Juan Cuadrado e Lorenzo Insigne durante Napoli-Juventus (LaPresse - Gerardo Cafaro)
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  • lunedì 3 Aprile 2017

Serie A, le cose di cui parlare

Nemmeno al terzo tentativo il Napoli è riuscito a vincere contro la Juventus, andrà meglio al quarto? Il Milan, invece, di tentativi non ne ha più, come Enrico Preziosi al Genoa

Juan Cuadrado e Lorenzo Insigne durante Napoli-Juventus (LaPresse - Gerardo Cafaro)

Napoli-Juventus sarebbe potuto valere quasi come un match point, per la Juventus e per il campionato. Con una vittoria, infatti, la Juventus avrebbe definitivamente relegato il Napoli al terzo posto, mantenuto i sette punti di vantaggio sulla Roma e fatto scorrere un’altra giornata verso la fine della stagione. Il pareggio finale, tuttavia, lascia dei dubbi proprio sulla Juventus, messa in difficoltà dal Napoli per quasi l’intera partita: non un buon segnale in vista dei quarti di finale di Champions League che giocherà contro il Barcellona. Il pareggio, invece, forse è un buon segnale per il Napoli, che mercoledì proverà, per la quarta volta in questa stagione, a battere la Juventus e a qualificarsi alla finale di Coppa Italia, anche se parte dal 3-1 subito a Torino. La squadra che ha guadagnato di più dal pareggio del San Paolo è la Roma, che vincendo sabato contro l’Empoli ha ridotto il distacco dalla Juventus a sei punti, e aumentato quello sul Napoli da due a quattro. Fra poco più di un mese Roma e Juventus giocheranno contro, all’Olimpico di Roma, ma la Juventus ha un calendario favorevole e poche partite in cui potrebbe perdere altri punti.

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Con il pareggio a Pescara il Milan ha gettato via una vittoria facile, e se l’Inter stasera dovesse vincere contro la Sampdoria, le tre squadre che le stanno davanti nella corsa all’Europa League concluderebbero questa giornata avendo guadagnato tutte due punti. Negli altri campi, la Lazio è riuscita a tornare da Reggio Emilia con tre punti pur avendo faticato parecchio a giocare contro il Sassuolo; dopo aver subito sette gol a San Siro tre settimane fa, l’Atalanta si è presa un piccola rivincita battendo in trasferta il Genoa per 5-0, un risultato che ha creato ulteriori difficoltà all’ambiente genoano; il Crotone, infine, ha vinto la sua prima partita di Serie A in trasferta, grazie alla quale ha scavalcato il Palermo al terzultimo posto e ora, forse, proverà a riprendere l’Empoli, che non fa un punto dal 5 febbraio.

Il Napoli può farcela, in Coppa Italia?

«La partita l’abbiamo fatta quasi sempre noi e contro i bianconeri non è facile, specie se vai sotto dopo pochi minuti. Siamo stati bravi a non prendere neppure una ripartenza e a metterli in difficoltà come difficilmente è capitato in questa stagione. Abbiamo creato tanto ma anche stavolta non con una percentuale realizzativa eccezionale. Una supremazia territoriale come quella di stasera non l’avevo mai vista subire dalla Juventus in Italia, e doveva portare un risultato diverso». Questo è quello che ha detto l’allenatore del Napoli Maurizio Sarri al termine di Napoli-Juventus, e la partita è andata esattamente così. Al Napoli sarebbe bastato essere più preciso in una delle quattro grandi occasioni che ha avuto per prendersi finalmente una grande soddisfazione e per far vacillare le convinzioni della Juventus. Ma quando si parla di differenze tra una grande squadra come la Juventus e una che ancora non lo è, ma per tanto così, come il Napoli, forse è proprio questo il punto. Il Napoli ha il miglior attacco della Serie A e segna con una facilità che si vede di rado: ma segnare più di un gol alla Juventus non è come farlo alle altre diciotto squadre del campionato.

Ieri sera gli attaccanti del Napoli non erano ispirati come al solito, e quest’anno è capitato spesso negli scontri diretti, e contro il Real Madrid in Champions League. In partite così, non riuscire a segnare quando se ne presenta l’occasione poi vuol dire non segnare affatto. Ma il calendario potrebbe dare un grossa mano a Sarri: mercoledì, fra due giorni appena, Napoli e Juventus giocheranno ancora al San Paolo nel ritorno della semifinale di Coppa Italia. Dopo il 3-1 dell’andata, il risultato più facile con cui il Napoli potrebbe passare è il 2-0, quindi segnare più di un gol e non subirne nemmeno uno, esattamente quello che la squadra non è riuscita a fare negli ultimi scontri diretti. Sarà interessante vedere come Sarri cercherà di colmare le differenze esistenti fra le due formazioni.

Un pareggio che complica le cose

Per il Milan di quest’anno il pareggio contro il Pescara, cioè l’ultima in classifica, non è preoccupante per il gioco e per il momento della squadra (o perché si è pareggiato contro l’ultima della Serie A), ma per la posizione in classifica. Il Milan non può permettersi di restare fuori dall’Europa un altro anno, che sarebbe il quarto di fila, per questioni economiche e d’immagine; ma ora si trova a sei punti dalla Lazio, a quattro dall’Atalanta e a uno dall’Inter, che però ha una partita in meno. Queste tre squadre sono tutte messe meglio del Milan, sotto qualsiasi aspetto, ma il Milan, almeno fino a pochi giorni fa, aveva dalla sua un calendario tutto sommato non così impegnativo.

31ª Milan-Palermo
32ª Inter-Milan
33ª Milan-Empoli
34ª Crotone-Milan
35ª Milan-Roma
36ª Atalanta-Milan
37ª Milan-Bologna
38ª Cagliari-Milan

Nelle ultime settimane di campionato il Milan è riuscito a vincere contro Fiorentina e Sassuolo e a pareggiare contro la Lazio in trasferta. Rispetto alle tre squadre che le stanno sopra, la squadra di Montella non ha uno stile di gioco ben delineato, ma ha la capacità di restare sempre in partita e può contare su alcuni giocatori, Carlos Bacca, Suso e Deulofeu su tutti, che sanno rendersi pericolosi in qualsiasi momento. Ma oltre a questo la squadra non ha dato altri particolari segnali incoraggianti, e per forza di cose ora la qualificazione all’Europa League, più che dal Milan stesso, dipenderà da cosa faranno le rivali.

0-5

È la seconda sconfitta per 5-0 rimediata dal Genoa in questa stagione. La prima, incredibilmente contro il Pescara, costò il posto all’allenatore Ivan Juric. L’ultima è arrivata ieri, davanti al proprio pubblico, contro l’Atalanta. Quello che si è visto a Marassi è ciò che capita quando due squadre simili per organico, ma diverse in tutto il resto, s’incontrano. L’Atalanta sta disputando la sua miglior stagione di sempre in Serie A, ha un grosso obiettivo da rincorrere, l’Europa League, una squadra che quest’estate perderà molti dei suoi migliori elementi ma a peso d’oro (sono molti e tutti bravi), un allenatore che può lavorare con una certa tranquillità e una società storicamente ben organizzata. Il Genoa sta disputando l’ennesima stagione deludente e al di sotto delle aspettative, pur avendo una rosa più forte del 16mo posto che occupa. Non ha più obiettivi, ha una squadra sostanzialmente molto diversa da quella con cui ha iniziato la stagione, un allenatore chiamato in corsa e una società a cui va riconosciuta una certa abilità nel mercato, ma che è solita smantellare la propria squadra senza farsi troppi problemi.

Genoa CFC v Atalanta BC - Serie ALa contestazione della Gradinata Nord nei confronti del presidente Enrico Preziosi (Paolo Rattini/Getty Images)

Parlando della sconfitta, al termine della partita il presidente del Genoa Enrico Preziosi ha detto: «Abbiamo toccato il fondo oggi. Questa è la nostra situazione, la partita è incommentabile da questo punto di vista, ma dobbiamo andare avanti. I genoani saranno accontentati. Come? Vogliono che io non ci sia, allora verrà qualcun altro. E buona fortuna a chi mi sostituirà. Sarà poi il tempo a giudicare». Parlando delle contestazioni dei tifosi, invece, ha detto: «Questi sono dei matti, ve lo dico io. E si permettono pure di insultarmi, cosa che però non posso accettare, io non sono un figlio di puttana, semmai lo sono loro. Gli ultrà vanno cancellati. Loro sono il vero male del Genoa e del calcio. Lo dimostra quello che succede ovunque, contestazione su contestazione, violenze su violenze». Non è un buon momento per il Genoa.

Vuoi vedere che il Crotone

Quando una squadra rimane due mesi senza fare punti, in qualsiasi circostanza si trovi è destinata a perdere parecchie posizioni. Non è così per l’Empoli, che non fa un punto dal 5 febbraio ma è sempre rimasta ferma al proprio posto, il 17simo, quello appena sopra la zona retrocessione. Insieme, le ultime tre in classifica hanno vinto nove partite dall’inizio della stagione. Ultimamente però sono riuscite ad accorciare il loro distacco, chi più chi meno. Grazie alla vittoria di ieri contro il Chievo, il Crotone ora è la squadra nella miglior condizione per poter tirarsi fuori dalla zona retrocessione. Ma i punti di distanza sono ancora cinque, e l’Empoli ha un calendario decisamente più alla sua portata: alla prossima giornata ospiterà il Pescara, mentre il Crotone giocherà contro l’Inter.

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