Telecamere davanti alla sede della FIGC a Roma (Vincenzo Livieri/LaPresse)
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  • giovedì 23 novembre 2017

Cosa sta succedendo in FIGC

Ieri il presidente del CONI ha detto che la federazione che gestisce il calcio in Italia ha bisogno di un lungo commissariamento, ma non tutti sono d'accordo

Telecamere davanti alla sede della FIGC a Roma (Vincenzo Livieri/LaPresse)

Dal 13 novembre, giorno in cui la Nazionale italiana di calcio ha perso la possibilità di qualificarsi ai Mondiali del 2018, tutti gli organi che governano il calcio italiano stanno affrontando le conseguenze del risultato più deludente raggiunto dalla Nazionale negli ultimi sessant’anni. Da quel giorno si sta parlando di rifondazioni e profonde riforme, ma per ora siamo ancora lontani da tutto questo. CONI, FIGC e Lega Serie A, i principali organi interessati, hanno infatti opinioni differenti in merito alle modalità con cui far ripartire il calcio italiano. In questi giorni, tuttavia, prenderanno decisioni che andranno poi a definirle: dovranno eleggere i loro nuovi presidenti, e le elezioni sono un pezzo molto importante del futuro del movimento calcistico italiano.

La situazione generale, intanto
In seguito all’esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio, lo scorso 15 novembre il commissario tecnico della Nazionale Giampiero Ventura è stato esonerato dalla FIGC. Ora la carica di commissario tecnico è vacante e lo sarà probabilmente per qualche settimana, dato che la FIGC è alle prese con decisioni più urgenti (e le prossime partite della Nazionale sono due amichevoli in programma a marzo). Il 20 novembre infatti, cinque giorni dopo l’esonero di Ventura, il presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha rassegnato le sue dimissioni nel corso del consiglio federale di Roma.

Con le dimissioni di Tavecchio, FIGC, Lega Serie A e Serie B — i tre principali organi che controllano il calcio italiano — sono amministrati rispettivamente da un presidente dimissionario e da due commissari, nominati un anno fa dalla federazione perché i club di A e B non hanno trovato un accordo per eleggere un proprio presidente (oggi il commissario della Serie B è stato eletto presidente). È sostanzialmente una situazione di stallo, dato che i commissariamenti sono temporanei e le elezioni della FIGC dovranno tenersi entro novanta giorni dalle dimissioni di Tavecchio.

L’attuale situazione potrebbe cambiare solo in due modi: con il commissariamento della FIGC da parte del CONI o con le elezioni dei presidenti in FIGC, Serie A e B. In questi giorni si sta discutendo soprattutto di questo, e gli organi interessati non sono tutti d’accordo.

La posizione del CONI
Mercoledì il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Giovanni Malagò ha detto chiaramente che il calcio italiano andrebbe rifondato, inizialmente tramite un lungo commissariamento (dai sei mesi a un anno di durata) durante i quali la gestione sarebbe affidata a una persona con poteri ampi e svincolata dal controllo “dal basso” degli altri organi federali. Tuttavia, se ora il CONI dovesse imporre un commissario alla FIGC, quest’ultima avrebbe la facoltà di opporsi tramite ricorso, con buone probabilità che venga accolto, come sostenuto dallo stesso Malagò, e il Comitato Olimpico non vuole esporsi ad un eventuale ricorso della FIGC.

C’è uno spiraglio, però: se entro l’11 dicembre la Lega Serie A non dovesse riuscire a eleggere tutte le nove cariche previste dal suo statuto, il commissariamento del CONI verrebbe legittimato dal vuoto di potere e nessun ricorso verrebbe accolto. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport di oggi, Malagò starebbe contattando diversi club di Serie A per spiegare le sue intenzioni con l’obiettivo di procedere verso il commissariamento.

La posizione della FIGC (e della Serie A)
Tavecchio si è dimesso ma si è preso l’incarico di portare la federazione alle nuove elezioni. La FIGC inoltre sta commissariando la Lega Serie A, dalle cui elezioni dipenderà gran parte del futuro della stessa FIGC. Il commissariamento della Serie A però termina l’11 dicembre (il CONI sta cercando di capire se si possa anticipare al 30 novembre) e il 27 novembre sono in programma nuove elezioni. Per il nuovo presidente della Lega si fanno i nomi di Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, Raffaele Squitieri, ex presidente della Corte dei Conti, e Michele Uva, ex sub-commissario della Lega Serie A nominato dalla FIGC, incarico che ha lasciato lo scorso settembre per diventare vice presidente della UEFA. Quest’ultimo sembra il più gradito alle squadre di Serie A, ma non è detto che sia disposto a lasciare i suoi incarichi attuali. In ogni caso, non sembra che i venti club di Serie A possano raggiungere un accordo in tempo per le elezioni del 27 novembre.

E la Lega Serie B?
La Serie B ha eletto oggi come suo nuovo presidente l’avvocato Mauro Balata, che dallo scorso settembre era il commissario nominato dalla FIGC proprio per la Serie B. Balata è stato preferito all’altro candidato, l’ex arbitro e presidente del Bari Gianluca Paparesta, che ha ritirato la propria candidatura. Inoltre, la candidatura di Balata è sembrata gradita a gran parte dei club di Serie B.

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