Una colonna di fumo a Douma, in Siria. Douma è una delle ultime aree controllate dai ribelli siriani e da diversi mesi è sotto pesanti attacchi delle forze alleate al regime di Assad (STRINGER/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 9 Aprile 2018

Una base aerea siriana è stata bombardata

Lo ha detto la tv di stato, potrebbe essere una ritorsione dopo l'attacco del regime con le armi chimiche: Russia e Siria hanno attribuito l'attacco a Israele

Una colonna di fumo a Douma, in Siria. Douma è una delle ultime aree controllate dai ribelli siriani e da diversi mesi è sotto pesanti attacchi delle forze alleate al regime di Assad (STRINGER/AFP/Getty Images)

La televisione di stato siriana ha detto che nelle prime ore di lunedì una base aerea dell’esercito siriano nella provincia di Homs è stata bombardata. Secondo le informazioni diffuse dai media siriani, l’attacco ha provocato diversi morti e feriti. Per ora non ci sono altre conferme sull’attacco e non si sa chi sia stato a farlo. La tv statale siriana e il ministero della difesa russo hanno attribuito l’attacco a Israele. Le autorità israeliane, come loro abitudine, non hanno confermato né smentito il proprio coinvolgimento, ma l’ipotesi è ritenuta credibile da diversi analisti.

In un primo momento la tv statale siriana aveva sostenuto che “molto probabilmente” fossero stati gli Stati Uniti ad attaccare la base, ma l’esercito statunitense aveva negato e l’ipotesi non era ritenuta molto credibile.

La base attaccata si trova vicino alla città di Homs, circa 100 chilometri a nord di Damasco, ed è conosciuta come base T4. Secondo l’agenzia di stampa statale Sana, la base è stata attaccata con diversi missili nelle prime ore di lunedì mattina e l’esercito siriano ha risposto all’attacco riuscendo a intercettare 8 missili.

L’ipotesi circolata inizialmente era che il bombardamento potesse essere una ritorsione contro l’attacco del regime con le armi chimiche a Douma, dove tra sabato e domenica sono morte almeno 70 persone. Per l’attacco a Douma, un’area ancora controllata dai ribelli siriani, sono state accusate le forze che sostengono il regime del presidente Bashar al Assad e già nell’aprile del 2017 era successo che gli Stati Uniti attaccassero una base militare siriana come punizione per un attacco con armi chimiche. Dopo l’attacco di sabato, il presidente statunitense Donald Trump aveva definito Assad un “animale” e parlato di un “grande prezzo da pagare” per l’attacco.

Forse per questo motivo la tv di stato siriana aveva definito “molto probabile” che l’attacco di questa notte fosse stato condotto dagli Stati Uniti, che però hanno da subito negato il loro coinvolgimento con un comunicato del Pentagono. Va detto inoltre che nelle ultime settimane Trump ha spesso fatto circolare l’ipotesi di ritirare le forze americane dalla Siria, e che un anno fa, in occasione di uno sporadico bombardamento americano ai danni delle forze di Assad, l’amministrazione Trump aveva prontamente rivendicato l’attacco. Anche la Francia, su cui erano circolate alcune voci nella mattinata, ha negato di aver condotto il bombardamento.

L’ipotesi più credibile, al di là delle indicazioni di Siria e Russia, è che dietro l’attacco di questa notte ci sia Israele. La base T4, infatti, è quella che lo scorso febbraio era stata usata per il decollo del drone iraniano che era poi stato abbattuto da Israele, in un momento di grande tensione che aveva fatto pensare all’inizio di una nuova guerra. In quella circostanza, Israele aveva già colpito alcuni obiettivi nella base in un attacco con aerei F-16. Negli ultimi anni Israele ha bombardato più volte basi siriane – soprattutto quelle legate all’Iran o a Hezbollah – con attacchi notturni e di portata tutto sommato ridotta, proprio come quello di stanotte.