermati». In un altro passaggio X dice che «l’ho penetrata da dietro. Non è stato gentile. Non abbiamo cambiato posizione per 5/7 minuti. Lei aveva detto che non voleva ma si era di fatto resa disponibile». In un altro passaggio ancora X aggiunge: «Lei continuava a dire “No, non farlo”».

Kathryn Mayorga, a destra, durante un evento pubblicitario del 2014 a Las Vegas, in Nevada. (Bryan Steffy/Getty Images for Las Vegas Food & Wine)

In altre parti di questi documenti ci sono altri dettagli che contraddicono invece la versione data da Mayorga di quello che accadde quella sera. Per esempio, nei documenti viene raccontato diversamente il primo incontro tra i due (secondo Ronaldo fu Mayorga a insistere per entrare nell’area VIP del Rain) e anche l’invito a spostarsi a una seconda festa (secondo Ronaldo non ci fu uno scambio di numeri e lui invitò subito Mayorga nella sua suite). Ci sono differenze anche su quello che successe nel bagno dell’albergo. Secondo Ronaldo, lui e Mayorga iniziarono dei preliminari sessuali e lei toccò il suo pene in modo sessuale.

Quando uscirono i primi articoli dello Spiegel, nel 2017, l’agenzia Gestifute che cura l’immagine di Cristiano Ronaldo parlò di una “totale invenzione” dei fatti e negò tutte le accuse. In un comunicato che negava tutte le accuse, inoltre, l’agenzia diceva anche che Ronaldo non aveva mai ricevuto una lettera da parte della “cosiddetta vittima” in cui si parlava delle accuse. È un dettaglio che potrebbe diventare importante, perché come parte dell’accordo tra Ronaldo e Mayorga, gli avvocati di lui avrebbero dovuto leggergli entro 15 giorni dalla firma dell’accordo una lettera scritta da lei e consegnata agli avvocati di Ronaldo. Ora che Mayorga ha deciso di raccontare la sua storia pubblicamente, gli avvocati di Ronaldo hanno minacciato azioni legali contro il giornale definendo “illegali” gli articoli sul presunto stupro.

Non è chiarissimo come mai ora Mayorga abbia deciso di raccontare la sua storia. Lo Spiegel indica tre ragioni: un nuovo avvocato che capisce meglio queste situazioni (quello che aiutò Mayorga durante l’accordo privato era esperto in infrazioni del codice della strada), la minor paura di denunciare uno stupro dopo la nascita del movimento #metoo e la volontà di scoprire se altre donne siano state violentate da Cristiano Ronaldo. Mayorga nel frattempo aveva cominciato a lavorare come maestra in una scuola elementare, ma ha lasciato il lavoro ora che ha deciso di fare causa a Ronaldo. Il suo nuovo avvocato ritiene infatti che ci siano i margini per annullare l’accordo del 2009, sulla base del fatto che Mayorga non fosse nelle condizioni fisiche e mentali per poterlo firmare lucidamente e liberamente. Anche alcuni dei messaggi scambiati dagli avvocati di Ronaldo durante le trattative per l’accordo insistono sulla fragilità di Mayorga.

Mercoledì gli avvocati di Mayorga dovrebbero spiegare in una conferenza stampa le accuse della loro cliente nei confronti di Ronaldo, che sembrano però riguardare più il modo in cui fu raggiunto l’accordo e una presunta violazione dello stesso da parte di Ronaldo (la lettera di Mayorga che sembra non essere stata letta a Ronaldo). Ronaldo nel fine settimana si è difeso con un video su Instagram dicendo che tutta questa storia è «Fake news», orchestrata da gente che vuole farsi pubblicità sfruttando la sua fama. Con due messaggi su Twitter ha poi ribadito la sua posizione, dicendo di «negare fermamente» le accuse nei suoi confronti. La polizia di Las Vegas ha detto intanto di aver riaperto l’indagine sulle accuse di stupro del 2009, spiegando che allora fu fatta una denuncia che non conteneva una indicazione del luogo dello stupro e il nome dello stupratore, e che fu condotto un esame clinico. In Nevada, dove si trova Las Vegas, non c’è prescrizione per le accuse di stupro in presenza di una denuncia ai tempi della presunta violenza.

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