C’è un nuovo graphic novel di cui si è parlato benissimo

Si intitola "La mia cosa preferita sono i mostri", è lungo più di 400 pagine ed è il primo libro della sua autrice, che ha esordito a 55 anni

Un dettaglio della copertina di "La mia cosa preferita sono i mostri" di Emil Ferris, BAO Publishing (2018)

Il 12 aprile esce in Italia La mia cosa preferita sono i mostri, un graphic novel che l’anno scorso negli Stati Uniti ha ricevuto recensioni estremamente positive e ha ottenuto dei soffietti – sono quei complimenti fatti da critici o altri scrittori che si leggono su molte copertine, detti anche blurb – da fumettisti molto autorevoli. Alison Bechdel, quella del test di Bechdel e Fun Home, lo ha definito «un capolavoro spettacolare, che ti fa spalancare gli occhi». Art Spiegelman, quello di Maus, ha detto che la sua autrice, Emil Ferris, è «uno dei più importanti artisti del fumetto del nostro tempo». Chris Ware, di cui avrete probabilmente visto almeno una copertina per il New Yorker, lo ha trovato «assolutamente incredibile».

Il fascino di questo libro è poi accresciuto anche da quello che di “incredibile” c’è nella sua storia. È il primo fumetto scritto e disegnato da Ferris, che ha 56 anni e fino a quindici anni fa faceva l’illustratrice e la designer di giocattoli freelance. Forse La mia cosa preferita sono i mostri non sarebbe mai stato realizzato se all’età di 40 anni Ferris non fosse stata morsa da una zanzara che la infettò con il virus del Nilo occidentale, che la paralizzò temporaneamente dalla vita in giù. Il virus le fece perdere anche l’uso della mano destra: per questo, Ferris dovette re-imparare a disegnare e approfittò della convalescenza anche per studiare scrittura creativa. Da questo percorso è nato La mia cosa preferita sono i mostri, che è lungo più di quattrocento pagine e quindi ha avuto una lunga gestazione. Inoltre la sua pubblicazione è avvenuta con mesi di ritardo perché le sue prime 10mila copie, stampate in Corea del Sud e dirette negli Stati Uniti, sono rimaste bloccate alla dogana di Panama per via del fallimento dell’azienda di spedizioni che se ne doveva occupare.

Anche la storia raccontata in La mia cosa preferita sono i mostri (o meglio, del suo volume uno, visto che ci sarà anche un seguito) è molto particolare: è ambientata in un quartiere popolare della Chicago del 1968 e ha per protagonista una ragazzina di dieci anni, Karen, che ama disegnare e si rappresenta come una lupa mannara, perché appunto la sua cosa preferita sono i mostri. Tutto il graphic novel è un quaderno di disegni e diario di Karen, al cui centro ci sono le indagini della ragazzina sulla morte di Anka Silverberg, una vicina di casa, sopravvissuta all’Olocausto, che secondo la polizia si sarebbe suicidata nonostante alcuni indizi suggeriscano sia stata assassinata.

Nove pagine di La mia cosa preferita sono i mostri, per farsi un’idea di come è fatto:

In Italia La mia cosa preferita sono i mostri è pubblicato da BAO Publishing, i cui redattori si sono dovuti impegnare parecchio per riprodurre la calligrafia e l’impaginazione di questo lunghissimo graphic novel.

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