Quindi meglio non bere mai più alcol?

Qualche considerazione sul discusso studio sugli alcolici e il loro consumo pubblicata sul New York Times, per bevitori preoccupati e astemi incuriositi

La scorsa settimana ha fatto molto discutere la pubblicazione di una ricerca sui rischi per la salute che comporta il consumo di alcol, raccontata da molti siti e giornali con titoli piuttosto allarmistici sul fatto che non ci sia una quantità di “alcol” sicura per la salute. Le cose sono più complesse e articolate di così, come ha provato a spiegare il medico Aaron E. Carroll sul New York Times, cercando di fare un po’ di chiarezza ripartendo dai fatti e da cosa dice davvero la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet.

Lo studio non è il frutto di un lavoro sperimentale sul campo, ma è una analisi basata sulle osservazioni e i dati raccolti da diverse ricerche condotte negli ultimi anni sugli effetti dell’alcol sul nostro organismo. In questo senso, è probabilmente la più grande analisi mai condotta per arrivare a stimare il rischio di soffrire di 23 distinti problemi di salute, riconducibili al consumo di alcolici. Parliamo di “rischio”, quindi dell’esistenza di una sorgente di pericolo (l’alcol) e delle possibilità che questa possa trasformarsi in un danno (le 23 malattie). Semplificando, un rischio non implica necessariamente che si produca una conseguenza, ma la sua valutazione è importante per ridurre la possibilità di un danno.

Gli autori della ricerca hanno spiegato di aver messo insieme circa 700 elementi per fare una valutazione del consumo di alcol a livello mondiale. Hanno poi realizzato un modello matematico per prevedere a livello globale i danni comportati dagli alcolici. La loro conclusione è stata che i danni aumentano all’aumentare della quantità di alcol consumato in una giornata, e che nel complesso i minori danni si hanno quando il consumo è pari a zero. Su questo ultimo aspetto si sono concentrati numerosi giornali, con titoli sulla pericolosità di bere anche un solo drink.

Aaron scrive che nelle semplificazioni giornalistiche si è spesso perso per strada un elemento importante: potrebbero esserci stati altri fattori che hanno causato un danno rilevato nelle ricerche, non necessariamente l’alcol. Questo può essere vero per esempio nel caso in cui ci fossero fumatori tra i campioni analizzati, o persone con poche risorse economiche e che quindi non possono curarsi al meglio, senza contare altri fattori come le differenze genetiche e le condizioni generali di salute di ogni individuo. Avendo messo insieme una grande mole di studi, i ricercatori hanno potuto affinare i loro dati e arginare queste variabili, ma solo fino a un certo punto e senza poterle escludere completamente. Le variabili tenute sotto controllo sono state soprattutto età, sesso e posizione geografica dei partecipanti ai vari studi.

Un altro aspetto che non va sottovalutato della ricerca sono le differenze nella grandezza del rischio, spiega sempre Aaron:

Per ogni gruppo di 100mila persone che bevono un drink al giorno ogni anno, 918 possono aspettarsi di sviluppare uno dei 23 problemi di salute tipicamente causati dall’alcol ogni anno. Tra gli astemi, possono aspettarsi di avere un problema in 914. Questo significa che 99.082 persone non sono coinvolte dal problema, e che 914 di loro potranno avere problemi a prescindere. Solo 4 su 100mila persone che consumano un drink al giorno potrebbero avere problemi causati dal fatto che consumano alcol, ci dice lo studio. Con due drink al giorno, il numero di persone che possono avere problemi aumenta a 977. Anche con cinque drink al giorno, quantità ritenuta eccessiva da quasi tutti, la maggior parte delle persone rimane comunque non coinvolta dal problema.

Il rischio indicato dalla ricerca è molto più basso rispetto a molti altri rischi che incontriamo quotidianamente nella nostra vita, soprattutto se ci si mantiene entro il limite di un ragionevole e responsabile consumo di alcol. Lo studio fa anche riferimento agli incidenti stradali causati dall’uso di alcolici, ma considera solamente il caso degli Stati Uniti e con metodi statistici “spalma” poi il dato su tutto il mondo. Anche in questo caso indicare un rischio globale dà un’idea in generale, ma non offre informazioni molto puntuali.

Lo studio fornisce comunque preziose informazioni e conferme a quanto ormai appurato da tempo: un alto consumo di alcol crea seri danni alla salute. In media un uomo consuma quasi tre drink al giorno, mentre una donna due. Il dato è ben al di sopra della raccomandazione delle autorità sanitarie, ma anche in questo caso è probabilmente viziato da chi beve molto più di così e quindi fa alzare la media tra i bevitori moderati.

C’è poi il tema non indifferente di che cosa si intende per “un drink” e una “porzione di alcol”:

Naturalmente, alcuni bevono più del dovuto senza saperlo. Nel caso dello studio, un drink è stato definito come 10 grammi di alcol puro, una quantità che si può ritrovare in un bicchierino di superalcolico con una concentrazione d’alcol al 40 per cento. In media, in 100 ml di vino c’è il 13 per cento di alcol, mentre in una lattina di birra da 330 ml c’è circa il 3,5 per cento di alcol. Molte persone consumano però quantità maggiori e le considerano “un drink”.

Infine, la ricerca conferma che in alcuni casi un consumo moderato di alcol può portare a qualche beneficio, in termini di riduzione del rischio per alcune condizioni di salute. Questo naturalmente non implica che si debba consigliare di bere alcolici. Il fatto che qualcosa possa essere dannoso per la salute in grandi quantità non implica che ci si debba astenere completamente dal suo utilizzo, spiega Aaron:

Un grafico nella ricerca mostra come aumenta il rischio all’aumentare dei drink da 0 a 15 al giorno. Considerate che 15 dessert al giorno possano farvi male. Sono certo che potrei realizzare un grafico che mostra l’aumento del rischio per molte malattie all’aumentare del numero dei dessert da 0 a 15. Questo potrebbe portare alla conclusione che: “Non c’è una quantità sicura per la salute di dessert da consumare”. Ma questo non vuol dire che non dovreste mai e poi mai mangiare un dessert.

Il problema di fondo è che, per come vengono presentate e spesso raccontate dai giornali, ricerche di questo tipo vengono interpretate dalle singole persone, mancando il quadro più ampio e generale. Lo studio di Lancet non ci dice né che non si debba consumare alcol né tanto meno che debba essere consumato senza problemi, soprattutto a grandi dosi. Anche se non offre elementi definitivi – per i quali sarebbe necessario uno studio su larga scala per valutare dal vero gli effetti su chi consuma abitualmente e in dosi moderate alcolici – la nuova ricerca è comunque un valido punto di partenza per avere maggiore consapevolezza di quanto alcol assumiamo veramente, cercando di moderarne il suo utilizzo senza dover necessariamente rinunciare a un drink per il resto dei nostri giorni.

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