Massimiliano Allegri e Alex Sandro durante Genoa-Juventus (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 28 Agosto 2017

Cosa manca a chi si giocherà lo Scudetto

Quest'anno Juventus, Napoli, Inter, Roma e Milan giocano quasi alla pari, ma hanno tutte molto da migliorare

Massimiliano Allegri e Alex Sandro durante Genoa-Juventus (MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Per il secondo anno di fila la Juventus si è trovata in grossa difficoltà ad affrontare il Genoa allenato da Ivan Juric nelle prime settimane di campionato. E il Genoa di quest’anno non è migliore di quello dell’anno passato anzi, è una squadra che si è indebolita e che dopo la solita decina di nuovi acquisti estivi avrà ancora bisogno di tempo per trovare un equilibrio. Tuttavia la Juventus si è trovata sotto di due gol dopo appena dieci minuti dal calcio d’inizio e ha subìto eccessivamente il gioco del Genoa per lunghi tratti della partita. Poi è riuscita a recuperare grazie soprattutto alle sue qualità individuali — che in Italia ancora non hanno uguali — un po’ come fece l’anno scorso nei primi mesi di campionato.

L’impressione è che Massimiliano Allegri debba ancora trovare il modo di incastrare fra di loro i giocatori della sua squadra, che quest’estate sono cambiati. Il nuovo acquisto Douglas Costa è rimasto in panchina per tutta la partita e deve ancora giocarne una da titolare; Mandzukic continua a giocare come esterno d’attacco ma ora la sua utilità in quella posizione è messa in dubbio dall’abbondanza di giocatori che la Juventus ha in quel reparto; infine la posizione di Bernardeschi sembra ancora più in dubbio delle altre, per via della sua duttilità nel reparto offensivo che per ora non lo rende migliore dei titolari. C’è poi il discorso della difesa: arriverà un altro difensore o la partenza di Leonardo Bonucci verrà “assorbita” dai difensori già in rosa?

Il Napoli viene dato come squadra più quotata per lo Scudetto dopo la Juventus, e ci sono tutte le ragioni per considerarla tale. Pochi giorni fa, alla lunga lista di estimatori della squadra si è aggiunto anche Pep Guardiola, che ha detto di considerare il Napoli di Sarri fra le tre squadre con il miglior gioco d’Europa. Ma quest’anno il Napoli dovrà fare ancora dei miglioramenti se vuole riuscire a vincere qualcosa: la squadra continua a giocare magnificamente ma la stagione è lunga e arriveranno infortuni e partite più complicate delle altre. Nei prossimi quattro giorni la società potrebbe comprare un terzino di riserva o un esterno alto; rispetto all’anno scorso la rosa è più ampia e ha più qualità, ma non di molto. Questo da un lato potrebbe penalizzare la squadra, che per esempio ha meno alternative di quante ne abbia la sua più diretta concorrente, la Juventus, dall’altro potrebbe tirare fuori tutto il meglio dai suoi giocatori, a cui è stata data moltissima fiducia. Potrebbe esserci un problema, però, e non da poco: al termine della vittoria contro l’Atalanta di domenica sera, il portiere Pepe Reina ha salutato il pubblico del San Paolo come se quella fosse stata la sua ultima partita. Si dice ci sia una ricca offerta per lui da parte del Paris Saint-Germain e che lascerà Napoli a breve: se così fosse, la squadra perderebbe uno dei suoi leader più carismatici, nonché il giocatore più esperto che ha in rosa, e non sarà facile rimpiazzarlo in così poco tempo.

Dopo Juventus e Napoli, stando alle rose e a quello che hanno fatto vedere nelle prime partite della stagione, vengono Inter e Roma. Nonostante i mancati acquisti di un certo peso, c’è comunque molto entusiasmo attorno all’Inter di Spalletti, che ha disputato un ottimo precampionato ed è forte di una rosa competitiva, che per giunta non avrà l’impegno delle coppe europee. La prima vittoria contro la Fiorentina è stata soddisfacente, la seconda ancora di più: sabato sera, in trasferta contro la Roma, l’Inter ha subìto gli avversari per un’ora buona di gioco e ha avuto parecchia fortuna sui tre pali colpiti dalla Roma. Ha commesso diversi errori, dovuti probabilmente all’inesperienza collettiva della squadra, ed è stata in svantaggio di un gol per cinquanta minuti. Ma è rimasta sempre sul pezzo, non ha mai perso la lucidità e quando è arrivato il momento di reagire ha segnato tre gol in appena venti minuti con azioni rapide e sfruttando tutta la qualità dei suoi migliori giocatori, da Joao Mario a Mauro Icardi.

La Roma sembrava avere la partita in pugno — e avrebbe potuto portarsi in vantaggio anche di due gol — ma si è sfaldata negli ultimi trenta minuti di gioco, in cui ha evidenziato soprattutto i problemi in difesa, il reparto che sembra avere più bisogno di rinforzi. Rispetto alla partita contro l’Atalanta, vinta 1-0 ma a fatica e dopo aver subìto il gioco avversario per buona parte dell’incontro, contro l’Inter è sembrata per un’ora una squadra brillante e ha fatto esattamente quello che doveva fare: fosse entrata più volte nell’area di rigore avversaria a quest’ora parleremmo molto probabilmente di una vittoria. Il club ha quindi quattro giorni per sistemare la difesa e per comprare un esterno che riempia lo spazio lasciato da Salah e occupato un po’ come può da Defrel, che in realtà dovrebbe essere la riserva di Dzeko.

Per ultimo il Milan, che fra le cinque squadre di cui si è più parlato sembra quella con meno possibilità di arrivare bene fino in fondo: perché è una squadra quasi tutta nuova e per questo avrà bisogno di più tempo delle altre per divenatare davvero forte; si è visto proprio nella vittoria di domenica contro il Cagliari, dove pur riuscendo a ottenere i 3 punti ha giocato probabilmente peggio degli avversari. Avrà tempo per migliorare ma proprio per questo potrebbe perdere dei punti per strada.