(TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)
  • Cultura
  • domenica 25 Febbraio 2018

“Touch me not” ha vinto l’orso d’oro al Festival di Berlino

È della regista rumena Adina Pintilie, e parla delle difficoltà di tre persone con il contatto fisico; Wes Anderson ha vinto per la miglior regia

(TOBIAS SCHWARZ/AFP/Getty Images)

Il film rumeno Touch me not ha vinto l’Orso d’oro alla 68esima edizione del Festival del cinema di Berlino, anche noto come Berlinale. Il premio – quello più importante, per il miglior film – è stato assegnato nella cerimonia di premiazione di sabato sera. Il gran premio della giuria è andato al film polacco Mug; Ana Brun, del film paraguaiano The Heiresses, e Anthony Bajon, del film francese The Prayer, hanno vinto i premi per la miglior attrice e il miglior attore. Il premio per la miglior regia è andato a Wes Anderson per L’isola dei cani, il film che aveva aperto il Festival ed era visto da molti come possibile vincitore dell’Orso d’oro.

Touch me not – il cui titolo rumeno è Nu mă atinge-mă – è un film della regista Adina Pintilie, che ha 38 anni e ha vinto anche il premio per la miglior opera prima. Il film parla di tre personaggi, una donna e due uomini, che per vari motivi hanno sempre avuto problemi con ogni tipo contatto fisico. Il film parla anche di sesso e disabilità e dopo aver ritirato il premio Pintillie ha detto: «Vorrei che questo film ci aprisse tutti al dialogo al di là di ogni frontiera». Il film è stato sviluppato grazie al TorinoFilmLab.

Mug – il cui titolo polacco è Twarz – parla di un uomo che dopo essere stato sfigurato in un incidente deve sottoporsi a un trapianto di faccia: ha vinto il Gran premio della giuria e la regista è Małgorzata Szumowska, che ha 45 anni.

Wes Anderson non era alla cerimonia di premiazione della Berlinale; il suo premio per la migliore regia vinto per il film d’animazione in stop-motion L’isola dei cani è stato ritirato da Bill Murray, uno dei doppiatori del film. Murray ha detto: «Sono arrivato con i cani e riparto con un orso».

The Heiresses, il cui titolo originale è Las herederas, è il film del regista paraguaiano Marcelo Martinetti: oltre al premio come miglior attrice a Brun, ha vinto anche il premio Alfred Bauer, per il film in grado di “aprire nuovi orizzonti”. Parla di due donne lesbiche, Chela e Chiquita, che vivono insieme da trent’anni, e di cosa succede quando una delle due viene arrestata per frode fiscale.

The Prayer – il cui titolo francese è La prière – parla, per farla breve, di come la religione possa essere un modo per allontanarsi dalla dipendenza da droghe. Anthony Bajon, premiato come miglior attore maschile, ha 23 anni.

Nei giorni precedenti i critici cinematografici avevano parlato molto bene di alcuni film tedeschi in concorso, scrivendo che avrebbero potuto vincere qualche premio. In particolare, si era parlato di In the aisles (In den Gängen)la storia d’amore tra due impiegati di un magazzino della Germania dell’est. Era piaciuto a molti anche il film norvegese U – July 22, sulla strage di Utoya. Non ha vinto niente nemmeno l’unico film italiano in concorso: Figlia mia, di Laura Bispuri, con Valeria Golino e Alba Rohrwacher.

I film e i cortometraggi proiettati durante il festival sono stati circa 400 e quest’anno in concorso c’erano 19 film e 22 cortometraggi; i premi sono assegnati da cinque giurie diverse. Quella che ha assegnato l’Orso d’oro e gli altri premi più importanti era presieduta dal regista tedesco Tom Tykwer, affiancato dall’attrice belga Cécile de France, dal giornalista spagnolo Chema Prado, dalla produttrice statunitense Adele Romanski, dal compositore giapponese Ryūichi Sakamoto e dalla giornalista statunitense Stephanie Zacharek.

L’anno scorso l’Orso d’oro andò ah On body and soul della regista ungherese Ildikó Eneydi: un film drammatico – da alcuni definito invece tragicomico – i cui protagonisti sono un uomo e una donna che lavorano in un mattatoio e scoprono di fare entrambi un simile sogno ricorrente, in cui ci sono dei cervi in un bosco, durante una nevicata. Due anni fa vinse invece Fuocoammareil documentario su Lampedusa di Francesco Rosi.

I più importanti premi del Festival di Berlino

  • Orso d’oro per il miglior film: Touch Me Not di Adina Pintilie
  • Orso d’argento, gran premio della giuria: Mug di Malgorzata Szumowska
  • Orso d’argento per la miglior regia: Wes Anderson, L’isola dei cani
  • Orso d’argento per la miglior attrice: Ana Brun, The Heiresses
  • Orso d’argento per il miglior attore: Anthony Bajon,The Prayer
  • Orso d’argento per la miglior sceneggiatura: Museo
  • Orso d’argento per il contributo artistico: Elena Okopnaya per Dovlatov
  • Premio Alfred Bauer: The Heiresses di Marcelo Martinessi
  • Orso d’oro alla carriera: Willem Dafoe