Che storia ha Casey Affleck

Ha vinto l'Oscar come Miglior attore, dopo essere stato per anni il fratello meno noto di Ben ed essere conosciuto anche per un'accusa di molestie sessuali

L’attore, regista e sceneggiatore Casey Affleck – fratello del più famoso Ben Affleck – ha vinto questa notte il premio Oscar per il miglior attore protagonista, per la sua interpretazione in Manchester by the Sea, apprezzato film di Kenneth Lonergan. Nelle scorse settimane Affleck ha vinto anche il Golden Globe e il premio BAFTA, per lo stesso film. Prima di Manchester by the Sea, che ha vinto anche l’Oscar come migliore sceneggiatura originale ed è considerato uno dei film più belli del 2016, Affleck era però per la maggior parte delle persone soltanto il-fratello-sfigato-di-Ben-Affleck.

Chi non segue con particolare interesse e approfondimento le cose del cinema probabilmente sa ben poco di Casey Affleck, che però non salta fuori dal nulla: recita dagli anni Novanta, ha avuto tra i suoi registi Gus Van Sant, Steven Soderbergh e Christopher Nolan, ha diretto un atipico documentario (Joaquin Phoenix – Io sono qui!nel 2010), ed era persino già stato candidato all’Oscar: nel 2008 come Miglior attore non protagonista per il western L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (lo vinse Javier Bardem per Non è un paese per vecchi).

Affleck, che è nato nel 1975 ed è di tre anni più giovane del fratello Ben, ha avuto anche piccole parti nei primi due American Pie e in Ocean’s Eleven e nei suoi due seguiti. Tra i suoi primi film c’è stato Gerry di Gus Van Sant, nel quale recita a fianco dell’amico Matt Damon: i due interpretano due amici che si perdono in un deserto, trovandosi in una situazione che precipita velocemente. Il suo primo vero ruolo da protagonista è stato quello in Lonesome Jim, un film diretto da Steve Buscemi nel 2005 in cui interpreta uno scrittore fallito e depresso.

Nel 2007 Affleck sembrava sul punto di dare una svolta alla sua carriera, con le apprezzate interpretazioni in L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford e in Gone Baby Gone, un thriller diretto da suo fratello Ben. Poi però Affleck diresse Joaquin Phoenix – Io sono qui!: un mockumentary (cioè un finto documentario) che raccontava, spacciandola per vera, una finta transizione dell’attore Joaquin Phoenix, che sembrava essere diventato mezzo matto e diceva di voler smettere di recitare e iniziare a fare il rapper. In quel periodo, Phoenix era cognato di Affleck, che aveva sposato l’attrice Summer Phoenix, dalla quale si è separato l’anno scorso. Per quel film, Phoenix restò nella parte per circa due anni, anche nella sua vita vera. È piuttosto famosa l’intervista che Phoenix fece da David Letterman: si presentò con grossi occhiali scuri e una folta barba incolta e rispose a ogni domanda con farneticazioni sempre più confuse e svogliate, come se fosse sotto l’effetto di qualche droga. Letterman gli chiese di smettere almeno di masticare la gomma e lui gliela appiccicò alla scrivania. Alla fine dell’intervista, Letterman lo ringraziò dicendo: «Mi dispiace che tu non sia potuto essere qui stasera, Joaquin». Il film era molto bizzarro, piacque a pochi critici: andò male, in generale.

L’insuccesso del documentario di Phoenix rallentò la carriera di Affleck, che però si riprese recitando in Senza santi in paradiso insieme a Rooney Mara e in Il fuoco della vendetta insieme a Christian Bale e Woody Harrelson. Prima di Manchester by the Sea, il suo film più importante era stato Interstellar di Nolan, nel quale aveva una parte secondaria: interpretava il figlio di Matthew McConaughey, da adulto.

Le accuse di molestie sessuali
Da Joaquin Phoenix – Io sono qui! arriva però anche un brutto episodio che riguarda Affleck: due donne che avevano lavorato sul set lo accusarono di molestie sessuali. Si tratta della direttrice della fotografia Magdalena Gorka e della produttrice Amanda White. Dissero e scrissero – qui e qui ci sono i testi delle denunce – che Affleck le molestò verbalmente facendo riferimenti espliciti ad atti sessuali, palpeggiò White e, più in generale, «creò un clima ostile sul set». Affleck negò le accuse e trovò con White e Gorka un accordo stragiudiziale, di cui non si conoscono i dettagli. Il Guardian ha provato a intervistare Affleck, White e Gorka, oltre a molti altri membri della troupe ma nessuno ha voluto parlarne, a parte una donna che, restando anonima, ha detto di non aver assistito a nessun caso di molestie. A novembre Affleck – che ha sempre negato le accuse – aveva detto al New York Times: «Trovammo un accordo con la soddisfazione di tutti. Ne rimasi colpito e sconvolto – così come tutti – ma ora l’ho superata».

Negli ultimi mesi – soprattutto dopo la vittoria del Golden Globe, che lo aveva reso il favorito a vincere l’Oscar – la questione delle accuse ad Affleck è stata spesso messa in relazione a un caso, simile solo per certi versi, che riguarda l’attore e regista Nate Parker. Nel 1999 Parker e il suo amico Jean Celestin furono accusati di aver stuprato una ragazza di 18 anni nella stanza del dormitorio in cui risiedevano quando erano studenti alla Penn State University, in Pennsylvania. Parker ammise di aver fatto sesso con la ragazza, ma disse che si trattava di sesso consensuale. Nel 2001 ci fu il processo: Celestin fu accusato di violenza sessuale ma fu poi dichiarato non colpevole; Parker fu assolto in primo grado. La donna che li aveva accusati si è suicidata nel 2012.

Parker ha diretto e recitato in The Birth of a Nation, che vinse il Premio della critica (il più importante) e quello del pubblico allo stesso Sundance Film Festival a cui partecipò anche Manchester by the Sea. Dopo il Sundance sembrava che entrambi i film fossero destinati a fare buoni incassi e andare bene ai festival cinematografici più importanti: ai Golden Globe e agli Oscar. Da quando però ad agosto Variety raccontò la storia che riguardava le accuse di stupro verso Parker, si è parlato molto di quella storia e relativamente poco di The Birth of a Nation.

Il successo di un film agli Oscar è, tra le altre cose, questione di pubbliche relazioni e di attività promozionali di diverso tipo, che iniziano con mesi di anticipo, anche attraverso la partecipazione a numerosi altri festival cinematografici di minore importanza. Secondo alcuni giornalisti The Birth of a Nation è stato molto penalizzato perché proprio mentre si trovava a dover fare queste attività di promozione (tra la gente del settore cinematografico, prima ancora che per il pubblico) è venuta fuori la storia dell’accusa di stupro verso Parker.

Manchester by the Sea ha subito molti meno danni rispetto a The Birth of a Nation dopo le accuse – pur diverse rispetto a quelle di Parker – fatte nei confronti di Affleck. Secondo alcuni la questione è semplice: Manchester by the Sea è un film migliore rispetto a The Birth of a Nation, o comunque è solo piaciuto di più a chi assegna i premi che precedono gli Oscar. Secondo altri la questione è più complicata: Parker è relativamente poco noto (o lo era prima di questo film) ed è nero; Affleck è bianco e fratello di Ben, uno dei più noti e importanti personaggi di Hollywood. Come ha scritto il Guardian, Casey Affleck ha una storia che in genere piace a Hollywood: è il fratello meno noto che ora, a 41 anni, arriva al vero successo, mantenendo però il suo spirito indipendente.

È comunque un fatto che né Parker né Affleck siano stati ritenuti colpevoli da un tribunale, e che delle accuse di Parker si sia parlato di più di quelle ad Affleck. È però anche vero che dopo il Golden Globe vinto da Affleck molti giornali – e tra loro il New York Times – abbiano raccontato anche la storia delle accuse di molestie sessuali fatte ad Affleck, che ha generato critiche e discussioni. Con una sintesi forse un po’ eccessiva, il Guardian ha scritto:

Se come sembra Affleck passerà le prossime settimane a impugnare premi, ognuno potrà scegliere la versione che preferisce. Ecco un attore molto capace che è rimasto autentico pur diventando famoso, e si è affermato grazie alla sua scelta di recitare nel riflessivo capolavoro di Kenneth Lonergan. Oppure: ecco un uomo che ha abusato del suo potere per umiliare due colleghe, e poi si è nascosto dietro buone pubbliche relazioni e grazie alla rilevanza che nel mondo del cinema hanno suo fratello Ben e il suo amico Matt [Damon].

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.