Le canzoni sono sempre più interpolate

Forse non sapete cosa vuol dire, ma nelle canzoni che ascoltiamo capita sempre più spesso: è una furbata o un'evoluzione?

Il Guardian ha raccontato una delle più diffuse pratiche di composizione nella musica pop contemporanea: l’abitudine di inserire pezzi di altre canzoni nelle proprie, sia nella musica sia nel testo. È una tendenza che ormai ha qualche anno e che si muove in un’area grigia fra citazione, plagio o semplice allusione. Il Guardian si chiede se questa abitudine sia più vicina a una forma di pigrizia nella composizione musicale o a un più moderno – e onesto – approccio alla musica, dato che la contaminazione ha ormai un ruolo predominante nella cultura di questi anni.

L’idea di inserire un pezzo di una canzone altrui nella mezzo della propria – un fenomeno noto come “interpolazione” – potrebbe essere il futuro del pop. Dopo tutto viviamo in un mondo in cui quasi ogni nuova canzone è piena di riferimenti a pezzi più vecchi, e citare esplicitamente un’altra canzone sembra la cosa più sensata da fare.

Esistono comunque dei punti fermi. La cosa di cui stiamo parlando non è il campionamento, una tecnica che riguarda soprattutto la musica elettronica e che prevede l’inserimento “materiale” di pezzi di canzoni altrui nelle proprie. Parlando di campionamento siamo infatti in due aree ben precise, anche se non sempre chiaramente distinte: quella della “citazione” o del “plagio” (anche se più spesso, la prima). Kanye West che inserisce un pezzo super riconoscibile di “21st Century Schizoid Man” dei King Crimson, un gruppo progressive rock degli anni Settanta, fa una citazione “colta”. Il rapper Vanilla Ice che in “Ice Ice Baby” campiona quasi esattamente l’inizio di “Under Pressure” dei Queen – mentre rifiuta di ammettere che siano uguali – è un po’ un plagio mascherato da citazione, ma è pur sempre molto esplicito.

Il Guardian parla invece della cosiddetta “interpolazione”, che in un articolo di qualche tempo fa NPR definiva così: «[succede] quando un musicista decide di ri-registrare un pezzo di una canzone che ha apprezzato, per esempio un accenno di melodia o un particolare ritmo di batteria». Prendere in prestito pezzi di altre canzoni o ispirarsi a cose già sentite non è una novità: prima che nascessero le leggi sul copyright era praticamente la regola, e anche nella musica leggera è successo spessissimo. La cosiddetta “interpolazione” però è qualcosa di più sottile: si intende la ricreazione di un elemento già sentito in un’altra canzone – e non il suo inserimento diretto, come avviene nel campionamento – che quindi viene in un certo senso rielaborato.

Gli esempi recenti sono moltissimi. La rapper britannica RAY BLK che nella propria canzone “5050” canta il ritornello di “Lovefools” dei Cardigans (“Love me love me, say that you love me”) è una interpolazione. In “Hold up” di Beyoncé ce ne sono due: le prime parole della canzone sono praticamente le stesse – e con un andamento simile – di quelle del ritornello di “Maps” degli Yeah Yeah Yeahs, un gruppo indie rock americano. Il finale della canzone assomiglia invece moltissimo al pezzo più riconoscibile di “Turn My Swag On” del rapper e produttore americano Soulja Boy Tell’em. Capita anche nel rock: una delle canzoni più famose dei Vampire Weekend, “Oxford Comma”, contiene un’esplicita citazione del verso “to the window, to the wall” della famosa canzone “Get low” del rapper Lil John.

L’interpolazione insomma è una cosa ancora difficilmente inquadrabile: può essere la soluzione per non inventarsi nulla di nuovo e magari far parlare di sé; ma allo stesso tempo, spiega il Guardian, potrebbe rappresentare un modo nuovo di intendere la musica.

[L’interpolazione] non suggerisce solamente un’immersione totale nella musica – richiama infatti la vita delle persone di oggi, che hanno a disposizione dispositivi mobili con cataloghi sterminati di canzoni – ma anche ll modo in cui la musica viene culturalmente assorbita: suddivisa in piccoli pezzi, che le persone ricreano nella propria testa e con la propria voce. È una tecnica che richiama anche il copia-e-incolla con cui si costruiscono le identità online su siti come Tumblr e Instagram, dove le citazioni sono frequenti e apprezzate. Preparatevi a una specie di “cannibalizzazione” del pop, ora che questa tecnica di composizione piena di allusioni sta per diventare dominante.

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