I governatori di Lombardia e Veneto, Roberto Maroni e Luca Zaia, salutano dal palco i militanti al raduno leghista di Pontida, 18 settembre 2016. ANSA / GIANPAOLO MAGNI
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  • sabato 21 ottobre 2017

Quanto costano i referendum in Lombardia e Veneto

Si parla di diversi milioni di euro: la Lombardia spenderà più di tre volte i soldi del Veneto, a causa dell'acquisto di 24mila tablet

I governatori di Lombardia e Veneto, Roberto Maroni e Luca Zaia, salutano dal palco i militanti al raduno leghista di Pontida, 18 settembre 2016. ANSA / GIANPAOLO MAGNI

Il 22 ottobre in Lombardia e Veneto si terrà un referendum consultivo sull’autonomia delle due regioni. Il referendum è stato promosso dalla maggioranza di centrodestra che governa sia in Veneto che in Lombardia, e in particolare dalla Lega Nord, di cui fanno parte i presidenti delle due regioni. La Lega ha difeso il referendum spiegando che in caso di vittoria dei Sì avrà sufficiente credibilità politica per chiedere allo stato una più ampia autonomia delle due regioni. I critici del referendum hanno fatto notare che una simile richiesta poteva essere avanzata senza alcun voto – come previsto dall’articolo 116 della Costituzione e come infatti ha scelto di fare la regione Emilia-Romagna – e hanno accusato la Lega di spendere fondi pubblici per un’iniziativa politica. Ma quanto costano esattamente i due referendum?

La Lombardia spenderà molto più del Veneto, quasi 50 milioni di euro contro 14. I costi sono superiori a causa dell’acquisto di 24mila tablet che verranno usati per le procedure di voto e che dopo il referendum verranno donati alle scuole. Solo per l’acquisto dei tablet e dei software relativi, la Lombardia ha speso 23 milioni. Altri 24 serviranno per pagare gli scrutatori e garantire il resto delle operazioni, mentre altri 1,6 milioni di euro sono stati spesi per la campagna elettorale. Per avere un termine di paragone: 50 milioni di euro è più o meno quello che spenderà la Regione fra 2017 e 2019 per finanziare le tariffe agevolate del trasporto pubblico. Il presidente lombardo Roberto Maroni ha definito le polemiche sui costi del referendum «infondate», e ha aggiunto che considera l’acquisto dei tablet «un investimento»: «non sono schede che il giorno dopo vengono bruciate e buttate al macero. Sono strumenti che rimarranno in dotazione alle scuole».

In Veneto invece si voterà come al solito, con carta e penna.

Uno dei tablet che verranno usati per votare in Lombardia (Ansa/Daniel Dal Zennaro)

(Il fac simile della scheda che verrà usata in Veneto)

In Lombardia non sarà necessario raggiungere il quorum per considerare valido il referendum. In Veneto la legge regionale prevede invece che per considerare valido il risultato debba esprimersi almeno il 50 per cento più uno dei votanti. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23.

Guida completa ai referendum sull’autonomia

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