Netturbini puliscono il campo sul Canal de Saint-Martin a Quai de Valmy, Parigi, 4 giugno 2018 (LUCAS BARIOULET/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 4 Giugno 2018

A Parigi sono stati sgomberati due altri campi di migranti

Ospitavano circa mille persone, soprattutto da Sudan, Eritrea e Afghanistan

Netturbini puliscono il campo sul Canal de Saint-Martin a Quai de Valmy, Parigi, 4 giugno 2018 (LUCAS BARIOULET/AFP/Getty Images)

Lunedì alle 6:30 del mattino la polizia francese ha iniziato lo sgombero di due campi illegali di migranti a Parigi, a pochi giorni da quello del campo detto “Millénaire”: era il più grande della città, si trovava lungo il Canal Saint-Denis tra Porte de la Villette e Porte d’Aubervilliers, e ospitava quasi 1500 persone provenienti soprattutto da Sudan, Somalia ed Eritrea.

Uno dei due campi sgomberati luendì si trovava lungo il Canal Saint Martin e ospitava 550 persone, soprattutto afghani che non avevanoc ottenuto asilo in altri posti d’Europa; l’altro era a Porte de la Chapelle, nel nord-est di Parigi, e vi vivevano 450 migranti arrivati da Sudan ed Eritrea.

I migranti verranno trasportati sugli autobus in palestre adibite a centri di accoglienza, a Parigi e in periferia; qui resteranno finché non sarà esaminata la loro situazione amministrativa, ovvero le loro richieste d’asilo e di permesso di soggiorno.

Un uomo si prepara a lasciare il campo a Canal  de Saint-Martin, Parigi, 4 giugno 2018
(LUCAS BARIOULET/AFP/Getty Images)

La scorsa settimana la sindaca di Parigi Anne Hidalgo aveva chiesto al governo francese e in particolare al ministro degli Interni Gérard Collomb di costruire un centro d’accoglienza a Parigi per evitare i campi in strada. Dal 2015 ha ordinato 35 operazioni che hanno portato allo sgombero di 28 mila migranti, fornito alloggi per 2.500 persone e messo in piedi sei centri di emergenza. La gestione dei migranti di Parigi è al centro di uno scontro tra la socialista Hidalgo e il governo di En Marche!, il partito di centro del presidente Emmanuel Macron. In particolare i critici di Collomb sono convinti che voglia mantenere appositamente difficile la situazione dei migranti così da scoraggiarli a trasferirsi in Francia, e che allo stesso tempo non voglia occuparsi di loro per aumentare lo scontento dei parigini verso Hidalgo, così da metterla in difficoltà alle prossime elezioni a sindaco.

Intanto l’Ufficio francese dell’immigrazione ha detto che delle 1017 persone che vivevano nel campo “Millénaire”,  il 53 per cento era sudanese, il 14 per cento eritreo, il 7 per cento somalo, ma c’erano anche due francesi, due spagnoli, un belga e un portoghese. Il 10 per cento aveva già ricevuto lo stato di rifugiato, all’1 per cento era stata rifiutata la richiesta, e il 25 per cento non aveva ancora presentato alcuna richiesta di assistenza internazionale.  Gli altri migranti erano in attesa di una risposta o erano arrivati in Francia dopo essersi registrati in un altro paese europeo (secondo il Regolamento di Dublino la richiesta d’asilo va fatta nel primo paese dell’Unione Emiuropea in cui si mette piede).

L’Europa sta affrontando una crisi dei migranti dal 2015, in particolare da dopo la guerra in Libia e in Siria: più di un milione di persone è arrivato dall’Africa e dal Medio Oriente, oltre che dall’Afghanistan, via mare o attraverso la cosiddetta rotta balcanica. In Francia molte si sono fermate nel porto di Calais, dove a fine 2016 le autorità sgomberarono un enorme campo in cui vivevano quasi 6000 migranti; altri sono rimasti a Parigi, o lungo il confine tra Francia e Italia.

Lo sgombero del campo sul Canal Saint-Martin a Quai de Valmy, Parigi, 4 giugno 2018
(LUCAS BARIOULET/AFP/Getty Images)