• Moda
  • lunedì 19 Dicembre 2016

I libri di moda del 2016

Scelti dalla rivista Business of Fashion: le migliori acconciature di moda, la storia di Dior e Versace e tante fotografie di Cecil Beaton

Come ogni anno Colin McDowell, un importante critico di moda inglese, ha scelto per Business Of Fashion i migliori libri di moda del 2016. Sono tutti in inglese tranne uno, ma si tratta perlopiù di volumi fotografici che possono venire apprezzati anche da chi non ha familiarità con l’inglese: ce n’è uno con le immagini di Cecil Beaton, probabilmente il costumista più famoso al mondo e celebre fotografo della famiglia reale inglese; un altro di Donatella Versace sulla storia dell’azienda di famiglia, un altro ancora raccoglie 40mila fotografie con le acconciature di Sam McKnight, leggendario parrucchiere che ha lavorato con le modelle, i fotografi e le case di moda più importanti.

Cecil Beaton at Home

di Andrew Ginger (Rizzoli)
Cecil Beaton (1904-1980) fu uno dei costumisti, teatrali e cinematografici, più famosi al mondo; lavorò anche come scenografo, decoratore d’interni e fotografo della famiglia reale inglese, vinse un Oscar per i costumi di My Fair Lady e quattro Tony Awards. Il libro è pieno di sue fotografie, da solo o con gli amici, nelle sue case di campagna, che mostrano molto del suo stile di vita, dei vestiti che gli piaceva indossare e della vita che conduceva. «Sono certo che Cecil Beaton avrebbe amato questo libro», scrive McDowell «e aggiunge che avrà lunga vita con molti lettori. Una volta terminato, ci si ritufferanno spesso»
cecil-beaton-1

Capturing Fashion: Derujinsky

di Andrea Derujinsky (Flammarion)
Andrea Derujinsky (1925-2011), conosciuto anche come Gleb, fu un fotografo di moda contemporaneo a Irving Penn e Richard Avedon, e come loro lavorò da Harper’s Bazaar negli anni d’oro della rivista. «Le sue modelle erano le donne che Frank Sinatra rese immortali nella sua canzone Uptown Girls: eleganti, di classe e spesso altezzose. I suoi colleghi erano Carmel Snow, Diane Vreeland e Alexey Brodovitch, il trio più potente e di maggior successo nell’editoria di moda. E amavano tutti l’alta moda di Parigi e gli abiti eleganti di New York che contribuirono a diffondere».

Derujinsky veniva da una famiglia aristocratica di immigrati russi, per secoli al servizio degli zar. Sposò quattro delle sue modelle, lavorò con tutte quelle più importanti dell’epoca e viaggiò molto in cerca di ambientazioni esotiche e affascinanti per i suoi servizi, come suggeritogli da Diane Vreeland, a lungo direttrice di Harper’s Bazaar e poi di Vogue America. Secondo McDowell la grandezza di Derujinsky non sta tanto nelle sue «idee pazze» ma «nel lavoro a New York, nelle vie e nei parchi di Manhattan, che mostra come riuscì a integrare con successo i vestiti con la scena attorno».

derujinsky

Runway: The Spectacle of Fashion

di Alix Browne (Rizzoli)
e

The Fashion Set: The Art of the Fashion Show

di Federico Poletti (Roads)

McDowell accorpa questi due libri  dedicati alle sfilate, perché mostrano quanto «per le case di moda sufficientemente ricche da permetterselo la scenografia è quasi importante quanto la sfilata stessa, e probabilmente altrettanto costosa». Si va dalla prima sfilata di Raf Simons da Dior, che fece ricoprire le pareti della sala in cui si trovava il pubblico di fiori veri, agli spettacoli accuratissimi di Miuccia Prada, a quelli dall’ambientazione sempre diversa di Karl Lagerfeld per Chanel. McDowell fa notare che forse le sfilate non fanno parlare di sé solamente per gli abiti ma anche per tutto il contorno, un fenomeno incrementato da internet, e che anche la scenografia è importante per esprimere i pensieri dello stilista.

sfilate

Bernard Boutet de Monvel: At the Origins of Art Deco

di Stephane-Jacques Addade (Flammarion)
Bernard Boutet de Monvel (1881-1949) fu un pittore, incisore e scultore, famoso soprattutto per i ritratti dei ricchi realizzati negli anni Venti e Trenta del Novecento. Era un aristocratico e ritraeva, nello stile Art Deco dell’epoca, altri aristocratici, gente che si era fatta strada nel mondo, e i protagonisti della vita sociale di allora. Il volume raccoglie i suoi ritratti più famosi, con personaggi «vestiti sempre in modo impeccabile per i ritratti come lo erano nelle loro vite fatte di grandi balli e incontri al caffè. Questo libro riporta in vita l’era dell’Art Deco come non era mai stato fatto».
bernard-boutet-de-monvel

Christian Dior: 1947-1957

(Assouline)
Dior farà uscire un volume fotografico per ognuno degli stilisti che l’ha guidata: oltre al fondatore Christian Dior, Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano, Raf Simons e l’attuale, Maria Grazia Chiuri. L’idea è realizzare una sorta di catalogo dagli archivi, che racconta l’evoluzione di Dior, e quindi della moda in generale, dalla sua prima sfilata di alta moda, nel 1947. Per ogni direttore creativo verrà messo in risalto lo stile e le sfilate più importanti.

Il primo libro è dedicato a Christian Dior e uscirà a febbraio 2017, per i 70 anni dell’azienda: le fotografie sono di Laziz Harmani e il testo di Olivier Saillard, considerato da molti il più importante scrittore di moda vivente: «sa mostrare la sua erudizione e la sua conoscenza profonda dei meccanismi della moda – scrive McDowell – in una maniera che fa chiarezza e coinvolge il lettore senza servirsi della confusione di molti commentatori contemporanei, che puntano più a impressionare che informare».

dior

Alexander McQueen Unseen

di Robert Fairer (Thames & Hudson)
«Di base è un libro di immagini, ma è autentico, con tutte le fotografie scattate nel dietro le quinte delle sfilate». McDowell spiega che negli ultimi anni i libri monografici dedicati agli stilisti sono diventati una moda: sono praticamente tutti uguali, con qualche foto dello stilista al lavoro e qualcuna nei momenti di ozio, con un testo che rasenta l’agiografia. «Quello che fa funzionare questo libro è la sensazione che dà al lettore di essere in scena con le modelle, lo stilista e le altre persone del backstage», oltre all’alta qualità delle fotografie, che mostrano la bellezza dei tessuti e si soffermano sui dettagli.

mcqueen_cover

Hair

di Sam McKnight (Rizzoli)
Sam McKnight è considerato il più importante parrucchiere di moda al mondo: in quarant’anni ha lavorato con le modelle più importanti, da Kate Moss a Karlie Kloss; per fotografi come Arthur Elgort, Patrick Demarchelier, Craig McDean, Mario Testino e Nick Knight; per stilisti come Karl Lagerfeld e Vivienne Westwood e per le più importanti riviste del settore. Hair racconta la sua carriera in 40 mila fotografie, alcune che lo mostrano McKnight al lavoro, altre sulle sue acconciature.

hair

Versace

di Donatella Versace (Rizzoli)
Nel libro, disponibile anche in italiano, Donatella Versace racconta la storia della casa di moda di famiglia, illustrandola con fotografie di servizi e sfilate tratte dagli archivi e realizzate da importanti fotografi, come Richard Avedon, Steven Meisel e Mario Testino, e con protagoniste modelle come Christy Turlington, Naomi Campbell e Linda Evangelista. Secondo McDowell «di tutti i libri recensiti per questo Natale, questo è quello che mi ha dato il maggior piacere a livello visivo. Siccome si allarga anche a mostrare le tendenze principali di ogni stagione, è anche il più utile per i fan, gli scrittori e gli storici della moda».
versace