SpaceX vuole portare due persone intorno alla Luna

I passeggeri non sono astronauti e pagheranno decine di milioni di dollari: la società di Elon Musk dice di poterlo fare nel 2018, ma è davvero possibile?

La scia luminosa lasciata dai motori del razzo Falcon 9, durante un lancio nell'agosto del 2016 da Cape Canaveral, Florida, Stati Uniti (SpaceX)

La compagnia spaziale privata di Elon Musk, SpaceX, ha annunciato un viaggio intorno alla Luna per il prossimo anno. I passeggeri della missione saranno due cittadini privati – quindi non astronauti della NASA – che nei mesi scorsi si sono messi in contatto con l’azienda chiedendo un biglietto di andata e ritorno verso l’orbita lunare. Ieri, durante un breve incontro con la stampa in California, Musk ha spiegato che i due clienti hanno “serie intenzioni” e che hanno già pagato una “significativa quantità di soldi” come anticipo per la missione. SpaceX non ha fornito altri dettagli sulla loro identità, confermando solamente che le due persone si conoscono e che inizieranno formazione e test di idoneità per un viaggio nello Spazio nei prossimi mesi.

Tempi stretti
L’annuncio ha sorpreso molti osservatori, alcuni dei quali non hanno nascosto il loro scetticismo, considerato che SpaceX finora ha trasportato in orbita satelliti e rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma non esseri umani. Musk è noto per fare promesse che impongono tempi molto stretti per essere realizzate, con il risultato che le date di scadenza sono di frequente superate a causa di ritardi e contrattempi, quasi inevitabili nello sviluppo di nuove tecnologie e sistemi per l’industria spaziale. Il viaggio intorno alla Luna è in programma per la seconda metà del 2018, ma prima di realizzarlo SpaceX dovrà dimostrare di essere in grado di portare astronauti in orbita e di avere terminato lo sviluppo di una versione più potente dei suoi razzi per spingersi nello spazio profondo verso la Luna.

Come viaggeranno verso la Luna
I due clienti di SpaceX viaggeranno all’interno della capsula Crew Dragon (Dragon Version 2), una versione modificata dell’attuale Dragon che l’azienda utilizza per trasportare materiale sulla ISS nell’ambito dei suoi contratti multimiliardari con la NASA. L’accordo con l’agenzia spaziale statunitense prevede, tra le altre cose, che SpaceX sia responsabile per il trasporto degli astronauti sulla Stazione, che dal 2011 è reso possibile solo dalle Soyuz russe in seguito al pensionamento del programma Space Shuttle. I passaggi sulle capsule spaziali della Russia sono piuttosto costosi, circa 80 milioni di dollari per astronauta, e lasciano meno autonomia alla NASA anche in vista dell’estensione del programma spaziale per l’esplorazione di altri pianeti con esseri umani. Oltre a SpaceX, anche Boeing ha un contratto per lo sviluppo di un proprio sistema di trasporto verso la ISS.

Crew Dragon non ha mai volato, ma Musk sembra essere comunque ottimista, considerato che la capsula ha caratteristiche tali e quali alla Dragon già usata per i rifornimenti della ISS, e con un alto grado di affidabilità. SpaceX ha in programma un primo test di Crew Dragon entro la fine dell’anno: sarà lanciata in orbita grazie alla spinta di un suo razzo Falcon 9, raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale per testare i suoi sistemi di attracco e tornerà indietro, per verificare la tenuta nella turbolenta fase di rientro nell’atmosfera. Sei mesi dopo il test, SpaceX condurrà il primo volo con esseri umani, trasportando un equipaggio di astronauti verso la ISS. Se tutto filerà liscio, sei mesi dopo, i due clienti potranno iniziare il loro viaggio per fare un giro intorno alla Luna.

Falcon Heavy vs Saturn V
Mentre lavorerà alla messa a punto di Crew Dragon, SpaceX dovrà anche darsi da fare per terminare lo sviluppo del suo razzo Falcon Heavy, una versione molto più potente dell’attuale Falcon 9, con capacità di spinta e autonomia sufficienti per superare l’orbita terrestre bassa (LEO). Il Falcon Heavy non ha mai volato e il primo test è previsto per la prossima estate: sarà necessario un pieno successo per rendere possibile il suo impiego un anno dopo per il viaggio verso la Luna. La scienza dei razzi è piuttosto complicata e rischiosa anche con sistemi ormai collaudati e usati da anni, per questo i principali dubbi si stanno concentrando sull’effettiva capacità di SpaceX di mettere in servizio in tempi così rapidi il Falcon Heavy, un razzo nuovo e con una potenza pari a due terzi dello storico e gigantesco Saturn V, il lanciatore utilizzato dalla NASA nelle missioni Apollo verso la Luna tra la fine degli anni Sessanta e i primi Sessanta.

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Burocrazia
SpaceX potrebbe avere anche qualche problema burocratico per il suo primo volo con astronauti, quello verso la ISS, fondamentale per sperimentare i sistemi di bordo anche nell’ottica del successivo viaggio lunare. Trattandosi di un viaggio per conto della NASA – un’agenzia pubblica – Crew Dragon deve ricevere una specifica certificazione da parte del Congresso degli Stati Uniti, dopo verifiche per accertarsi che siano state rispettate tutte le richieste nel contratto. Nelle settimane scorse sono circolate notizie su un probabile ritardo nella certificazione, che potrebbe fare slittare tutto al 2019. Musk ha risposto a queste voci dicendo che SpaceX sarà pronta nei tempi richiesti. In tutto questo si aggiungono le complicazioni del passaggio alla nuova amministrazione Trump, che potrebbe comportare cambiamenti nelle politiche e nelle scelte della NASA, soprattutto per quanto riguarda il suo budget.

Il piano per la Luna di SpaceX è interessante non solo dal punto di vista dell’esplorazione spaziale, ma anche da quello commerciale, considerato che nessuna azienda aveva mai espresso prima piani così circostanziati per portare privati cittadini nell’orbita terrestre. Musk non ha svelato quanto abbiano speso i due clienti per il viaggio, ma ha comunque detto che il costo si aggira intorno a quello richiesto per inviare un equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale. La cifra potrebbe essere quindi intorno agli 80 milioni di dollari, se il riferimento di Musk era al prezzo richiesto dall’Agenzia spaziale russa per gli astronauti statunitensi. Elon Musk ha anche spiegato ai giornalisti che i viaggi intorno alla Luna potrebbero diventare una delle principali fonti di ricavo per SpaceX, che al momento si finanzia grazie ai contratti con la NASA e a quelli con le aziende che vogliono portare in orbita i loro satelliti. Con “uno o due viaggi” all’anno intorno alla Luna, ha detto Musk, si potrebbero produrre il 10 – 20 per cento dei ricavi di SpaceX.

Rischi e un lungo viaggio
Anche se negli ultimi anni sono stati raggiunti ulteriori progressi nella sicurezza, e non ci sono più stati incidenti mortali da quello dello Shuttle Columbia nel 2003, i viaggi verso l’orbita terrestre continuano a essere piuttosto pericolosi, senza contare che quelli che vanno oltre non sono effettuati da decenni. A differenza dell’aviazione civile, non ci sono regole per i voli spaziali: negli Stati Uniti c’è il Commercial Space Launch Amendments Act, una legge approvata nel 2004 che prevede una fase di “apprendimento” per le aziende del settore, nella quale non ci sono sostanzialmente regole. La legge, la cui scadenza è passata dal 2012 al 2023, era nata in un periodo in cui sembrava ancora lontano il trasporto di esseri umani da parte delle aziende spaziali private.

L’ultimo viaggio verso la Luna con esseri umani risale al dicembre del 1972, quando l’Apollo 17 fece il proprio allunaggio con gli astronauti Eugene Cernan e Harrison Schmitt. Significa che sono quasi 45 anni che nessuno si avvicina alla Luna e, più in generale, che un essere umano abbandona l’orbita terrestre bassa (LEO) dove è operativa la Stazione Spaziale Internazionale. La LEO termina all’incirca a 2000 chilometri di distanza dalla Terra, ma la stessa ISS si trova a una quota molto più bassa, circa 400 chilometri dal nostro pianeta. Una distanza minima se confrontata con quella della Luna da noi: 380mila chilometri in media (la sua orbita è ellittica).

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Il primo viaggio, senza allunaggio, con esseri umani verso l’orbita lunare fu eseguito nel dicembre del 1968 con l’Apollo 8: furono necessari 3 giorni per raggiungere la Luna. SpaceX confida di poter trasportare i suoi due clienti, fargli compiere un giro intorno alla Luna e tornare sulla Terra in sei giorni circa. Crew Dragon avrà un sistema di navigazione completamente automatico, tale da richiedere interventi manuali da parte dei passeggeri solo in casi di particolari emergenze. I due clienti potranno quindi evitare la lunga e meticolosa preparazione cui sono sottoposti gli astronauti, cui è richiesta tra le altre cose la capacità di pilotare un’astronave (anche le Soyuz fanno quasi tutto automaticamente per i viaggi sulla ISS e il rientro sulla Terra). Test e verifiche si concentreranno sulle condizioni fisiche dei due clienti, per accertarsi che siano in grado di sostenere soprattutto le forti sollecitazioni durante il lancio in orbita e il rientro attraverso l’atmosfera.

Crew Dragon dovrà essere inoltre schermata contro le radiazioni, ma su questo aspetto non ci sono molte preoccupazioni, anche se un viaggio verso la Luna comporta il superamento delle fasce di van Allen, una sorta di gigantesca ciambella (toro) di particelle cariche che si estende fino a 60mila chilometri dalla Terra e che contribuisce a proteggerne l’atmosfera. Le missioni Apollo dimostrarono comunque che l’esposizione alle radiazioni non è molto intensa e paragonabile a meno di due radiografie al petto (1,6 milligray; in media il nostro organismo in un anno è esposto naturalmente a 2 – 3 milligray).

Cosa dice la NASA
La NASA ha commentato l’annuncio di SpaceX con un comunicato piuttosto sobrio e diplomatico, nel quale dice di “elogiare i suoi partner che cercano di raggiungere nuovi alti obiettivi”. Nel testo viene citata direttamente SpaceX per ricordare che il primo interesse della NASA rimane “il rispetto degli obblighi contrattuali per tornare a effettuare lanci con astronauti dagli Stati Uniti e per il trasporto di materiali verso la Stazione Spaziale Internazionale”. Del resto, se SpaceX ha raggiunto importanti progressi negli ultimi anni è stato proprio grazie all’assistenza degli ingegneri della NASA, senza contare le risorse finanziare fornite dall’agenzia tramite i contratti stipulati in questi anni.

La stessa NASA lavora da anni a un proprio programma per l’esplorazione dello Spazio profondo con esseri umani, che prevede una prima missione verso la Luna simile a quella annunciata ieri da SpaceX. L’agenzia spaziale sta lavorando allo sviluppo del suo nuovo Space Launch System (SLS), un lanciatore sperimentato con successo per la prima volta a fine 2014 con un volo orbitale, insieme alla capsula da trasporto Orion ancora in fase di sviluppo. SLS e Orion dovrebbero essere le basi per un futuro viaggio su Marte, dopo i test intorno alla Luna, ma i piani della NASA non sono ancora molto chiari. Le incertezze sono aumentate dopo l’elezione di Donald Trump, la cui amministrazione insediata da più di un mese non ha ancora fornito piani chiari su risorse e obiettivi per le prossime esplorazioni spaziali.

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