• Mondo
  • sabato 3 marzo 2018

I passaporti più potenti del mondo, nel 2018

Cioè quelli che permettono di visitare il maggior numero di paesi senza visti particolari: in testa alla classifica non c'è più la Germania

Passport Index 2018 - Arton Capital

Anche quest’anno la Arton Capital, una società di consulenza canadese attiva dal 2006, ha elaborato il “Passport Index”, ovvero l’indice che classifica la “desiderabilità” dei passaporti di 199 nazioni del mondo. La “desiderabilità è calcolata sulla base del numero di paesi che il possessore di quel passaporto può visitare senza richiedere un visto prima di partire.

Rispetto allo scorso anno, la Germania non è più al primo posto, superata da due paesi asiatici, Singapore e Corea del Sud, con il cui passaporto si possono visitare senza richiedere prima il visto 162 paesi. Al secondo posto ci sono Giappone e Germania (161 paesi), mentre l’Italia è terza insieme a diversi stati dell’Europa settentrionale e meridionale (160 paesi). Sul sito di Arton Capital si possono fare anche i confronti tra paesi, dai quali vengono fuori diverse curiosità: per esempio la differenza tra Italia e Germania riguarda la Mongolia, per la quale il passaporto italiano richiede un visto prima di partire.

I passaporti con il “Passport Index” più alto
Per ogni immagine c’è il numero di paesi che si possono visitare con quel passaporto.

I passaporti con il “Passport Index” più basso
In coda alla classifica elaborata da Arton Capital ci sono diversi paesi che hanno problemi di terrorismo: con il passaporto afghano, per esempio, si possono visitare senza richiedere prima il visto solo 26 paesi, con quello iracheno 29 e con quello pakistano 30. I possessori del passaporto nordcoreano possono visitare lo stesso numero di paesi di chi ha il passaporto palestinese, o etiope, mentre il paese europeo con il passaporto meno desiderabile è il Kosovo. Il Kosovo ottenne l’indipendenza dalla Serbia il 17 febbraio 2008 (ha appena compiuto 10 anni), ma diversi paesi – tra cui Russia, Cina e cinque membri dell’Unione Europea – non l’hanno mai riconosciuto.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.