Un bambino con un cartellone elettorale della campagna dell'attuale presidente del Mali e candidato alle elezioni presidenziali Ibrahim Boubacar Keita, a Bamako, il 10 agosto 2018 (MICHELE CATTANI/AFP/Getty Images)
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  • domenica 12 Agosto 2018

Oggi si decide il prossimo presidente del Mali

Al secondo turno delle presidenziali di uno dei paesi più violenti dell'Africa il favorito è il presidente uscente Ibrahim Boubacar Keita

Un bambino con un cartellone elettorale della campagna dell'attuale presidente del Mali e candidato alle elezioni presidenziali Ibrahim Boubacar Keita, a Bamako, il 10 agosto 2018 (MICHELE CATTANI/AFP/Getty Images)

Oggi in Mali, considerato uno dei paesi più poveri e violenti dell’Africa, si vota per il secondo turno delle presidenziali, nelle seconde elezioni democratiche dopo il colpo di stato dell’esercito del 2012 e il conseguente intervento militare francese. Al primo turno, domenica 29 luglio, sono passati il presidente uscente Ibrahim Boubacar Keita con il 41,7 per cento dei voti e il leader dell’opposizione Soumaïla Cissé con il 17,8 per cento. I due candidati si erano già sfidati alle elezioni presidenziali del 2013, quando Keita aveva vinto al ballottaggio con una larga maggioranza. I seggi apriranno alle 8 (quando in Italia saranno le 10) e chiuderanno alle 18, ora locale.

Il risultato del primo turno non era scontato: ci si aspettava che Keita avrebbe preso meno voti dato che durante il suo mandato c’erano state violenze e conflitti etnici, aumentate nei tempi più recenti. Secondo il sito mAliLink, gestito da cittadini maliani espatriati, nella prima metà del 2018 ci sono stati 932 attentati, quasi il doppio di tutti quelli avvenuti nel 2017 e quasi il triplo di tutti quelli del 2015. Sia lo Stato Islamico (ISIS) che al Qaida sono attivi in Mali e nei paesi vicini, motivo per cui sia la Francia che gli Stati Uniti hanno migliaia di soldati nella regione.

Durante il primo turno ci sono stati attacchi armati e altri problemi di sicurezza in circa un quinto dei seggi. Secondo il governo solo il 42,7 per cento degli aventi diritto ha votato. Cissé ha incolpato il governo di Keita per le violenze, e ha accusato il governo di corruzione e di aver compiuto dei brogli. Non è stato il solo: in totale 18 dei 24 candidati al primo turno hanno contestato i risultati. La corte costituzionale li ha però confermati.

Keita ha 73 anni e quello che sta finendo è il suo primo mandato presidenziale. Cissé ha 68 anni ed è stato più volte ministro negli anni Novanta. Mamouni Soumano, capo dell’organizzazione del Malian Center for Dialogue and Democracy, ha detto a Bloomberg che anche se Keita è impopolare Cissé non è considerato migliore per via dei suoi anni al governo in passato. Dato che Cissé non è riuscito a ottenere il sostegno dei candidati arrivati terzo e quarto al primo turno, Aliou Diallo e Cheick Modibo Diarra, si prevede che Keita vincerà anche il secondo turno.