Il Museo d’Orsay di Parigi ha 30 anni

Fu ricavato in una ex stazione ferroviaria, dopo una ristrutturazione progettata da Gae Aulenti: era un esperimento, ha funzionato

. (AP Photo/Michel Euler)
. (AP Photo/Michel Euler)

L’1 dicembre 1986, esattamente trent’anni fa, fu inaugurato a Parigi uno dei musei più famosi al mondo: il Museo d’Orsay, noto per ospitare le opere più importanti dell’impressionismo francese. Oltre che per la sua collezione, il Museo d’Orsay è famoso anche per l’edificio in cui è ospitato: a differenza della maggior parte dei più importanti musei al mondo, ricavati in ex palazzi di rappresentanza o edifici costruiti appositamente, si scelse di collocarlo dentro una stazione ferroviaria in disuso da anni. Fu la prima volta che un edificio industriale veniva restaurato per ospitare un importante museo. Il progetto ha funzionato: il museo viene frequentato ogni anno da milioni di visitatori ed è diventato uno degli edifici più caratteristici di tutta Parigi.

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La zona del Museo, sulla sponda sinistra del tratto della Senna che passa per il centro di Parigi, fino al Diciassettesimo secolo era occupata da un giardino di proprietà della famiglia reale. Già nel secolo successivo, dopo che venne privatizzato, diventò un quartiere abitato prevalentemente dai nobili. Appena prima della Rivoluzione francese, accanto al luogo dove oggi si trova il Museo, fu costruito il lussuoso Hôtel de Salm (che oggi ospita il Museo della Legione d’onore). Nell’Ottocento, sui terreni del Museo furono costruiti una caserma per la cavalleria e il Palazzo d’Orsay, che originariamente doveva ospitare il ministero degli Esteri (che invece oggi si trova circa un chilometro più a ovest). Il Palazzo d’Orsay, che invece del ministero ospitò il Consiglio di Stato, ebbe comunque vita breve: nel 1871 fu incendiato insieme ad altri edifici della zona durante la Comune di Parigi.

In vista dell’Esposizione universale del 1900, si decise di costruire una stazione ferroviaria più centrale rispetto a quella di Austerlitz, posta a 4 chilometri a sud-est dalla zona della Torre Eiffel. Il progetto della stazione e dell’hotel studiato per i passeggeri in transito fu dell’architetto Victor Laloux: la stazione fu inaugurata il 14 luglio 1900, proprio durante l’Esposizione. Per l’epoca era parecchio moderna: c’erano ascensori per passeggeri e bagagli, oltre che una reception e alcuni binari sotto il livello del suolo. Funzionò fino al 1939: divenne obsoleta quando le sue banchine risultarono troppo corte per i moderni treni elettrici, più lunghi di quelli a vapore. Già durante la Seconda guerra mondiale fu usata come centro di smistamento postale per i pacchi da mandare al fronte, mentre qualche anno più tardi al suo interno venne girato parte del film di Orson Welles Il processo. L’idea di usare la stazione abbandonata per ospitare un museo iniziò a circolare negli anni Settanta da parte della Direzione nazionale dei musei francesi: la stazione fu salvata dalla privatizzazione nel 1973, quando venne inclusa in un elenco di edifici storici, e cinque anni dopo fu creata una commissione statale per sovrintendere i lavori di ristrutturazione.

La Gare D'OrsayLa stazione durante la ristrutturazione (Keystone/Getty Images)

Nel 1980 il progetto di ristrutturazione venne affidato alla nota architetta italiana Gae Aulenti: Aulenti scelse di conservare la struttura originale della stazione ma di introdurre alcuni cambiamenti. Furono ricavate due piccole torri ai lati del salone principale, le rosette decorative del soffitto vennero restaurate ma al loro interno furono inserite le bocchette dell’aria condizionata e dei dispositivi per limitare l’eco.

14944388449_939a7872d3_k Utente Flickr: Randy Connolly

Il Museo venne inaugurato l’1 dicembre dall’allora presidente francese François Mitterrand e aprì ufficialmente al pubblico il 9 dicembre. La collezione permanente, che si concentra su artisti attivi fra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio della Prima guerra mondiale, fu creata principalmente a partire da tre fondi: opere del Louvre di artisti nati dopo il 1820, la collezione di impressionisti della Galleria del Jeu de Paume di Parigi e alcuni pezzi più antichi del Museo nazionale di arte moderna (che adesso si trova sempre a Parigi al Centro Georges Pompidou, ed è stato progettato da Gae Aulenti). Fra le opere più importanti che sono esposte al Museo ci sono varie nature morte di Paul Cézanne, le opere più famose di Edgar Degas e uno dei famosi autoritratti di Vincent Van Gogh.

IMPRESSIONIST HOMECOMINGDue visitatori osservano “Venezia blu” di Edouard Manet (AP Photo/Francois Mori)

L’ultima volta che si è parlato del Museo d’Orsay sui giornali internazionali c’entrava uno sciopero dei dipendenti, che protestavano per la proposta di tenere aperto il museo sette giorni su sette (poi approvata ma non ancora attiva: il Museo è ancora chiuso il lunedì).