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  • lunedì 24 settembre 2018

Ci sono nuove accuse di molestie contro Kavanaugh

Una seconda donna ha accusato il candidato di Trump alla Corte Suprema per un episodio avvenuto quando frequentavano l'università

Brett Kavanaugh (Drew Angerer/Getty Images)

Una seconda donna ha accusato di molestie sessuali Brett Kavanaugh, nominato dal presidente statunitense Donald Trump come nuovo membro della Corte Suprema degli Stati Uniti. Le accuse nei suoi confronti sono state formulate da Deborah Ramirez, che frequentò l’Università di Yale negli anni Ottanta nello stesso periodo di Kavanaugh. Le nuove rivelazioni, pubblicate in un articolo sul New Yorker, potrebbero complicare ulteriormente il processo di approvazione della nomina di Kavanaugh, che spetta a una commissione composta da 21 senatori e che successivamente richiede una votazione da parte dell’intero Senato. Un’altra donna, Christine Blasey Ford, dovrebbe testimoniare questa settimana davanti alla commissione dopo avere accusato Kavanaugh di molestie sessuali quando frequentavano le scuole superiori.

Ramirez sostiene che le molestie nei suoi confronti avvennero poco dopo il suo ingresso a Yale, durante l’anno accademico 1983-1984. Insieme a Kavanaugh, e ad altri studenti, stava partecipando a un gioco dove si stava seduti in cerchio, e a turno ogni giocatore indicava chi avrebbe dovuto bere degli alcolici. Ramirez ha spiegato che a un certo punto le fu puntato verso la faccia un pene di plastica da uno dei ragazzi, mentre un altro in seguito si spogliò avvicinando i genitali alla sua faccia: “Ricordo di essermi trovata un pene sulla faccia. So che non era ciò che volevo, anche in quel momento di alterazione mentale”. Ramirez cercò di allontanare la persona che aveva davanti, finendo per entrare in contatto coi suoi genitali mentre la respingeva.

Cresciuta in una famiglia cattolica molto osservante, Ramirez provò: “Vergogna e imbarazzo, un senso di umiliazione”. Dice di ricordare di avere visto Kavanaugh al suo fianco, mentre rideva e si tirava su i pantaloni. Nell’articolo pubblicato sul New Yorker, scritto da Jane Mayer e Ronan Farrow (premio Pulitzer quest’anno per le inchieste sui casi di molestie e abusi sessuali a Hollywood), Ramirez ammette di non ricordare tutto di quell’episodio a causa dell’alcol bevuto, e per questo di avere esitato a lungo prima di rendere pubblica la sua storia.

Farrow e Mayer scrivono nell’articolo di avere contattato decine di ex compagni di università di Kavanaugh e Ramirez per avere qualche conferma. Tre testimoni hanno detto di avere qualche ricordo dell’episodio, mentre altri testimoni hanno mostrato scetticismo dicendo che la vicenda raccontata non riflette il comportamento e gli atteggiamenti di Kavanaugh all’epoca.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, Kavanaugh ha diffuso un comunicato nel quale ha respinto ogni accusa. Sostiene che gli eventi riferiti a 35 anni fa non siano “mai successi” e che faccia tutto parte di una campagna di diffamazione nei suoi riguardi. La Casa Bianca ha difeso Kavanaugh, dicendo di essere dalla sua parte, e ha definito la vicenda una “campagna organizzata dai Democratici per distruggere la buona reputazione di un uomo”.

Quella di Kavanaugh è la seconda conferma di un giudice indicato da Donald Trump e dai Repubblicani per la Corte Suprema. La sua approvazione potrebbe rendere molto più conservatrice la più alta corte degli Stati Uniti, con conseguenze dirette sulla giustizia e le leggi nel paese, a cominciare da quelle che tutelano il diritto all’aborto. Anche per questo motivo la nomina di Kavanaugh sta raccogliendo molto interesse, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno a novembre.

Prima di Ramirez, Kavanaugh era già stato accusato di molestie avvenute nel 1982 da Christine Blasey Ford. Stando al suo racconto, durante una festa e quando entrambi avevano bevuto, Kavanaugh cercò di toglierle i vestiti, poi provò a bloccarla su un letto tappandole la bocca. All’epoca Kavanaugh aveva 17 anni, mentre Ford ne aveva 15.

Dopo alcune esitazioni iniziali, Ford ha deciso di testimoniare davanti alla commissione del Senato per spiegare le sue accuse. La testimonianza è stata fissata per il prossimo giovedì 27 settembre. In seguito alle nuove dichiarazioni di Ramirez, la principale rappresentante dei Democratici nella commissione, la senatrice Dianne Feinstein, ha chiesto un rinvio dell’audizione sul quale si dovranno esprimere gli altri senatori.

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