Slavko Kalezic, dal Montenegro, alla semifinale dell'Eurovision - Kiev, Ucraina, 9 maggio 2017 (AP Photo/Efrem Lukatsky)
  • Cultura
  • mercoledì 10 Maggio 2017

Cosa vi siete persi se non avete guardato l’Eurofestival

Le cose più belle e anche quelle più kitsch della prima semifinale, alcune così kitsch da fare il giro e diventare belle

Slavko Kalezic, dal Montenegro, alla semifinale dell'Eurovision - Kiev, Ucraina, 9 maggio 2017 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

L’Eurofestival – o Eurovision Song Contest – è molte cose: il più grande e seguito concorso canoro al mondo; una complicatissima gara a eliminazione tra 42 canzoni di altrettanti paesi; un evento televisivo che mischia musica che altrimenti non sentiremmo mai e un misto di spettacolo spesso trash/folk/kitsch. L’Italia è in gara con “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, che è già automaticamente ammesso alla finale di sabato 13 maggio; ieri sera c’è invece stata la prima delle due semifinali; la seconda sarà l’11 maggio, sempre in diretta su Rai 4 e Radio 2. Ma, fidatevi, è una cosa da vedere più che da ascoltare.

Alla semifinale di ieri hanno partecipato 18 canzoni e dopo un punteggio misto ottenuto da televoto e giurie di esperti, 10 si sono qualificate in finale. L’evento si è tenuto a Kiev, in Ucraina (il paese che ha vinto l’Eurofestival l’anno scorso).

La serata è iniziata con uno dei tre conduttori – l’ucraino Volodymyr Ostapchuk – che ha messo subito l’asticella altissima e ha detto, in inglese: «Buongiorno Ucraina, Europa, pianeta Terra». In effetti all’Eurovision ci sono molti paesi europei, ma anche l’Australia, dopo che per anni il programma era molto seguito da quelle parti.

Per cominciare ed entrare nel clima giusto, la musichetta dell’eurovisione:

Dall’Italia la serata è stata raccontata da Diego Passoni e Andrea Delogu, ma c’era anche una conduzione in inglese dal palco. Due dei conduttori hanno fatto quella cosa di dire insieme intere frasi.

Alla fine del video si vedono i divani circolari, uno per ogni paese in gara (ricordano un po’ i palchi del Senato galattico di Star Wars). Questo è il nostro. Non c’è Chewbecca ma c’è la scimmia nuda.

La seconda a esibirsi è stata la georgiana Tako Gachechiladze, con “Keep the faith”, una canzone un po’ alla Celine Dion. Ma solo un po’. Una delle canzoni che sono passate in finale, tra l’altro.

Qualcuno ha fatto notare che:

La canzone del Belgio è invece una di quelle di cui negli ultimi giorni si era parlato meglio. Si intitola “City Lights” (quasi tutte le canzoni sono in inglese, con poche eccezioni) ed è passata in finale, nonostante un’esibizione con diverse imperfezioni. La cantante ha 17 anni, il suo vero nome è Ellie Delvaux ed è stata scoperta da Pierre Dumoulin, un cantante e produttore belga che ha detto di aver sentito in giro la sua voce e aver iniziato a scrivere canzoni per lei prima ancora che si incontrassero. 

Il punto più alto (o basso, fate voi) della serata è stata però senza dubbio l’esibizione di “Space” di Slavko Kalezić, per il Montenegro. Qualcuno l’ha paragonato a Majin Bu di Dragon Ball, qualcun altro a un Dothraki di Game of Thrones.

Sul sito dell’Eurofestival, Kalezić è descritto così: «Artista. Teatro. Musica. Film. Serie TV. Programmi TV. X Factor. One man show. Vegetariano. Cosmopolita». Purtroppo non sarà in finale.

Non era in gara ma durante la serata si è esibito anche Gabbani. Con scimmia nuda che balla, ovviamente.

Un pezzetto dell’esibizione della Lettonia (il riferimento più in voga in questo caso erano le Winx).

Di quella armena, passata in finale:

E di quella della Polonia. Ascoltatela senza avere il volume troppo alto, se siete al lavoro o in università.

La canzone di Gabbani è considerata una di quelle con le maggiori possibilità di vittoria. Nel caso l’Italia dovrebbe quindi ospitare la prossima edizione dell’Eurofestival. Secondo esperti e agenzie di scommesse, un altro grande favorito è Salvador Sobral, del Portogallo. La sua “Amar Pelos Dois” è molto diversa dalle tipiche canzoni da Eurofestival e anche il suo modo di interpretarla sul palco è notevole. Un po’ alla Marco Mengoni.

Infine, la Moldavia. La canzone, che è passata alla finale, è “Hey Mamma” dei Sunstroke Project. È una normale canzone da Eurofestival, ma c’è una storia nella storia che riguarda il sassofonista Sergey Stepanov.

Stepanov e i Sunstroke Project parteciparono all’Eurofestival già nel 2010 e internet si accorse di Stepanov e lo fece diventare un meme: Epic Sax Guy.

Il pezzo della sua esibizione fu ripreso e messo in loop in video lunghi dieci ore e visti da più di dieci milioni di persone. Potreste esservi imbattuti anche in questo, con Gandalf:

Questa invece è la sintesi della serata in cinque minuti e mezzo.