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  • lunedì 28 agosto 2017

In Yemen è arrivato il colera

La guerra ha distrutto il sistema idrico e fognario del paese e ha provocato una delle peggiori epidemie degli ultimi 50 anni

(AP Photo/Hani Mohammed)

Negli ultime tre mesi in Yemen sono morte quasi 2.000 persone per il colera, e un altro mezzo milione ne è stato contagiato, in quella che presto potrebbe diventare la peggiore epidemia degli ultimi cinquant’anni. Il colera è una malattia che causa forte febbre e diarrea; si diffonde tramite l’acqua contaminata dalle feci umane. Con le giuste medicine è facile da curare, ma senza un adeguato trattamento può uccidere in poco tempo per disidratazione.

In Yemen da due anni è in corso una guerra tra le milizie Houthi, appoggiate dall’Iran, e le forze del presidente Abdel Rabbo Monsour Hadi, appoggiate da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita. La guerra ha peggiorato le già pessime condizioni sanitarie dello Yemen, e ha trasformato il paese in un ambiente ideale per la diffusione della malattia. Lo scorso maggio, durante la stagione delle piogge, il sistema fognario yemenita è stato distrutto. Bombardamenti e mancanza di manutenzione lo avevano indebolito a tal punto che non è stato in grado di reggere all’improvviso afflusso di acqua e nessuno, al momento, è in grado di ripararlo.

Lo Yemen oggi è diviso in due, con i sauditi e i loro alleati che controllano il sud e l’est del paese e gli Houthi saldamente attestati nella capitale San’a’ e sulle montagna nel nord (ci sono poi dei territori sotto il controllo di al Qaida). Nessuno dei due governi è in buona salute e da mesi i dipendenti pubblici dello Yemen non ricevono lo stipendio. Nel paese non ci sono più tecnici che possano fare manutenzione del sistema fognario, né tanto meno i soldi necessari a investire per ampliarlo.

Senza un sistema fognario efficace, feci e altre acque di scarico hanno finito con il contaminare i pozzi. Tra maggio e luglio il numero di casi di colera è passato da poche centinaia a circa mezzo milione. Di fronte a questa emergenza, gli ospedali non hanno né le medicine né il personale per affrontare la crisi. Come se non bastasse, la diffusione e la letalità del colera sono acuite dalla malnutrizione. Senza cibo e con poca acqua da bere, il colera diventa molto più pericoloso e letale. Secondo le Nazioni Unite, in Yemen ci sono dieci milioni di abitanti, e più di un terzo del totale ha immediato bisogno di assistenza umanitaria. Molti yemeniti rischiano di morire di fame.

Anche se arrivassero aiuti umanitari in grandi quantità, c’è poco che ONG e agenzie internazionali possano fare per risolvere i problemi alla radice. Lo Yemen avrebbe bisogno di nuove infrastrutture fognarie, di nuovi ospedali e di nuovi medici, ma c’è poco che si può fare fino a che l’attuale conflitto non sarà risolto. E ad oggi non sembra che la fine del conflitto sia vicina: l’Arabia Saudita e i suoi alleati controllano gran parte del paese, ma sembrano incapaci di avanzare ulteriormente contro i ribelli Houthi; i ribelli, da parte loro, per il momento si accontentano di difendere la capitale e alcune delle zone più popolose del paese.

Sette anni fa, nel 2010, dopo il terremoto di Haiti, un’epidemia di colera arrivò a contagiare più di 700 mila persone. Se in Yemen non saranno attuati dei drastici interventi umanitari e di ricostruzione, sostengono gli esperti, l’epidemia in corso potrebbe cancellare quel record.

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