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  • lunedì 16 aprile 2018

Chi ha vinto i premi Pulitzer 2018

L'elenco dei vincitori dei più famosi premi del giornalismo mondiale, assegnati oggi: da chi ha scoperto il caso Weinstein a Kendrick Lamar

La redazione del Press Democrat dopo l'annuncio dei Pulitzer. (Kent Porter/The Press Democrat via AP)

Sono stati assegnati oggi i premi Pulitzer del 2018, gli importanti premi americani per il giornalismo, la letteratura e la musica. La prima categoria, quella del giornalismo, è quella per cui è più famoso e autorevole il premio, che fu istituito da Joseph Pulitzer nel 1917 e che è gestito dalla Columbia University di New York. La giuria è composta da 19 persone che fanno parte del mondo dell’informazione, o del mondo accademico e letterario.

Questo è l’elenco dei vincitori nelle varie sezioni, ai quali viene consegnata una ricompensa di 10 mila dollari (al vincitore della categoria “giornalismo per il bene pubblico”, invece, una medaglia d’oro).

GIORNALISMO

Public Service – Giornalismo per il bene pubblico
Al New York Times e al New Yorker, e in particolare a Megan Twohey, Jodi Kantor e Ronan Farrow, per gli articoli e le inchieste sulle molestie sessuali sulle donne che hanno dato inizio al movimento internazionale #metoo e fatto emergere tantissimi casi di donne molestate e ricattate sui loro posti di lavoro. Alcuni di questi articoli li trovate raccontati qui e qui.

Breaking News Reporting – Giornalismo di breaking news
Alla redazione del Press Democrat, giornale locale californiano della zona di Santa Rosa, per la copertura multimediale dei devastanti incendi dello scorso autunno. Alcuni servizi premiati si possono vedere qui.

Investigative Reporting – Giornalismo investigativo
Al Washington Post per le sue indagini su Roy Moore, candidato al Senato in Alabama per il Partito Repubblicano accusato di molestie sessuali su donne minorenni. Moore fu poi clamorosamente sconfitto dal candidato del Partito Democratico, nonostante l’Alabama sia uno stato tradizionalmente molto Repubblicano.

Explanatory Reporting – Giornalismo che spiega le cose
Allo Arizona Republic e USA Today Network per aver spiegato con più mezzi e da più prospettive le difficoltà e le conseguenze della promessa costruzione di un muro al confine tra Texas e Messico.

Local Reporting – Cronaca locale
Alla redazione del Cincinnati Enquirer per i suoi articoli sull’abuso di farmaci antidolorifici ed eroina in Ohio. L’abuso di farmaci a base di oppioidi negli Stati Uniti uccide più delle armi e degli incidenti stradali.

National Reporting – Cronaca nazionale
Al New York Times e al Washington Post per la loro copertura del Russiagate, cioè le interferenze russe nella politica statunitense, l’indagine federale del procuratore speciale Robert Mueller e la reazione dell’amministrazione Trump.

International Reporting – Cronaca internazionale
A Clare Baldwin, Andrew R. C. Marshall e Manuel Mogato dell’agenzia internazionale Reuters per come hanno raccontato e documentato gli abusi e le violenze della polizia filippina sotto il governo del presidente Rodrigo Duterte.

Feature Writing – Storie e approfondimenti
A Rachel Kaadzi Ghansah per il suo ritratto di Dylann Roof, il ragazzo che nel 2015 uccise nove persone afroamericane dentro una chiesa di Charleston, in South Carolina. L’articolo, intitolato “A Most American Terrorist: The Making of Dylann Roof”, è stato pubblicato da GQ e si può leggere qui.

Commentary – Opinioni
A John Archibald dello Alabama Media Group per come ha saputo combinare rilevanza locale e nazionale, onestà intellettuale e integrità morale, soprattutto rispetto al caso Roy Moore.

Criticism – Critica
A Jerry Saltz, critico d’arte del New York Magazine.

Editorial Writing – Editoriali
A Andie Dominick del Des Moines Register, il principale giornale dell’Iowa, per una serie di editoriali sul sistema sanitario statunitense.

Editorial Cartooning – Disegni e vignette
A Jake Halpern, giornalista freelance, e Michael Sloan, illustratore del New York Times, per come hanno raccontato le storie vere di una famiglia di rifugiati.

Breaking News Photography – Fotografia di breaking news
A Ryan Kelly del Daily Progress per aver fotografato il momento in cui un’auto guidata da un suprematista bianco ha investito la folla e ucciso una donna a Charlottesville, in Virginia. Kelly ha scattato la foto nel suo ultimo giorno di lavoro; oggi fa il social media editor per un piccolo birrificio di Richmond, Virginia.

Feature Photography – Servizi fotografici
All’intero staff di fotografi dell’agenzia Reuters per il loro lavoro nel mostrare le persecuzioni e la fuga delle persone rohingya in Myanmar. Due fotografi di Reuters sono in carcere da luglio in Birmania proprio per via del loro lavoro.

LETTERATURA, TEATRO E MUSICA

Fiction – Narrativa
A Andrew Sean Greer per il romanzo Less, che è uscito in Italia per La Nave di Teseo e parla di amore e invecchiamento.

Drama – Teatro
A Martyna Majok per Cost of Living, un’opera teatrale divertente e istruttiva sulle disabilità e gli stereotipi.

History – Storia
A Jack E. Davis per il saggio The Gulf, sulla storia del Golfo del Messico fino ai disastrosi danni all’ambiente provocati dall’incidente alla petroliera Deepwater Horizon del 2010.

Biography or Autobiography – Biografie e autobiografie
A Caroline Fraser per Prairie Fires, biografia di Laura Ingalls Wilder, scrittrice statunitense famosa per aver scritto la serie La casa nella prateria.

Poetry – Poesia
A Frank Bidart per Half-Light, una raccolta di cinquant’anni di poesie. Bidart ha 78 anni ed è uno dei più importanti poeti contemporanei statunitensi.

General Nonfiction – Non-fiction
A James Forman Jr. per Locking Up Our Own, un libro che racconta le incarcerazioni di massa contemporanee degli afroamericani negli Stati Uniti. Forman Jr. – che è al suo primo libro – è un professore universitario a Yale e il cofondatore di una scuola per ragazzi usciti dal circuito scolastico ufficiale a Washington. È il figlio di un famoso attivista per i diritti civili. Il libro non è uscito in Italia.

Music – Musica
Al rapper Kendrick Lamar per il disco DAMN. Lamar è nato nel 1987 a Compton, una città della contea di Los Angeles famosissima nella cultura hip hop, ed è considerato quasi all’unanimità il miglior artista contemporaneo nel suo genere. Di DAMN. il Post aveva scritto qui.

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